Sempre più pazzi per i social network

Lavoro moltissimo, 18 ore al giorno, mi alzo dal computer giusto il tempo di dormire e di leggere qualcosa. Ultimamente anche per cucinare, e infatti sono entrata in crisi cronometrica. Chissà se quando mi scadrà il contratto per Maggie e ritornerò alle mie modeste 8 ore quotidiane mi rimarrà qualche amico.


In ogni caso, nel frattempo, la mia vita sui social – già intensa prima – si è notevolmente infittita, per necessità e s-virtù.
Ora poi se ne sono aggiunti un paio, e la situazione rischia di precipitare.

Prima di tutto Pinterest, che per gli amanti delle immagini è una vera droga: un network di condivisione di fotografie e video, a partecipazione prevalentemente femminile (70%), dove poter postare (“pinnare”) le proprie foto e “ripinnare” quelle degli altri inserendole nei propri album.
Un’ottima viralità per chi commercializza prodotti, ma fondamentalmente un luogo dove ci si scambia bellezza e frustrazione: la casa che non potrai mai pagarti, il vestito che non riuscirai mai ad indossare, l’oggetto che non riuscirai mai ad inventare, i luoghi in cui non ce la farai mai a viaggiare.

Io però ho creato anche un album dedicato alla dieta che sto seguendo (la famigerata Dukan), con tutti i piatti terrificanti che mi tocca cucinare per sopravvivere: una vera raccolta di orrori, in attesa che Monsieur Dukan le veda e mi faccia causa per la pessima pubblicità che gli faccio.
Ma in linea di massima è un’ottima fonte di ispirazione per l’arredamento, i regali, le vacanze, la cucina, la moda, l’arte.
Certo, io non faccio testo: sono diventata addicted anche di FourSquare, che quando mi tocca spiegarlo a gente che non sa cosa sia mi sento un’idiota:“Più check-in fai nei luoghi dove vai, più medaglie vinci”.
E tutti mi chiedono: “E poi?” e io: “E poi niente, hai delle medaglie”.
Che manco fossero biglietti vincenti del Superenalotto.
Però Pinterest sta facendo molte vittime e sta prendendo piede tra le aziende, quindi un’occhiata vale la pena buttarcela.

In rete da poche settimane c’è invece un social nuovo di fiamma, ideato e creato da alcuni ragazzi italiani, che unisce l’informazione (eventi, mostre, inaugurazioni, fiere, aperitivi, concerti ecc.) alla funzione social-network: si chiama Youmpa, e ha potenzialità strepitose.
La campagna marketing verrà lanciata tra poco, ma lo potete già scoprire iniziando ad iscrivervi. Funziona un po’ seguendo la filosofia del “follow” Twitter, si possono “seguire” le persone che hanno passioni in comune con noi, si possono caricare eventi o semplicemente aderirvi e parteciparvi: un vero ponte tra la vita reale e quella virtuale.


Questa dinamica permette infatti non solo di rimanere aggiornati su tutti gli eventi della città in cui viviamo, ma di entrare in contatto con persone che amano vivere il tempo libero come noi, e magari incontrarsi, darsi appuntamento, chiedere consigli.
Per ora stiamo lavorando solo su Milano – mi dice Matteo Spreafico, uno degli ideatori – perchè il 99% dei contenuti sono prodotti da noi. L’obbiettivo è però che tutto il sistema si alimenti da sè il più presto possibile. Le ambizioni sono molte – prosegue – personalmente comincerei con una copertina di Wired
E brindando all’ambizione di Matteo e del suo team, giovane e cazzutissimo, vi dico: “Ci vediamo là”.

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