Trovare l’anima gemella, true stories

DTM INC

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Come ho scritto nel libro “Giulietta prega senza nome”, i disegni di Cupido a volte sono piuttosto discutibili.
La percentuale di persone che si accoppiano col vicino di casa o col compagno di banco fa riflettere sull’amore ma anche sul progetto logistico del dio dell’amore.
Oppure, se vogliamo, sulla pigrizia dell’essere umano che spesso va al risparmio energetico e si accasa dov’è facile, spesso con un tasso di infelicità altissimo: in molti si accontentano di rapporti stabili senza passione pur di non dover correre rischi (come quello della solitudine o delle vacanze d’agosto senza certezze).

John Holcroft

John Holcroft

Personalmente, dopo aver sognato e vissuto amorazzi lontani ed esotici, resi estremamente poetici da distanze, nostalgie e viaggi, mi sono innamorata di un compaesano: una disdetta letteraria ma rocambolesca per dinamiche e destino. Dopo tre mesi dal nostro primo incontro (di cui, per pudore, non vi racconto i dettagli) siamo andati a convivere, abbiamo iniziato a viaggiare per il mondo insieme e ora, tre anni dopo, stiamo per emigrare.
Tutto ciò che non avremmo mai immaginato e che ha richiesto ad entrambi tempo per vincere lo sbigottimento, pazienza per assorbire il cambio radicale di vita, coraggio per fare le scelte che abbiamo fatto.
Ieri, leggendo un articolo su come si sono incontrate alcune coppie di Travel Blogger, trovo una storia in particolare che cattura la mia attenzione, quella di Mike e Megan: lei australiana, lui americano, si incontrano in Africa (Tanzania) e hanno solo un giorno a disposizione per conoscersi e riconoscersi.
Bene, quel giorno ha cambiato la loro vita.

Arian Armstrong

Arian Armstrong

Una componente determinate è sicuramente la capacità di intercettare l’affinità vera e, soprattutto, di non lasciarsela scappare. Questo comporta un’alta dose di rischio, coraggio e avventura.
Un mio amico inglese, ad esempio, ha conosciuto sua moglie (olandese) in Australia: l’ha incrociata in un sottopassaggio mentre stava andando ad un concerto, l’ha fermata perché l’ha trovata bellissima. Oggi hanno cinque figli e vivono a sud di Londra.
Se non l’avesse fatto? Se non avesse avuto faccia tosta?
Un mio ex collega svizzero, invece, era a Firenze in vacanza con la fidanzata. I selfie non esistevano ancora e fermarono una coppia (argentina) di passanti per farsi scattare una foto sul Ponte Vecchio con l’Arno alle spalle. Questo mio ex collega si è fidanzato, dopo qualche tempo, con la ragazza argentina che ha scattato quella foto.
Il destino certe volte gioca tiri pazzeschi, sfida la nostra prontezza di riflessi e, in alcuni casi, le nostre paure.
L’amore non è roba per pavidi.
Anche quando accade con il compagno di banco delle elementari, l’amore ha bisogno di determinazione, evoluzione, dialogo infinito, aggiustamenti continui e benzina: non per bruciare cose, ma per farle funzionare.
Non credo nei per sempre: che è per sempre lo puoi sapere solo mentre muori.
Nel frattempo però bisogna abbracciare il mondo, restare svegli, rifuggire sazietà, pigrizia e condizionamenti. Io che non sono tagliata per l’amore e ho sempre fatto resistenza, perchè l’ho sempre visto come una cosa estremamente faticosa e pericolosa, guardo con ammirazione tutti quelli che invece per l’amore hanno un vero fiuto e talento.
Troviamoli, ascoltiamo le loro storie che fanno bene al cuore. Lasciamoci ispirare.

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