Adolescenti, deodoranti e altre afflizioni.

Bisogna dargli una mano, ai ragazzi d’oggi. Soprattutto a quelli che han voglia di studiare e che magari mirano a rimpolparsi il cervello. Visto che il nostro stato li penalizza ogni giorno che passa, mortificando la scuola pubblica a suon di tagli e cazzate, nella piccola città di C. si è pensato di organizzare una marcia non competitiva per finanziare alcune borse di studio.
E così sabato mattina ci siamo armati di buona volontà e, polpacci in spalla, siamo andati a camminare. Appena entrata nella scuola per il raduno, sono stata assalita da una zaffata di corpi umani in fermento: quell’odore che non sentivo da secoli, di carne umida e umori abbondanti, un misto di cuoio capelluto sudato e pelle sebacea, agrumi rancidi e humus.
L’odore dell’adolescenza è insopportabile. Continua a leggere

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Io sono meglio di te

È una sindrome strana quella del voler a tutti i costi primeggiare: non importa se nel bene o nel male, l’importante è essere in testa. La malattia del primato affligge sia gli uomini che le donne, ed è tanto incontrollabile da parte di chi ne soffre, tanto ridicola per chi ne è spettatore. Continua a leggere

L’insopportabile lamento dell’inetto.

Sarò anche sociopatica, non dico di no, ma tra le tante persone che non sopporto ci sono sicuramente i culi di piombo. Non parlo necessariamente dei pigri (dato che io sono una degna e titolata rappresentante della specie, nonché regina indiscussa della pennica d’alto livello), ma di quelli che hanno il coraggio di lamentarsi continuamente di ciò che non tentano poi nemmeno di cambiare.
A dire il vero trovo mortalmente fastidiosa anche l’inedia mentale alla Jeffrey Lebowski, ma la cosa che mi manda in bestia sono le lamentele degli inetti che rompono le palle al prossimo: perché fanno sempre la solita vita, perché vedono sempre la solita gente, perché si annoiano e tutto intorno fa schifo, governo ladro! Continua a leggere

A chi devi dire grazie?

È molto importante, a chi devi dire grazie. Perché è qualcosa che ti può rendere orgogliosa o, al contrario, non farti molto onore.
In tante occasioni sono stata indecisa se pubblicare o non pubblicare pezzi, articoli, link, status, twitt, per non inimicarmi o pregiudicarmi l’aiuto di qualcuno che poteva darmi una mano nel faticoso lavoro con le parole. La spinosa arte della diplomazia non mi è mai appartenuta particolarmente, nonostante i consigli appassionati degli amici: “non bruciarti quel contatto, frena la tua linguaccia maledetta”.
Lo ammetto: per diverso tempo ho cercato di filtrarmi, di fare attenzione. Dopo un paio d’anni, mi sono resa conto che non mi è servito a niente, e ho rotto gli argini: felice e gaudente. Continua a leggere

Come siete invecchiati!

Sono basita. Passino i matrimoni estivi, i più tradizionali, dove ci si veste bene con poco e ci si aiuta con un filo d’abbronzatura. La luce accecante appiattisce i difetti e rende tutto più omogeneo. Ma il nuovo trend dei matrimoni invernali celebra la morte definitiva delle illusioni, e sbugiarda tutte le nostre bruttezze.
Sono mesi che contemplo su Facebook le foto di cerimonie e pranzi nuziali con un senso di sgomento: siete invecchiati terribilmente. Continua a leggere

“Le serve la fattura?!” (ovvero: la scontistica dei disonesti)

Ieri ho avuto il mio primo appuntamento con l’igienista dentale, questa figura professionale che è salita alla ribalta con lo scandalo di Ruby Rubacuori e il nostro infoiatissimo premier.
A parte la figaggine dell’igienista in questione – che pare uscito direttamente da Beverly Hills 90210 ma questo meriterebbe un post a parte – attendevo mansueta il mio turno leggendo Stefano Benni, e ascoltando di striscio le conversazioni al desk d’accoglienza (e riscossione): “Signora, il totale farebbe 780, con lo sconto sono 650”. Continua a leggere

Siete bovini o api?

Facebook è un bel cesto di esistenze, un campione abbastanza rappresentativo della fauna umana locale o globalizzata.
Uno dei passatempi migliori è quello di sbirciare gli album fotografici dei propri contatti: vacanze, tempo libero, schiere di animali domestici, luoghi esotici, figli, matrimoni, fidanzati in schiera (e successive foto tagliate a metà), collezioni di scarpe e tragiche sbornie.
Tra la noia mortale di tramonti sul mare e cene aziendali di serie, capita di trovare storie interessanti o destinazioni che stuzzicano i desideri.
L’altra sera stavo giusto guardando un mio amico lanciarsi giù da un torrente furibondo in un album intitolato “Hydrospeed”:

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