Emigrare dove

hit the road 3

Tutti l’abbiamo sentito dire fino alla nausea dopo aver appreso i risultati delle ultime politiche: “Emigriamo!”
Del resto, uno stato che vota al 30% le stesse persone che lo hanno condotto nella merda in cui si trova dimostra uno spirito suicida difficile da accettare. Se questo rigurgito d’indignazione civile si associa poi ad una crisi economica che non promette di finire, un mercato del lavoro che ogni giorno genera disoccupazione e disperazione, un’eurozona che sceglie l’austerity a tutti i costi sacrificando i diritti dei deboli e lasciando intoccati i privilegi dei forti, la voglia di andarsene rischia di dilagare.
Sì, ma andarsene dove?

hit the road
Questa cartina (grazie a Davide Scalenghe che me l’ha inoltrata) mostra le zone del mondo in (grave) recessione e quelle in crescita economica: andarsene da un paese in profonda crisi verso un altro che è più o meno nella stessa situazione non ha molto senso. Certo, non tutti stanno politicamente a pezzi come noi, quindi – in caso di ripresa – hanno più speranze di farcela, e di farcela velocemente.
Non so quanto la nostra società occidentale sarà in grado di elaborare un sistema economico che ci salvi dalle ceneri del capitalismo e dal consumismo, soprattutto perchè – da quel che vedo – nessuno vuole rinunciare a quest’illusione prosciugante.

MONDO_CRISI

Su Peoplemovin (un progetto di Carlo Zapponi, italiano emigrato in UK) è possibile poi vedere i grandi flussi migratori del mondo, giusto per farsi un’idea: l’Italia, ad esempio, produce flussi migratori (colonna di sinistra) principalmente verso Germania, Francia, Stati Uniti, Canada, Svizzera, Australia, Argentina, Belgio, Regno Unito, Spagna, e riceve i flussi migratori (colonna di destra) soprattutto di Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, Tunisia, Polonia, Macedonia, India.

hit the road 1
Analizzare la situazione economica e migratoria del paese che potrebbe interessarci è un buon punto dal quale partire.
Italians in fuga è poi un sito che può darci altri spunti, attraverso le storie che vi si possono trovare, i consigli, le procedure, le novità.
Non so se esista un elettorato migliore della classe politica che lo rappresnta, o se la classe politica è sempre lo specchio del popolo elettore.
Però la vergogna che si prova in certi momenti, abbinata al fatto di non riuscire più a lavorare o a vivere dignitosamente, e senza nemmeno riuscire a vedere il benchè minimo istinto di sana sopravvivenza, può portare una fetta di popolo a porsi più d’una domanda.
Prendere atto non basta più.

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11 thoughts on “Emigrare dove

  1. È da mo’ che ci penso, devo trovare un paese dove potermi riciclare. Mi studierò attentamente quel sito che suggerisci. Non vedo altre soluzione anche per provare a pensare ad uno straccio di futuro per mia figlia

    • Dani, in questo momento vivi in un paese che ti dà molte meno possibilità di “riciclarti” di altri. Diciamo che qui sei sul fondo: hai ampie possibilità di migliorare, soprattutto per tua figlia e il suo futuro.

  2. Articolo attualissimo. Sono appena sbarcato da un volo diretto dal sud est asiatico. A parte la parte orientale dei passeggeri, il volo era in gran parte condiviso dalla componente italiana che ha maggiormente demolito il paese. Patetici il gruppo di medici reduci dai soliti congressi finti in Tailandia e Bali.
    Insomma, si sa come vanno a finire queste cose.
    Più che il volo mi ha stancato il loro modo di fare, di dire, di raccontare. Tutte esperienze di viaggio in gran parte a scroco.
    Tanto paga pantalone.

  3. Effettivamente pensare di ricominciare in un altro paese per noi vecchietti è difficile, ma anche se non ne sono fiero sto spingendo la prole a farsi una “cultura” per scappare da questa nazione in cui non credo più.

  4. Dove abito io la destra ha preso il 59,32% alle regionali col PDL al 27,03% – il 50,02% alla camera col PDL al 32,99% – il 53,20% in senato col PDL al 33,58%.
    Con delle percentuali simili altroché se volevo e vorrei emigrare!
    Il paese? Sant’Angelo Lodigiano con giunta PDL,sì quello pieno di buche, sì quello che per avere un misero pezzo di pista ciclabile tocca aspettare dieci anni, sì quello dello scandalo appalto truccato per la raccolta rifiuti, sì quello che dà qualche migliaio di decine di euro a un’associazione di volontari che organizza un mercatino, sì quello che vende un complesso in pieno centro paese a un prezzo imbarazzante, sì quello con un castello magnifico che viene lasciato cadere a pezzi, sì quello che ecc. ecc….
    Siamo una rappresentazione ridimensionata dell’Italia governata dal PDL.
    Ormai la situazione è allo sfacelo, tutti quelli all’opposizione (destra e sinistra, pensate insieme e in accordo!) cercano di denunciare, informare i cittadini di quello che si fa in comune (perché qualcosa in comune fanno magari restassero immobili) ma alla fine si vota ancora il PDL.
    Qualcosa è migliorato, va detto, dall’ultima elezione nazionale siamo passati dal 47%-42% (aiuto!!!) al 33%-27% di voti al PDL, però sono ancora troppi i consensi ad un partito che non aiuta la città ad evolversi e nemmeno l’Italia.
    Posso capire che se uno sia di destra difficilmente voterà a sinistra (e viceversa) ma in queste elezioni il PDL, soprattutto per la destra il PDL, non avrebbe dovuto ricevere voti, avremmo dato un segnale ai parlamentari e a tutti, pure alla giunta comunale, che si aveva voglia di migliorare e rinnovare. E invece vien solo voglia di emigrare….che tristezza.

  5. Cara Elena, vorrei contribuire con 2 osservazioni: perché il problema è si pratico -dove possiamo avere chances di costruire un futuro?- ma anche politico, non a caso la discussione si sta evolvendo in questa direzione… Allora:
    1-sono d’accordo con te: è MOLTO POSITIVO che i “giovani” -beh, diciamo fino ai 40 anni, dai!- vadano a fare esperienza all’estero. Viceversa considero MOLTO NEGATIVAMENTE che queste persone si trovino spesso a rinunciare ad un rientro in Italia… questo non perché non lo desiderino, ma perché le condizioni sono, semplicemente, inaccettabili!
    2-La situazione politica attuale presenta grossi elementi di novità…e grandi incertezze… Ma, è vero: ancora troppo non è cambiato! Colpa degli elettori? Si…e no. Cioè, la vedo così: la Sinistra ha perso l’ennesima occasione storica.
    Quando è arrivato Monti, il Cavaliere era completamente disarcionato…a terra, nella polvere, inefficiente e invecchiato, in una parola: finito!!!
    Poi, come un vero zombie, è miracolosamente resuscitato…e ben prima di Pasqua. Ma chi sarebbe quel figlio d… ell’Altissimo che gli ha detto “alzati e cammina”? Angelino? … naaaaaaaa.
    Bersanino.
    Che è talmente “piccinino” da non aver compreso che stava giocando a scopa … e che quando non sei di mazzo devi puntare a sparigliare le carte!… ma lui no, lui non ha sparigliato: al contrario, da buon “progressista” ha puntato a mantenere lo status quo, nel suo partito…e nel Paese tutto! Lo so che non ho alcun modo di provare quel che dico, ugualmente “sento” che se si fosse fatto da parte, se avesse lasciato spazio al nuovo (Renzi…ok, nel bene e nel male: ma nuovo, perdio!) …in quel caso Berlusconi non avrebbe avuto possibilità di rientro, perché non avrebbe avuto alcun senso il suo appellarsi a una “scelta di campo” trita e ritrita… e sono convinto che si sarebbe fermato a percentuali montiane! Insomma, dal mio punto di vista dovremmo ringraziare Bersani se lo zombie ha ancora tanti sostenitori… e il Paese è spaccato in due. Pardon: in tre!

  6. condivido pienamente lo spirito del post! cerco lavoro per l’ennesima volta, ma i tempi stavolta si stanno dilatando, paurosamente! e, comunque, da sempre ho inviato CV all’estero quando c’erano delle vacancy reali. tuttavia devo dire che il sito italiansinfuga non mi è stati molto d’aiuto nella valutazione sulle possibilità di partire o meno. l’unica risposta, abbastanza lapalissiana, che mi è stata data ad una mia richiesta di chiarimenti è che se non sei sul posto nessuno ti darà mai lavoro, perché il selezionatore valuterà gli intrepidi che sono già in loco. sicuramente è vero. ma posso affermare che andare a cercare lavoro all’estero senza contatti e senza appoggi ha dei costi ingenti e non tutti se lo possono permettere. per cui anche in questo ci sono dei canali privilegiati e dei privilegiati? forse sì … ed è triste… conosco due persone che per mesi hanno vagato in un paese europeo prima di cercare lavoro e tuttavia, ne hanno trovato uno da cameriere, pur essendo plurilaureati ecc ecc. ecco io, per esempio, non potrei permettermi di vagare senza un’entrata alla ricerca di lavoro per mesi. e l’evidenza è che dovrò per ora rimanere in italia. e non ne sono entusiasta, a meno che qualcuno di voi non sia a conoscenza di dritte stratosferiche 🙂 😀 😛 NON scherzo eh!!!! 🙂

  7. Io non emigro perché ho un fidanzato italiano, di quelli con il tempo indeterminato e che soprattutto mi lascerebbe partire da sola, e poi è anche vero che ora non posso più permettermi nemmeno un biglietto aereo per Londra (tanto per dire una destinazione relativamente economica).
    Se fossi stata single un pensiero ce l’avrei fatto. Ma avrei dovuto partire subito dopo aver perso il lavoro, quando ancora avevo un po’ di soldi da parte, non ora che li ho finiti.

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