Lezioni sarde

Sono stata in Sardegna, e non è che questa sia una notizia.
Un sacco di gente va e torna dalla Sardegna, continuamente.
Io però ci sono andata a conoscere le mie editrici, e a presentare Giulietta al Festival Figiurà di Sassari: esordio della sua rinascita editoriale.
E qui mi si è aperto un mondo: quello dei librai che dormono due ore a notte per leggere i libri che vendono e poter consigliare bene i propri clienti.

Quello dei giornalisti che leggono e si appassionano al tuo libro prima di intervistarti, e quando lo fanno hanno l’emozione negli occhi e nella voce.
Quello dei lettori che affrontano i 40 gradi di Scirocco per venirti a dire che hanno divorato il tuo libro, per comprarne tre o quattro copie da regalare, per farti sapere che quello che hai scritto è importante.

Quello dei piccoli editori che ti ospitano in casa loro e dormono sul divano per lasciarti la stanza padronale, e che quando chiedi un’oretta per riposare tra un’intervista e l’altra ti trovano anche l’orsacchiotto che ti faccia compagnia.

 

 

I piccoli editori con cui fai brainstorming in pigiama su un divanoletto allestito alla meglio in corridoio dopo una cena in riva al mare, perché il mare tu non avevi ancora avuto il tempo di vederlo e di lasciartelo entrare dentro.

Per loro ogni libro è IL LIBRO: ogni autore è una persona, ogni copia è preziosa e deve finire nelle mani giuste.
Per loro è importante che tu senta il profumo degli oleandri e il sapore della seadas; che incontri personalmente i librai; che dici quello che pensi e quello che vuoi; che torni a casa con una famiglia nuova addosso.

E questo dopo aver curato la gestazione della tua creatura come se avesse corpo e anima, dopo averti fatto sentire la fede nelle tue pagine, e dopo aver consegnato le copie una a una nelle mani dei lettori, che sanno chiamare per nome e cognome.
Questa è editoria. Questa è L’EDITORIA.
Di qualità, di valore, di sostanza, di passione.
Incosciente per molti, suicida per alcuni, sicuramente fuori moda e controtendenza.
Ma dio mio, che meraviglia!
Scorci di mondo, di professione e di vita che non si vorrebbe mai lasciare.
La Sardegna, Voltalacarta, le donne, il mare. La misura delle cose, quella giusta. E tutte le parole che abbiamo a disposizione ma che non sappiamo dire.

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6 thoughts on “Lezioni sarde

  1. Ho letto con il fiato sospeso, come mi succede ogni volta che leggo qualcosa sui sardi e sulla Sardegna, sopraffatta dall’orgoglio di chi sardo è e se lo sente sino alle viscere più profonde, consapevole dell’enorme fortuna (o dono?) che ha. E’ stata un’emozione bellissima potermi avvicinare a te e farmi autografare il libro, ma lo è stata ancor di più poter parlare con molta naturalezza e senza vergogna di Giulietta e della sua storia, così come ne avrei parlato con un’amica. Condivido con te il pensiero di QUESTO genere di editoria, molto più….umana! Grazie, Elena, per tutto. E grazie a Voltalacarta…
    Annalisa Diana, una comune lettrice sarda

  2. Felice, felicissima, di tutta questa umanità che ancora esiste e resiste, e che tu hai potuto sperimentare in prima persona! Saranno pure dei suicidi, forse, ma c’è qualcosa nell’aria…in tanti non vogliamo più stare in questo brodo merdoso…c’è qualcosa nell’aria, e tu in sardegna l’hai respirato!!

    Linda

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