Ritrovarsi vent’anni dopo

René Maltête

René Maltête

Ci chiamavano “La Corte dei Miracoli”, stavamo diventando donne in modo forse un po’ sgarruppato ma pieno di sorrisi, che forse è l’unico modo per diventar donne. Ci si prova, ci si inventa, e noi probabilmente lo facevamo in modo un po’ teatrale ma tanto divertente.
Eravamo quelle ficcate in un’aula di due metri per cinque, 12 ragazze in un rettangolo che dopo sei ore di lezione puzzava di presepe e di esseri umani in difficoltà.
Stavamo solo crescendo, tenendo un diario di bordo e condividendo una parte del percorso di vita che oggi, vent’anni dopo, ci ha portato in un bar di Piacenza per una di quelle rimpatriate che in genere fanno gelare il sangue ma che a noi è piaciuta ancora tanto.
Facebook stavolta è stato usato per il suo vero scopo: tenere in contatto gli ex compagni di classe, farli ritrovare.
Ci hanno scritto libri e fatto film sulla tristezza di queste occasioni, in cui normalmente adipe, calvizie e frustrazioni hanno la meglio su tutto: tutti impegnati a fingere vite mirabolanti nella prima ora e poi tutti a parlare per le sei successive esclusivamente delle malattie dei figli, della carriera scolastica dei figli e delle vacanze a Riccione coi figli, con quell’aria da occasioni perdute di chi avrebbe desiderato molto altro ma non lo dirà.

Robert Doisneau

Robert Doisneau

Alla Corte questo non è successo. Sarà che di figli ne girano pochi (anche se c’è chi si è impegnato per tirare su la media) e quindi gli argomenti comuni hanno dovuto per forza essere altri, sarà che siamo state capaci di conservare quei sorrisi da ragazze che ancora sognano.
Ma io le ho trovate ancora più belle, quelle ragazze, belle da morire.
Perché nonostante un bagaglio in cui sono custodite anche sconfitte, ferite indelebili e percorsi accidentati, hanno mantenuto la voglia di sognarsi, e di farlo insieme. Senza finzioni, senza sceneggiature, la consapevolezza della vita che si è fatta largo attraverso di loro ha aggiunto un po’ di malinconia agli sguardi, quel tanto che basta per aumentare il fascino del loro stare in mezzo al mondo con gioia.
A piacermi tanto è stata l’onestà dei racconti e la semplicità di essere, la ricerca del confronto che non è mai scontata a questa età, la sana curiosità di chi sa di avere ancora una vita da inventare davanti. Ora che le personalità sono delineate e le vite imbastite, non capita tutti i giorni di stare ancora bene insieme dopo vent’anni di lontananza.
Un bellissimo regalo per questa fine d’anno.

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