Opinioni che non contano un cazzo

Nel dettaglio, le mie.
Oggi, mentre ero chiusa fuori da un evento aspettando che qualcuno mi facesse entrare (per scoprire poi di aver sbagliato giorno – cose da figlie dello svantaggio), mi sono collegata a Facebook dal mio smartphone, e ho visto un mio amico postare una foto di Bersani mentre parlava alla platea del vertice PD di Cortona.
Questo mio amico milita e lavora da decenni nel PD, e i rapporti tra di noi sono ottimi. Abbiamo condiviso alcune battaglie insieme, e sicuramente alcune visioni e passioni.
Quando però ho commentato la foto di Bersani con una battuta, la sua risposta mi ha lasciato interdetta. Qui sotto lo scambio.

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Come si fa a non-votare?

Ho sempre votato, ho sempre espresso una preferenza nel segreto della mia cabina elettorale. Negli ultimi anni ho messo la crocetta turandomi spesso il naso: pare che la disillusione politica sia inevitabile con il trascorrere del tempo e con la catalogazione dei vari gradi di amarezza che la nostra bocca impara a riconoscere.
Ma ora ho probabilmente raggiunto il mio zenit di disgusto.


La questione del finanziamento ai partiti e dei rimborsi elettorali che è seguita gli scandali Margherita e Lega Nord ha fatto traboccare il mio vaso. Non è bastato truffare il risultato del Referendum del 1993 con cui gli italiani avevano detto NO al finanziamento pubblico dei partiti; non basta il fatto che i rimborsi elettorali previsti a forfait dalle leggi a seguire superino di quattro volte le spese effettivamente sostenute (e la differenza, dove finisce? nessuno pare saperlo, i cittadini soprattutto); non basta nemmeno il fatto che non ci sia né una vera regolamentazione né un dignitoso contenimento dei costi sostenuti (anzi).
No, non basta. Continua a leggere