Mutande blu, reggiseno bianco.

E’ proprio così che sono agghindata oggi, sotto i vestiti.
Ieri sera si è parlato anche di questo al Soggiorno Letterario al quale sono stata invitata: un evento privato che mi era stato passato come un appuntamento “tra pochi intimi” e dove invece eravamo più numerosi che a molte presentazioni in Mondadori. Seduti sui tappeti e accatastati sui divani, giornalisti, lettori forti e professionisti dell’editoria hanno discusso d’amore per tre ore.
O meglio: delle difficoltà d’incontro che spesso affligge le nostre relazioni.
Da una parte, spaparanzato in poltrona, Federico Cavina presentava il suo “Solo Colpa d’Alfredo” e dall’altra, appollaiata sul bracciolo, Valentina Camerini ci raccontava il suo “Manuale (d’amore) per la ragazza post-moderna”: un bell’incontro tra maschile e femminile, anche tra il pubblico presente che interagiva liberamente con gli autori, creando un dibattito continuo.
Io ascoltavo, e lasciavo sedimentare quello che sentivo sugli strati di letture di genere che mi sono pippata negli ultimi 10 mesi.
Tra l’autismo comunicativo e sentimentale maschile che emergeva da un lato e l’ossessione femminile del “cosa stai pensando” dall’altro, si è parlato anche di lingerie: la maggior parte delle donne rivendicava la necessità dell’intimo coordinato, una sorta di MUST.

Io, che in gran parte condivido il pensiero di Caitlin Moran su tacchi e lingerie, mi trovato d’accordo con Francesca Del Rosso (l’autrice di “Mia figlia è una iena”, tra gli altri), che si potrebbe riassumere con un “E sticazzi?”. Una donna che lavora e ha famiglia potrà rilassarsi un attimo nel suo quotidiano almeno pensando alle proprie mutande? O lo spaiato è reputato (da noi donne eh, intendiamoci, facciamo tutto da sole, da brave Schiave Radiose) un segnale imperdonabile di sciatteria che potrebbe quasi giustificare il marito qualora decidesse di indirizzare le proprie erezioni verso anfratti coordinati?
Di fatto credo sia corretta la risposta fornita dalla Camerini stessa, che nel suo libro ci sprona a dimenticare il più possibile l’accoppiata letale divano/TV: “Se le incombenze domestiche vengono onestamente suddivise a metà (una metà oggettiva, non surreale), le donne hanno poi più voglia e tempo di essere carine: per se stesse, prima ancora che per il proprio compagno.
Una doverosa lotta all’overload di lavoro femminile insomma, e alla reciproca (RECIPROCA) sciatteria, che è prima di tutto mentale e, solo poi, estetica.
Al Soggiorno Letterario ho trovato opinioni intelligenti per quanto diverse, e un reale desiderio di incontro e confronto.
E stamattina, sotto i vestiti, porto mutande blu e reggiseno bianco.

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11 thoughts on “Mutande blu, reggiseno bianco.

  1. dissento su un punto: io sul divano, davanti alla TV mi sono fatta delle scopate colossali. e tante conto di farne ancora. è l’unico motivo per cui vale la pena pagare il canone. certo è che non mi ingrifano di certo i tronisti o gli amichetti della defi…

    • Nadia, la “maggioranza” però trova nell’accoppiata divano/TV la morte cerebrale, con tutto quello che ne consegue. Sia per qualità dei programmi proposti/scelti (ed è un gatto che si morde la coda), sia per l’intento col quale ci si accascia sul divano (che quasi mai è quelli di fare sesso, ma spesso quello di spiaggiarsi). Che alcune volte ci sta, ma mica sempre.

  2. ma se mi agghindo sempre l’intimo in coordinati neri (rigorosamente: mutandoni ‘della nonna’ e reggisseno ‘steccato’, ça va sans dire!) non per sciatteria ma, ormai, per abitudine, credi che ‘qualcuno’ se ne aggorga?! Naaa, a casa mia vince ancora l’accoppiata divano/Tv sopra qualsiasi coordinato, in modo che ‘quel qualcuno’ non debba sforzarzi troppo nei doveri quotidiani (domestici e coniugali..).
    -.-”

  3. ahahahahha, anche per me il divano è fonte di ispirazione scopatesca…. e rivendico il diritto dell’intimo spaiato, anche perchè spesso quando ritiro la biancheria butto tutto in un sacchetto in carta che mi ripeto, sistemerò poi…. quindi quando devo scegliere l’intimo butto dentro la mano e quello che arriva arriva… Il mio compagno ogni tanto si lamenta, io gli faccio notare i suoi boxer di 10 anni fa e sorridendo ci accettiamo con la nostra “sciatteria”.
    A volte, quando ho tempo, mi coccolo e mi metto figa anche nell’intimo, ma devo ammettere che solitamente sono troppo impegnata a fare altro per permettermi il vezzo di scegliere che pizzi e trini indossare….

  4. Una leggenda metropolitana vuole che le mamme/nonne ti dicano “non metterti le mutande coi buchi che poi fai un incidente, all’ospedale le vedono”. Nella stessa logica molte donne pensano “mi metto coordinata che se incontro l’uomo perfetto per strada e mi straccia i vestiti di dosso, sono pronta” (come se uno che ti straccia i vestiti di dosso stia poi a guardare di che colore hai le mutande). detto questo io, per abitudine, coordino mutande/reggiseno, anche perché li ho solo bianchi o neri e non è poi difficile. Ma se la lavatrice è in ferie mischio senza problemi e quando, sul divano, la libido chiama, mio marito non ci fa un granché caso… però le mutande, non mettetele coi buchi.

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