Pendolari e Twitter: un buon matrimonio

Ci sono due tipi di emergenza: la catastrofe, l’evento imprevisto e sporadico da una parte, e l’emergenza cronica dall’altra.

Durante il workshop “Cronaca dell’emergenza e giornalismo partecipativo” che si è tenuto al Festival del Giornalismo di Perugia il 26 Aprile, Danilo Fastelli ha raccontato della copertura che il Tirreno ha dato al naufragio della Concordia e Diana Letizia di come il Secolo XIX si è occupato dell’alluvione di Genova: due eventi tragici che hanno colpito il nostro paese di recente e che le redazioni locali hanno affrontato anche grazie alle informazioni fornite dal basso e al contributo dei cittadini e dei lettori.
L’informazione partecipativa, se correttamente gestita, si rivela regolarmente un bacino di risorse preziosissime.
In questo post voglio proporre l’esperienza di Marianna Bruschi, una giornalista che per la Provincia Pavese dallo scorso dicembre si sta occupando di #trenipv, un progetto dedicato all’emergenza cronica dei pendolari che viaggiano con Trenitalia e Trenord, soprattutto sulla tratta Pavia-Milano. Continua a leggere

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Lella Costa canta le donne (e noi con lei)

In questi giorni SNOQ, Lorella Zanardo e Loredana Lipperini hanno lanciato una campagna contro il femminicidio: una piaga che riempie di sgomento il nostro paese, e che richiede un intervento civile e culturale deciso, energico.
C’è la petizione “Mai più complici” da firmare.
Ci sono i flash-mob davanti a Montecitorio.
Ci sono le cose che vanno chiamate col loro nome, e FEMMINICIDIO è una di queste.
Ci sono un sacco di cose da imparare, ma per farlo a modo prima è bene ascoltare con attenzione le storie, lasciare entrare le voci.
Il mio consiglio di stasera, se posso, è quello di dedicare 5 minuti al monologo che Lella Costa ha interpretato durante la trasmissione L’Infedele, e che trovate sul blog di Gad Lerner: un estratto del suo spettacolo “RAGAZZE“, che nel 2010 avevo recensito col cuore gonfio e l’anima ipertrofica, e di cui vi riporto qualche riga:

“E’ questo che vorrei provare a raccontare – questo andare, incerto ma inesorabile, questo voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire, questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza; la fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, la testardaggine, l’autoironia, il magonismo terminale, la sorellanza che forse è perfino più inquieta della fratellanza; la violenza, ahimè, inevitabilmente; e l’inviolabilità, anche, possibilmente. Euridice e le altre, nei secoli protagoniste o (e?) testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, incoercibile, formidabile accanimento terapeutico nei confronti del futuro. Euridice e le altre, sicuramente non tutte ma molte – le “ragazze senza pari” che abitano, e animano, la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche.” (Lella Costa)

Qui un’intervista della WebTV Cerchio di Gesso.