Tecniche femminili di sterminio

romy schneider

Negli ultimi mesi mi è capitato di osservare diversi gruppi di donne agire in un modo che mi ricorda molto il modus operandi dei governi che vogliono sbarazzarsi di una minoranza etnica che li disturba (per maggiori dettagli: Quando arrivano le cavallette, di Arundhati Roy): fanno rete con potenziali alleati, diffondono cattiverie e calunnie sulla vittima prescelta e cercano di isolarla con ogni strumento possibile per poi sferrare l’attacco finale e debellarla, come un atto doloroso ma necessario.

Jim McGuire

Jim McGuire

L’ho visto avvenire sui social network in certe realtà pettegole e altamente competitive, ma l’ho visto accadere nella vita offline soprattutto nei piccoli paesi, dove gli equilibri di potere sono più facili da gestire e l’aria è particolarmente viziata.
Ho sentito gruppi di amiche accusare una di loro di essersi comportata molto male, ma di essere pronte a perdonarla e di tirarla giù dal banco degli imputati (con ancora tutte le dita attaccate alle mani) in nome dell’affetto che provavano per lei: un numero imbarazzante di volte. Questi gruppi normalmente hanno una stronza capobranco che manipola le altre come le pare, e le altre che – pur intelligenti che siano, rimangono delle gregarie – arrivano a fare volentieri il gioco della strega alfa: perché le fa sentire brave, magnanime, forti e – soprattutto – PROTETTE. Invece l’accusata di turno (perché spesso c’è anche una turnazione in questo gioco al patibolo) deve solo sperare di trovare la forza di mandarle a cagare il prima possibile, e comunque prima di arrivare a credere davvero di aver fatto qualcosa di male per cui abbia assoluta necessità di essere così amorevolmente perdonata dalle sue “amiche” e riaccolta nel gruppo cannibale a cui si è malauguratamente legata.

Ci sono anche però realtà dove gli equilibri sono più delicati perché l’ecosistema si amplia, e le streghe alfa possono essere più d’una, magari due o tre: tendenzialmente si detestano e si strappano i capelli a vicenda (possibilmente di fronte al minor numero di spettatori possibile), ma riescono ad essere compatte nella politica genocida delle inconsapevoli e noncuranti figure dalle quali si sentono minacciate.
Dopo che si sono sputtanate e accoltellate reciprocamente, le vedi brindare insieme ad un compleanno, scambiarsi carinerie, farsi favori e vantare buoni sentimenti tra una “puttana” e un “cicciona” con molta disinvoltura: alla fine l’ape regina può essere una sola, storie non ce ne sono.

Rogério Reis

Rogério Reis

In palio normalmente ci sono titoli di somma importanza come la corona di reginetta del vicolo o di matrona dei bastioni, ma in questa rincorsa al massacro ci sono moltissime vittime sacrificali che vengono calunniate e isolate con tecniche raffinatissime come la bugia equilibrista coltivata con pazienza, o il pettegolezzo cannibale che non vuole intrattenere e divertire, ma ferire ed eliminare.
Se queste donne alzassero la testa oltre il quartiere o addirittura oltre il paese (e non sto certo parlando in termini geografici), scoprirebbero un mondo che corre ben oltre i loro protagonismi spesso camuffati da buoni sentimenti, azioni generose e nobili ideali: farebbero entrare un po’ di aria in quella cattiveria rupestre che soffre d’assenza d’orizzonti reali.
Se poi proprio non ce la dovessero fare comunque, che cambiassero la vita che le rende così miserabili, o pagassero uno bravo che faccia loro capire che si vive benone anche senza cadaveri, e che non è necessario provare a farsi le unghie sulle vite degli altri per sentirsi cool: l’homo sapiens ha inventato i tronchesini da un pezzo.

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3 thoughts on “Tecniche femminili di sterminio

  1. Righe essenziali pregne di verità scritte con meravigliosa sagacia ed una lucida ironia!
    Presto o tardi anche le streghe alfa subiscono la dura legge del branco e da quel momento o smettono di autocompiacersi della loro furia omicida o sopravvivono di immaginifici ricordi di un passato di furore.
    In entrambi i casi, fanno veramente una brutta fine.
    😉

  2. Dici Rosaria..? Purtroppo le streghe bruciate al patibolo non erano quasi mai la matrona dei bastioni o la reginetta del vicolo, e a cicli la storia si ripete. Diffidare e imparare fin da piccole a mandarle a cagare con gentilezza, e scegliere anche chi può venire a cercare erbe medicamentose senza che ti denuci alla santa inquisizione.

    • Purtroppo normalmente le “vittime” sono persone che in quel momento sono deboli per qualche motivo, e magari di quelle “amiche” hanno un gran bisogno. Oppure, la maggior parte delle volte, sono prorio ignare di quello che sta avvenendo alle loro spalle, salvo scoprirlo (con grande rammarico e un po’ di pietà) molto in là nel tempo.

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