Le opinioni diverse dalle mie: come mi regolo

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Si possono avere opinioni diverse, purché siano opinioni e, anche, opinioni accettabili (con tutta la soggettività che questa parola comporta).
A volte, sui social, vengo accusata di non saper accettare opinioni diverse dalle mie, ma temo ci sia da sottolineare un paio di aspetti fondamentali delle “opinioni diverse dalla mia”.

1) Si possono avere opinioni diverse in merito ad uno stesso fatto oggettivo. Se si parte dall’analisi di due realtà diverse, la divergenza esiste per forza di cose. Se poi, come spesso accade, una delle due opinioni é basata su un’allucinazione o su una bugia collettiva, allora il discorso da fare é un altro.
Se secondo te gli immigrati in Italia sono dei privilegiati perché lo Stato li ospita in alberghi di lusso e dà pure loro 35 € al giorno, la tua non é un’opinione ma un’allucinazione.
In casi come questo, non sono io che non so accettare un’opinione diversa dalla mia, sei tu che devi investire il tuo tempo ad informarti meglio, visto che i mezzi ci sono e sono a disposizione di tutti.
Oppure, se secondo te l’immigrazione in Italia ha raggiunto livelli di allarme, creando un problema numerico ben più grande di quello che c’é in altri Paesi, secondo me devi andarti a leggere i numeri dei flussi migratori: scoprirai che la tua convinzione é errata e che la tua opinione lo é di conseguenza.
E questo non significa negare che l’Italia (come la Grecia o la Giordania) sia stata lasciata sola a gestire un’emergenza colossale, ma significa guardare il fenomeno a livello generale per quello che é in realtà.
Io a Londra aspetto tre settimane per avere un appuntamento dal medico della mutua, in Italia aspettavo al massimo un’ora. Rispiegatemi dov’é che c’é troppa immigrazione, che sono sicura di non aver capito.
Secondo il censimento del 2011 (che oggi potrebbe essere ancora più articolato), a Londra ci sono più di 300.000 persone che non parlano inglese, 1.7 milioni di persone che non hanno l’inglese come prima lingua (e sono quindi immigrati di prima generazione, figuriamoci quelli di seconda, terza e decima). Qui sono parlate 53 lingue “principali” e 54 secondarie. Nel solo quartiere di Hillingdon sono parlate 107 lingue diverse.
Se dici che l’Italia ha già i suoi problemi e che quindi non può sobbarcarsi anche quelli degli altri, sappi che é così per ogni nazione: ogni nazione ha i suoi cazzi amari da smazzarsi. I tuoi possono a volte sembrarti più grossi perché in effetti lo sono, oppure perché:
a) non hai mai vissuto altrove
b) non ti sei informato (o l’hai fatto su: cosechenessunotidiramai.altervista.com)
c) non te ne frega una cippa degli altri
Se dici che l’Italia non é brava a gestire l’immigrazione e che quindi deve semplicemente esserne esonerata, fai come il genitore che scusa il figlio fannullone che fa sega tutti i lunedi al lavoro perché non c’ha voglia o gli fa male un lobo.
La questione esiste e deve essere gestita, volenti o nolenti. Non farlo non é un’opzione, se la storia insegna qualcosa. E, ad occhio, soprattutto vedendo gli ultimi tragici eventi, conviene farlo bene. L’Italia, avendo flussi immigratori molto recenti, avrebbe anche il vantaggio (enorme) di vedere i successi e gli errori degli altri Stati europei e imparare di conseguenza.

2) Se le vostre opinioni sono più bestiali che umane, e istigano all’odio e alla violenza, le respingo perché credo che dovremmo migliorarci, non peggiorarci. E questo non significa incoscienza e irrazionalità. Significa mediare la paura della diversità, l’istinto di territorialità e il bisogno di sicurezza con la responsabilità civile, la compassione umana, l’intelligenza strategica e gli insegnamenti dell’esperienza.
Ancora una volta, non penso che i miei valori valgano di più di quelli di un altra’persona che ha valori opposti, ma credo che occorra assicurare alla relazione con gli altri una soglia minima di rispetto, umanità e decenza universalmente riconosciuti non solo dal buonsenso ma dalle varie carte dei diritti dell’uomo promulgate dal 1789 in poi.
Voi avete tutto il diritto di sostenere che la gente deve morire sotto le bombe o in mare o di pensare che comunque non é un problema che vi riguardi, ma io ho tutto il diritto di respingere o combattere questo vostro pensiero. Non perché non sia capace di accettarlo, ma perché proprio non lo voglio fare. Incapacità e volontà sono due cose molto diverse, ed esiste sempre la scelta del livello di conversazione che si vuole instaurare e del tipo di mondo che si vuole costruire.

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