Inattesi incidenti d’amore

Lo scorso 2 giugno è successa una cosa speciale.
Mentre l’Italia festeggiava la Repubblica con una parata militare idiota, a Milano si metteva sotto assedio una città intera e si spendevano milioni di euro per il papa-show, e io mi preparavo ad andare in Emilia a portare aiuti ai terremotati con altri venti scappati di casa, c’è stato qualcuno che ha deciso di venire al mondo e di ribaltarmi il cuore.
Io che non sapevo più farlo, mi sono trovata a piangere a dirotto per la gioia che mi esplodeva dentro quando l’ho sentito gracchiare dall’altra parte della porta che ci separava.


Onestamente non so se fosse più il sollievo di non sentire più mia sorella soffrire e urlare, o l’emozione di questo mucchietto perfetto di vita che diventava la mia unica discendenza: il problema è che da allora non ho più smesso.
Leopardo ha rotto un argine che non sapevo di avere, quello nei confronti della possibilità dell’amore inatteso: perché certo non ci si può immaginare di amare così tanto uno sconosciuto ancora prima di guardarlo negli occhi, e nemmeno di vedere crescere quell’amore in maniera esponenziale giorno dopo giorno, senza che lui di fatto faccia nulla se non scoreggiare, dormire e piangere.

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Eros, il Creatore

 

Eros era il creatore. Divinità primordiale accanto a Caos (il Cielo) e Gea (la Terra). Ancora Cielo e Terra non si erano separati, maschile e femminile erano insieme, compenetrati, a formare un Uno che solo con sforzo intellettuale possiamo provare a concepire.
Eros non era affatto il dio delle unioni. Era forza creatrice allo stato puro. Solo in seguito, curioso destino, Eros diventa il dio dell’amore
.”

Alla voce “Erotismo” leggo questo intervento di Susanna Schimperna nel libro “Parola di Donna” e riconosco lo spiazzamento che provo: spesso, se non ogni volta che spoglio una persona per la prima volta.
L’equivoco di attribuire a Eros valenze armonizzatrici si manifesta in tutta la sua bugia di fronte all’intimità cruda, ai genitali esposti, ai movimenti che non ti aspetti, agli odori veri, alle rifrazioni non immaginate.
Erotico è ciò che spiazza, l’identità sotto pelle che emerge: un’altra persona di fronte e sotto le mani, irrimediabilmente diversa da quella vestita di cinque minuti prima.
La verità del piacere, l’elusione del controllo, il contatto profondo e senza perdono, l’accettazione della possibilità, il racconto delle profanazioni, la rottura degli argini, la sincronizzazione delle pulsioni.
E il rischio altissimo che quello che vediamo, scopriamo e sentiamo – di noi o del corpo accanto a noi – ci piaccia da morire. O non ci piaccia per niente.

“Perché le donne non hanno mai dimenticato il vero Eros, sì, il Creatore, colui che regnava su un universo indifferenziato e se la rideva delle nostre paure e dei nostri distinguo
(Susanna Schimperna)

Domenica 3 Giugno

San Possidonio (Foto Damiano Moretti)

DOMENICA 3 GIUGNO.
Un’alba carica di adrenalina, sorrisi e energia buona.
Partiamo in carovana, siamo in venti e portiamo aiuti all’Emilia del terremoto: in tre giorni abbiamo riempito 1 camion e 4 furgoni con beni di prima necessità e li stiamo portando alla terra che trema.
È bastato un appello su Facebook lanciato da un amico: “Domenica devo scendere a Bologna: chi mi aiuta a riempire la macchina con aiuti da portare al gruppo scout di Finale Emilia?”.
Il bene spesso rimane dormiente in attesa di un’occasione.
Da quel momento è stato un delirio di solidarietà, coordinato in rete e reso operativo per le strade: una città intera si è mobilitata. Negozi, supermercati, oratori, asili, si sono trasformati in centri di raccolta, la gente è corsa a fare la spesa, una quantità commovente di ragazzi si è precipitata a impacchettare, smistare, caricare.

San Possidonio (Foto Damiano Moretti)

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