Ho fatto un tuffo. Nel mondo dei propagatori di bufale.

tuffo.

Dopo anni di dibattiti politici accesi ed estenuanti in rete, diciamo dal 2008 al 2013, ho deciso di smettere di confrontarmi con chi vive desiderando e incitando la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo. No, i diritti fondamentali dell’uomo non sono un’opinione.
Razzisti, sessisti, omofobi, fascisti di ogni risma: da parte mia, esauriti i fegati, svanita la voglia.
Diverse le ragioni: mancanza di tempo, invecchiamento e quindi calo fisiologico di energie, percepita inutilità del confronto.
Sabato sera non so cosa mi è preso, forse è stato lo stupore di vedere nella mia timeline – su cui ho lavorato parecchio nel corso degli anni – uno dei mille link spazzatura che circolano in rete. Sono intervenuta dicendo, semplicemente, che il sito da cui il link era condiviso era famoso per pubblicare notizie false, tendenziose e di bassa lega, con il solo scopo di diffondere odio e ottenere click.

Subito, sotto, l’attacco (non da parte del diretto interessato, ma di un amico). Continua a leggere

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La rivoluzione accade in un attimo

Twiggy, 1967 (Ronald Traeger)

Twiggy, 1967 (Ronald Traeger)

Scrivo questo pezzo durante la prima settimana del governo Trump, settimana in cui il mondo ha visto milioni di persone scendere in piazza a protestare. La più grande manifestazione della storia degli Stati Uniti, un fiotto spontaneo di indignazione che rende più benevolo il mio sguardo su questa fase politica.
Sono mesi che Londra, città in cui vivo da due anni, pigia il piede sul pedale delle nostalgie rivoluzionarie, organizzando eventi straordinari dedicati agli anni che cambiarono la storia della società occidentale e su cui ora dovremmo fare un paio di pensieri.
Al V&A Museum c’è infatti “REVOLUTION”, una mostra dedicata alla manciata di anni (1965 – 1970) che letteralmente cambiarono il mondo grazie alla musica, all’arte, a nuovi modi di stare insieme e di rivendicare i propri diritti.

NEL REGNO UNITO:
 1965: viene introdotto il reato di discriminazione razziale
 1967: il sesso tra omosessuali non è più reato
 1967: anche le donne non sposate possono accedere alla contraccezione
 1967: viene legalizzato l’aborto nelle prime 24 settimane di gravidanza
 1969: il divorzio diventa legale
 1970: diventa illegale pagare le donne meno degli uomini a parità di ruolo

Incluso nel prezzo del biglietto (£16), un paio di cuffie ed un’eccezionale raccolta di brani dell’epoca che accompagna i visitatori per tutto il percorso espositivo, perchè se la colonna sonora è la pelle di un’epoca, in questo caso ne è anche sangue e linfa vitale.
Abiti dirompenti, suoni sbalorditivi, musicisti indimenticabili, le comuni e i tentativi di creare una società nuova, l’LSD e le utopie, il sesso liberato e le rivendicazioni delle minoranze, le prese di coscienza e la lotta anti-establishment, quella stessa lotta di cui sentiamo tanto parlare anche oggi. Continua a leggere

Di come un sistema che funziona mi abbia dato i superpoteri

Designed by Alice Williamson http://www.designedbyalice.co.uk/

Designed by Alice Williamson
http://www.designedbyalice.co.uk/

Il giorno in cui le centraliniste delle Nazioni Unite hanno iniziato a conoscermi per nome, ho capito che qualcosa era cambiato nel mio modo di gestire gli intoppi e i disservizi.
Per la gioia mia e dei miei clienti, mi sono accorta di essere diventata un po’ quel cane che si attacca al polpaccio dei fornitori lazzaroni, quel gatto che ti si aggrappa a quelle altre cose di chi non fa il proprio dovere.
Ma com’è accaduto che, tutto d’un tratto, mi è venuta ‘sta grinta e mi sono messa a lottare contro i disservizi, le noncuranze, gli errori che subisco come professionista, cliente o cittadina, per l’inefficienza di un sistema o di un fornitore?
Riuscite a vedermi, col telefono in mano e l’espressione incredula sul volto? Lo sentite il tono indignato della mia voce? Percepite la tenacia con cui presidio il mio punto?
Il motivo è uno solo: nel Paese in cui sono emigrata capita di venire ascoltati e, agendo, si possono talvolta cambiare le cose.
Per quanto stupido e banale possa sembrare, per me è stata una scoperta potente e strabiliante. Non succede sempre, ma succede abbastanza spesso da portare la gente a credere che valga la pena protestare, denunciare, pretendere scuse, indennizzi o revisioni delle procedure.
Finchè non ho vissuto una realtà diversa, non mi sono resa conto fino in fondo di quanto la frustrazione derivante dalla propria voce sempre inascoltata e la sensazione di non contare nulla come cittadina e/o cliente sia castrante: io come molti altri portati al silenzio dalla mancanza di forze, portati all’inedia emotiva dalla rassegnazione. L’alzata di spalle come unica risposta sociale, sorrisi amari stiracchiati sulle nostre belle facce sudeuropee. Continua a leggere