50 sfumature: vi piace l’idea di prenderle o vi piace l’idea di prenderle da un riccone?

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Ci sono argomenti che anche sui social ormai diventano persecuzioni. In rete, nel bene e nel male, dura tutto molto meno che in TV, ma nel picco dell’onda è comunque un martellare mono-tono che non si sopporta.
Dopo Sanremo sono arrivate le 50 sfumature.
Il dilagare di questa faccenda mi scatena mille interrogativi sulle donne, perché è soprattutto tra le donne che E.L. James ha fatto proseliti.
Non ho letto i libri, ma mi baso sui giudizi di persone fidate: dal punto di vista narrativo i testi sono mediocri e la storia lascia a desiderare. Quindi è altro che ha fatto impazzire le lettrici, e il fatto che le vendite di questi libri abbiano superato quelle di Harry Potter mi scatena ancora più quesiti.
La sottomissione ultimamente va forte. Non voglio affrontare un tema più ostico come quello della sottomissione religiosa e culturale affrontata nel libro di Houellebec.
Voglio limitarmi alla faccenda della sottomissione femminile, visto che ci sono persino nuovi evangelisti che impazzano su molti media predicando la perfezione della donna cattolica sottomessa e remissiva (dramma comune a molte religioni e a molte società, tra l’altro).
Ora, vorrei capire se piace l’idea di essere schiacciate o di essere in balia di un grasso portafoglio.
Anzichè farsi sottomettere da un riccone, non trovate (molto) più interessante sottometterlo, il riccone? Non trovate più allettante l’idea di ottenere da un milionario ciò che volete e quando volete rispetto a quella di attendere dei miseri premi per esservi dimostrate schiave perfette?
Per quanto lui cerchi di camuffare tutta la messinscena con la parola “amore”, tutto questo potrebbe discostarsi ben poco dal biscotto dato al cane che sta seduto a comando.

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Detto questo, che credo sia una questione di attitudine naturale, vorrei capire se il successo delle 50 sfumature sia solo un fatto pruriginoso rinforzato da luoghi comuni fuorvianti (la femmina media che non guarda i porno ma appena legge tre righe di un libro erotico va fuori di testa perché non vive la sessualità che vorrebbe), o se invece c’è un desiderio vero da parte di moltissime donne di avvicinarsi a un certo tipo di pratiche.
Nel mondo dell’erotismo, la sottomissione, il dolore, l’umiliazione, sono arti.
Ci sono luoghi, case, locali, circoli, dove queste arti sono praticate bene, oserei dire in modo filosofico.
Il BDSM è un mondo in cui si può essere guidati e introdotti in modo serio e approfondito, ma sono sicura che la gran parte delle donne che sognano il frustino di Christian Grey fuggirebbero a gambe levate.

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E cosa può essere, allora, a far andare in visibilio così tante donne? Da dove arrivano quei gridolini d’intesa, quell’impennata di acquisti bondage, quei raduni da 8 marzo capito male?
Se non è il desiderio irrefrenabile di non riuscire a sedersi per parecchi giorni, è l’elicottero di Mister Grey ad accendere i ferormoni? E’ l’antico fascino del soldo e del potere?
Ad agire da miccia sono forse i secoli di sottomissione emotiva, culturale e sociale che ancora (e nonostante tutto) lavorano dentro di noi?
Le persone che amano il dolore fisico puro e duro non sono molte, e statisticamente – nell’ottica dell’analisi di un fenomeno così di massa – non sono rilevanti. I numeri possono diventare invece più degni di nota se si parla di sudditanza, più o meno latente che sia. Quel piacere forse un po’ inconsapevole ma profondo che molte donne provano nel servire (bene) un uomo, quel senso di realizzazione che viene dal pieno soddisfacimento di un’aspettativa: attitudini che scivolano nell’erotismo, il pianeta dove i ruoli si rivelano e si definiscono.
La mia speranza è che l’entusiasmo (furibondo) di tutte le (tantissime) fan delle 50 sfumature sia dovuto alla felicità di aver approfondito i propri istinti, scoprendo magari una strada verso l’appagamento che non avevano valutato.
Escludendo però che tutte siano amanti della frusta o dei polsi legati (altrimenti oggi avremmo ben altre statistiche sui numeri del mondo BDSM e sulle vendite dei grandi classici della letteratura della sottomissione), vorrei travestirmi da ISTAT e fare un sondaggio per capire meglio l’animo femminile tra pruriti e istinti ancestrali, ambizioni e condizionamenti.
Lontano dai pollai e dalle mode c’è lui, colui che non mente: Eros è uno dei più potenti creatori e distruttori, merita ascolto e rispetto.
Soprattutto, esige infinita onestà.

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