L’Umanità derisa

 

I confini sono stipati di corpi.
Frontiere di vite ammassate ai margini di noi.
Figure bandite, ripudiate, espulse.
A Casalpusterlengo è di scena Stultifera Navis, un progetto artistico del neonato collettivo CultBar: un’indagine accattivante sulla diversità, e sulla percezione feroce che continuiamo ad averne.
Ciccioni, storpi, negri e nani: il circo è ancora tutto lì, per farci sentire fieri della nostra normalità vuota.

“Sono quello che ti guarda in una maniera diversa
Sono quello confuso che cerca un’altra strada nei tuoi occhi”
(Stultifera Navis)

Il fascino violento di queste emarginazioni si contrappone con forza alle ipocrisie e ai pregiudizi di una società talmente sterile da saper scegliere solo un unico pensiero, un unico credo, una sola bellezza.
Il progetto Stultifera Navis ci riporta sulle orme di Diane Arbus, la fotografa dei mostri, sviluppando una poetica nuova fatta di colori pop, venditori di rose, schiavi in prostrazione, migranti.
I corpi sbagliati, il corto circuito delle culture, la mancata omologazione: vera e propria dinamite sociale.

“Io che danzo in stanze buie
Come su davanzali di sole”
(Stultifera Navis)

I ragazzi di CultBar hanno sviluppato questo progetto in un entroterra culturale difficile: quello della piccola provincia, che tende a punire ogni diversità con l’emarginazione e che coltiva il desiderio di espulsione come l’affermazione più dignitosa della propria identità.
Una bella sfida per loro: un seme di ottima qualità gettato in una terra avara di stimoli, che spesso dona sopravvivenza artistica solamente a quelli che sanno andarsene.
Mi auguro che tengano duro, e che onorino questo esordio ambizioso continuando a porre questioni scomode con uno stile audace e attento.

“Vogliamo offrire in dono
Ciò che non abbiamo”
(Stultifera Navis)

Perché non sempre, guardando attraverso le sbarre, possiamo dire con certezza chi sia davvero rinchiuso in gabbia, o da quale parte stia la libertà, anche quando siamo assolutamente convinti di saperlo.

 

Alla Torre Pusterla di Casalpusterlengo (Lodi) fino al 20 Maggio 2012.

Per informazioni: infocultbar@gmail.com

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2 thoughts on “L’Umanità derisa

  1. Ciao, Elena. Quello di cui ci hai parlato è un progetto avanzatissimo non solo dal punto di vista sociale. Sicuramente difficile da fare entrare nel quotidiano ma forse è proprio partendo dai piccoli centri dove si spera che il rapporto personale sia più facile da stabilire che il progetto ambizioso descritto potrebbe mettere radici. Io lo spero insieme a te. Buon pomeriggio. Osv

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