Manganelli o libri? Pugni o viaggi? Come si risolvono i problemi del mondo.

Photo by Mike Price

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Quando vengo coinvolta, per caso o intenzione, in discussioni che implicano un minimo di conflittualità tra le posizioni in campo, mi trovo talvolta a confronto con due tipi di esseri umani: i sapiens e i gorillans.
I primi esprimono opinioni, argomentano, portano esempi, magari statistiche; i secondi mostrano il petto, a volte insultano, considerano il manganello la risposta migliore per quasi ogni problema, abusano della parola “buonismo”, vivono di miti senza fondamento e luoghi comuni.
I secondi, spesso, non hanno mai messo il naso fuori dalla loro tribù e l’unica realtà che conoscono (e che in linea di massima giudicano meritevole di sopravvivenza) è quella del loro ceppo genetico.
Ci sono persone che ancora credono di vivere nella giungla benché abitino nell’Europa del 2015, forse per un mancato ridimensionamento dei flussi ormonali o forse per un deficit nell’educazione primaria. Hanno ragione? Continua a leggere

Verso il 2030: il lavoro sarà migrazione, tecnologia, specializzazione

Miroslav Sasek

Miroslav Sasek

Nelle nostre mani, oggi, abbiamo dati (alcuni inconfutabili) che ci danno elementi importanti per prevedere quello che sarà il mercato del lavoro tra 15 anni.
Un panorama che interessa la mia generazione, ma soprattutto i giovani che ora sono in età scolare e dovranno fare i conti con un mercato molto diverso da quello attuale.
La scarsa natalità che si sta registrando in molti Paesi (non solo in Occidente, ma anche in Cina a causa della regola del figlio unico) porterà ad una crisi della forza lavoro laddove l’economia si sarà mantenuta sana e viva: a compensazione, sarà necessario attrarre professionisti e manodopera dall’estero.
Ma quali professionisti, quale manodopera?
Il ruolo rivoluzionario che la tecnologia sta avendo in questa fase dell’economia mondiale, imporrà (come in parte sta già facendo ora) una formazione sempre più alta della forza lavoro: operai specializzati, ingegneri, ricercatori, professionisti del digitale, tutti con almeno una lingua straniera nel proprio bagaglio professionale. Continua a leggere