Immigrazione ed emigrazione: siamo pari (e coi conti in positivo?)

emigranti

Una mia amica che vive all’estero da sei anni mi dice: “Negli ultimi mesi mi sembra di non fare altro: telefonate in Skype con italiani che vogliono emigrare e mi chiedono consigli e informazioni.”
La situazione si fa tosta, anche se per ora rimane sotto traccia. Molti non si iscrivono all’AIRE, molti non dichiarano di essere fuggiti, in alcuni casi per continuare a beneficiare degli ammortizzatori sociali.
Nei prossimi mesi diventerà probabilmente più evidente: mentre a Milano si consumerà l’esperienza Expo, molti connazionali senza più speranze cercheranno futuro altrove. Un’emorragia spaventosa e indesiderata, sofferta, dolorosa, che rimpolperà gli archivi fotografici dedicati all’emigrazione con foto digitali a colori.
Il parallelo con i migranti che cercano fortuna qui in Italia è immediato ma ingiusto, perchè loro arrivano spesso da situazioni molto peggiori.
Stamattina leggo su Facebook questo status di Fabio Geda, e penso che – fra tanti – valga la pena di essere fermato: Continua a leggere

Censura su Facebook: bruciate pure gli immigrati, ma niente tette per favore.

pietre

Non so se tutto la questione censoria del mondo di Facebook abbia a che fare con i parametri morali personali di Mark Elliot Zuckerberg o con qualche evidente sbilanciamento del buon senso di un ipotetico Comitato delle Purghe.
Di fatto proliferano gli incitamenti all’odio razziale ma guai a tirare fuori un capezzolo.
La censura su tutte le immagini che possono avere richiami erotici (persino una madre che allatta) è talmente accanita e categorica da sembrare ossessiva: una vera persecuzione del nudo, anche di quello artistico. Nemmeno le opere d’arte sopravvivono e qualche dubbio sull’origine della paranoia di Mark Elliot o del suo Comitato delle Purghe un po’ mi assale.
Dall’altro lato, invece, post e fotografie inneggianti al fascismo, al nazismo, ai forni crematori e ai roghi di immigrati sono ovunque.

Ora, a mio avviso ci sarebbe da farci una ripensatina su questa cosa della morale e della censura.
Ci si deve vergognare delle mammelle ma non dell’intestino? Continua a leggere