#QuellaVoltaChe ho conosciuto 50 donne abusate

Illustration by Peteski

 

A dire il vero non è stata una volta, le ho conosciute in molte volte. Le volte che ho messo piede in un Centro Antiviolenza.
Le donne abusate e stuprate che ho conosciuto sono state una cinquantina. Tante, poche, sicuramente cinquanta di troppo.
49 le ho incontrate in ambienti protetti, quando avevano iniziato il loro percorso terapeutico. Una l’ho conosciuta durante un viaggio, alla sagra di un paesino. Era seduta accanto a me mentre guardavo le danze popolari di un gruppo folkloristico. Dal nulla mi dà di gomito e mi dice: “Lo vede quello? È mio marito. Sapesse che uomo. Siamo sposati da cinque anni, lui è quello che ha accettato il figlio che ho avuto dopo uno stupro.” Una bomba inesplosa lasciata nel grembo di una sconosciuta, depositata con grazia come una testa mozzata secoli fa e marcita in cantina.

Ho conosciuto una cinquantina di donne abusate, ma tutte le altre che non ho conosciuto riempiono trincee silenziosissime, asfissianti, affollate. Sono donne che sanno tacere, i carnefici lo sanno bene, e parte della società le apprezza per questo, per il loro massacro gestito in privato, senza disturbare l’ipocrisia collettiva. Delle “mie” cinquanta solo un paio avevano denunciato. Le altre se la sfangavano completamente da sole, mute, devastate. Se la smazzavano con le loro psicologhe in qualche ora sottratta alla famiglia fingendo di essere in palestra, se la sgrassavano nei gruppi di auto-aiuto provando a confrontarsi con altre vittime per convincersi che non erano sole, all’inferno.

Gli uomini non entrano in questi luoghi di cura dell’anima, gli uomini sono fuori, perchè alcune non ne tollerano più nemmeno la vista. Continua a leggere

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