Gli italiani impreparati a migrare, con le ultime 50 euro in tasca

anywhere

Sono circondata da persone che se ne vanno, o da amici e famigliari di persone che se ne vanno.
Dall’Italia, dal Paese moribondo.
L’altro giorno un amico mi ha detto: “Ho in tasca l’ultimo 50 euro”.
L’emigrazione non è un vezzo né un capriccio, e ora diventa sempre più una necessità: per l’assenza di lavoro, per il divario tra costo della vita e retribuzioni, per la morte delle possibilità e delle speranze (politiche, sociali, economiche).
Il benessere ci aveva addormentato e ora il risveglio è tragico.
Sono appena stata in Marocco per Brand-it-up Travel, e lì i bambini a scuola hanno tre lingue obbligatorie: arabo, francese, inglese. Poi, se vogliono, si prendono lezioni private di italiano e spagnolo, e lo fanno: sanno di essere un popolo che può vivere soprattutto di turismo e che spesso è costretto ad emigrare.
Noi no, noi proprio non ci immaginavamo, e siamo stati presuntuosi sia nel trascurare il turismo sia nel trascurare le lingue straniere, senza contare le cose in cui ci siamo dimostrati tremendamente stupidi, di quella stupidità che dura quarant’anni o cinquanta e che quindi non ha motivo di essere perdonata.
Assisto al dramma delle famiglie in cui una persona ha ancora uno straccio di lavoro, che però non permette di campare a tutta la famiglia, e dove l’altra  è invece disperata e ha bisogno di un reinserimento sociale, psicologico ed economico perché non trova un’occupazione seria da mesi o anni: una emigrerebbe, l’altra non vuole.

amante a progetto
Famiglie spezzate da paure ed esigenze diverse, che rimangono in Italia più di quanto sia ragionevole farlo perchè non vogliono lasciare la propria terra.
Ora che anche noi riscopriamo il dolore del migrante, lo strappo sentimentale di chi deve partire per cercare una vita migliore (o semplicemente una vita), l’ostacolo più difficile da superare è lo shock culturale di affrontare una situazione che non avevamo mai nemmeno creduto possibile e che avevamo sempre affrontato con arroganza e superficialità.

Foto di Bert Hardy

Foto di Bert Hardy

Nessuno probabilmente pensava che la mala politica, la mala etica, la mala fiscalità, la mala scuola, la mala televisione, la mala civiltà, ci avrebbero riportato alle famigerate valigie di cartone: abbiamo fatto tanto umorismo sulle nostre miserie nazionali, ci siamo sorrisi addosso per così tanti anni, che ora sembra paradossale essere messi alla porta. E molti di noi sono totalmente impreparati.

Annunci

4 thoughts on “Gli italiani impreparati a migrare, con le ultime 50 euro in tasca

  1. Dio mio, non sono brava con le parole, poiché sono di madrelingua “Brasileira”, tu ai dato vita ad un pensiero di 12 anni fa quando arrivai dal Brasile a questa meravigliosa terra, che è l’Italia, riscontrai l’arroganza e la presunzione era paradossale, non riuscivo a capire perché, un posto cosi, pieno di cultura storica, ricco di tradizioni, ma cosi povero di carattere… Ora bisogna fare come la fenice e sono sicura che ce la FAREMO, principalmente se esistono altre persone che pensano come te… Testo splendido complimenti…

  2. Condivido il dovere di farti piacere un luogo che non è casa tua e l’obbligo di lasciare andare parte della tua famiglia lontano per amore e per sopravvivenza. Tutto estremamente triste. Mala politica, mala tutto, meriterebbero di rimanere a governare il nulla, anzi se stessi… magari imparerebbero qualcosa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...