La favola del Natale 2012

Banksy

Banksy

Due settimane fa mi sono schiantata con la macchina contro un albero: la neve, le strade di campagna, le gomme invernali ancora da infilare. Non mi sono fatta nulla, ma bye bye tredicesima. Questo, tra le altre cose, ha significato pochi e piccoli regali ai miei cari, e niente per me.
Ma quando sono stata in Sardegna durante il mio ultimo tour di presentazione di Giulietta, alla libreria Emmepi di Macomer ho comprato tre libri (sebbene non avessi spazio in valigia, non ho resistito, come al solito): uno di questi era “Il viaggio di Vittorio”, scritto da Egidia Beretta Arrigoni.
Sulla copertina sta scritto: “Questo figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che, come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi”. Appena l’ho letto ho pianto. Continua a leggere

Se vi sanguinano le gengive (sul rapporto col dolore)

doccia

Quando ero piccola e mi lavavo i denti, capitava che mi sanguinassero le gengive.
Mia mamma arrivava di fianco a me e mi diceva sempre: “Sfrega più forte, falle sanguinare bene, fai spurgare tutto il marcio
Lei soffriva di piorrea, io avevo ancora i denti da latte: di marcio in bocca non avevo ancora niente.
Quando pronunciava la frase “falle sanguinare bene”, digrignava i denti: lo diceva con un certo gusto espiatorio, piena del piacere sadico della purga. Le brillavano gli occhi.
Il DNA non si smentisce, e da adulta mi è venuta la parodontite.
Pur essendo cresciuta con l’insegnamento che se qualcosa fa male bisogna soffrire per bene per purgare e spurgare il marcio, sono andata dal dentista che mi ha curato le gengive deboli e sanguinanti e la situazione è molto migliorata.
Crescendo, ho imparato che soffrire tanto non è il modo per avvicinare la fine della sofferenza o per togliere il marcio o per imparare qualcosa o per diventare grandi e saggi: questa agghiacciante eredità (forse un po’ cattolico-derivata), l’ho rimpiazzata con la consapevolezza che il marcio non si purga mai se non lo si cura.
Il marcio va curato, alcune volte chiedendo aiuto.
Perché senza cura la sofferenza non serve a niente: non guarisce, non nobilita, non risana.
Non serve a niente portare la croce: che se proprio volete bruciare calorie, non è necessario salire sul Golgota.
Se vi sanguinano le gengive, andate dal dentista: smetteranno di sanguinare e voi starete meglio.

high heels

Questo 2012

Abbas KiarostamiAbbas Kiarostami

Abbas KiarostamiAbbas Kiarostami

Questo 2012 mi ha rivoluzionato la vita, con quelle cose che “io mai”.
Tipo due grandi amori, una convivenza (che per una LAT è una roba da budella fuori) e un nipote (che per una che non ha mai amato i bambini è stata un’esperienza da piangere per mesi).
Molto di quello che non avrei mai pensato, e invece.
Ho come l’impressione che non sia neanche finita qui.
Nelle cose fantasmagoriche ci metto dentro anche la Palestina, il viaggio tanto desiderato, il sogno di una vita che si avvera. E l’aver trovato una casa editrice meravigliosa come la mia, che mi ha portato a scoprire un mondo prezioso che di stanza sta in un’isola di donne e vento.
Non è stato tutto così bello, certo.
Un anno che mi è costato caro in termini di ridimensionamento di molti affetti, e di amputazione di certe radici dolorosa come raschiare via il DNA dal sangue con la carta vetra.
Un anno in cui in azienda ho superato indenne due ondate di cassa integrazione, che mi hanno donato la consapevolezza di un destino certo che mi cadrà tra capo e collo prima che l’inverno vada a finire.
Mi sono rimboccata le maniche, in questo 2012 di rivoluzioni epocali: non che in genere io ami rimanere in panciolle, ma ora che la situazione lavorativa è così critica e quella economica così grave, ho cercato di costruirmi un futuro alternativo di cui racconterò presto. Che ha sempre a che fare con la scrittura, le parole e le storie: perché dalla propria natura non ci si può allontanare troppo, e in certi momenti della vita diventa doveroso provare a guadagnarsi da vivere con i propri talenti e avvicinarsi alle proprie passioni. Soprattutto quando la vita ti lascia poca scelta e alcuna alternativa sensata.
Al 2013 non chiedo che questo: buona salute, e buoni frutti per il futuro che sto provando a reinventarmi in questo paese senza speranze. E tanti auguri anche a voi.

 

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Siate ai Filodrammatici, lunedì

teatro

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne è appena passata, ma le iniziative degne di nota continuano: il lavoro da fare è notevole, e non ci si può fermare.
I tagli che stanno coinvolgendo la maggior parte dei finanziamenti pubblici stanno rendendo impossibile la sopravvivenza di molte realtà importantissime: tra queste, i centri antiviolenza, che sono spesso l’unica speranza per molte donne e famiglie che si trovano davvero nella disperazione più totale.
Ecco che Lunedì 10 dicembre, al Teatro dei Filodrammatici di Milano, andrà in scena LIBERTA’ MINATA, uno spettacolo di Debora Mancini, con testi di Virginia Woolf; Anne Sexton; Sylvia Plath; Alda Merini; Patricia Highsmith; Artemisia Gentileschi; Ipazia; Caterina de Medici; Auung San Suu Kyi.

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Entrata a offerta libera minima di 15 Euro: un momento di incontro e di riflessione che è anche una raccolta fondi, organizzata da Cerchi d’Acqua e volta a tamponare il bisogno ingente di risorse che soffoca il lavoro di queste associazioni.
Associazioni che per molte donne rappresentano la sopravvivenza e la vita.
Se siete a Milano lunedì sera, siateci.