Quelli che erano fighi quando eravamo giovani

Quand’ero piccola mi piacevano le teste calde, che è un modo carino per dire le teste di minchia.
A volte erano i capibranco (che in certi casi erano i teppisti più creativi), a volte erano i mattatori del gruppo, a volte le anime tormentate.
Da adolescente non mi piacevano i bravi ragazzi, ma le ragioni le avrei capite intorno ai 30 anni, quando decisi di farmi due domande sul perchè avessi sprecato tanto tempo e forze e patimenti dietro a figure tanto palesemente fallimentari.
A fregarmi era stata spesso la dolcezza che vedevo dietro leadership discutibili, ma è capitato anche che a fregarmi fosse il cervello. Perchè in alcuni (rari) casi, dietro ai lazzaroni si nasconde un’intelligenza tanto viva da essere stupefacente se paragonata a quella della maggior parte dei loro coetanei.
Sono passati vent’anni, e vent’anni sono una finestra temporale sufficiente per poter tirare un po’ le somme su quello che ognuno di noi è diventato.
Dei pochissimi diamanti grezzi che c’erano tra i lazzaroni raramente è rimasto qualcosa.
Non certo perchè non hanno concluso gli studi o non fanno un lavoro all’altezza delle teste che avevano: non sono questi i parametri su cui personalmente giudico una vita. In realtà quel brillare si è spento nella totale mancanza di curiosità e passione (e a volte anche di impegno e responsabilità).
Sotto questo punto di vista, Facebook è un’arma mortale: ti sbatte in faccia il “come siamo diventati” anche quando preferiresti evitarlo, anche quando vorresti conservare ritratti e ricordi pieni di poesia e romanzo e nient’altro. Una crudeltà inaspettata.
Ti trovi a leggere frasi dalle quali emerge una stagnazione cerebrale irreversibile, un umorismo fermo agli anni ’90, persino una regressione del linguaggio, una semplificazione emotiva che boh, l’unica cosa plausibile ti sembra lo svuotamento encefalico.

Mi domando cosa possa essere successo nel frattempo, quale assenza possa aver distrutto le promesse, mortificato le capacità. L’intelligenza da sola non sempre ce la fa. A volte l’indole, l’ambiente, le debolezze hanno la meglio.
Ancora adoro le anime inquiete, quelle che hanno sete. Se possibile le adoro ancora di più di quando ero ragazza. Ma ho capito che di questa inquietudine e di questa sete bisogna farne qualcosa. Qualcosa di buono per sè o per gli altri.
Quello che auguro a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno cervello sveglio è di saper riconoscere i loro pari, perchè non sempre è facile, e quelli che a 16 anni sembrano fighi e super hot c’è il rischio che poi a 35 siano degli sfigati colossali con cui – nella migliore delle ipotesi – vi darebbe sgomento bere un caffè. Nella peggiore, magari, avete regalato loro anni importanti.
Lo so che sembro la zia Mariuccia che parla facile col senno di poi ma, se l’età serve a qualcosa, la mia mi dice che la curiosità, la passione, la capacità di sapersi impegnare per raggiungere un’obiettivo, il desiderio di migliorarsi e di scoprire fanno una differenza immensa.
Lasciate perdere i fannulloni (anche quelli sentimentali): la zia Mariuccia dice che la vita è di quelli che scoprono, si impegnano e crescono.
(e non rispondetemi che la zia Mariuccia non ha capito una cippalippa perchè alla sua età si vive ancora di qualche illusione)

Illustration Sean Morris

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3 thoughts on “Quelli che erano fighi quando eravamo giovani

  1. Bell’articolo, condivido in tutto! Mi hai fatto ricordare quando ero adolescente, e membro del gruppo dei poco brillanti. I fighi erano quelli con il cervello più attivo, quelli svegli, con la battuta sempre pronta, un sacco di idee su come fare casino e a volte rovinare la vita agli altri. Poi le cose sono cambiate, non voglio dire che si siano ribaltate, ma quasi. Io nel frattempo credo di essermi svegliato, ho affrontato la vita e maturato una gran voglia di scoprire il mondo, i fighi di un tempo si sono come spenti davanti alle difficoltà della vita: il lavoro, la famiglia, il mutuo della casa…. e il loro cervello si è arenato, anzi forse come dici tu c’è stata una regressione. Quindi anche io, come la zia Mariuccia, vorrei consigliare agli adolescenti di oggi di diffidare dai fighi, che molto probabilmente si spegneranno in poco tempo come un bel fuoco artificiale 🙂

  2. Elena i tuoi articoli sono per me sempre fantastici , veri e diretti . Lo sai sono una tua Fan è spero che il tuo talento e la tua sete. Ti diano merito . Ti abbraccio cara Torre

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