A Engy girano le ruote. E un po’ anche a me.

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Sabato 11 Gennaio sarà una giornata speciale per me.
Mi sveglierò alle 4 del mattino per andare a vedere l’alba sulle montagne trentine, perchè per Brand-it-up Travel passeremo tre giorni a vivere e raccontare le meraviglie di #trentinriviera, il sodalizio tra mare e montagna, l’amicizia tra due regioni bellissime del nostro Paese: Liguria e Trentino.
Poi prenderò dei treni e arriverò a Milano, giusto in tempo per rifugiarmi nella scatola lilla, un luogo del cuore, la libreria di Via Sannio dove abita la mia Giulietta.
Qui, da “Il mio Libro“, ritroverò persone speciali, e avrò il piacere di presentare il nuovo libro di Voltalacarta Editrici “Mi girano le ruote”, di Angela Gambirasio (QUI il suo blog).
Una storia che non si regge in piedi” si legge nel sottotitolo, ma più che altro una raccolta di pagine esilaranti e spiazzanti che, tra un sorriso e un’amarezza, insegnano molto. 
Un libro che smonta “
l’iconografia classica del disabile” e dissacra molti stereotipi attraverso episodi di vita quotidiana che Angela Gambirasio racconta con grinta ed intelligenza. Continua a leggere

La Sicilia Pianissimo, il lungo e in largo

La Sicilia Pianissimo, il lungo e in largo

Il mondo dell’editoria è in crisi, anche lui. Un po’ dappertutto.
In Italia però la situazione è aggravata dal fatto che si legge poco, pochissimo.
Di tanto in tanto avvengono cose, e persone appassionate s’inventano avventure meravigliose per combattere una depressione sistemica mastodontica e scoraggiante: eroi della fantasia, arieti ostinati innamorati di parole e storie che si sono immaginati un futuro diverso e lo vogliono vedere compiuto prima che sia troppo tardi.
Un ragazzo di nome Filippo Nicosia un giorno ha sognato un viaggio che portasse i libri alle persone che i libri non li frequentano più, tagliate fuori da un mercato di massa che uccide le piccole librerie e l’editoria indipendente.
Si è messo con tre amici, perché l’amore è moltiplicazione, e con Mauro Maraschi, Serena Casini e Maura Romeo ha comprato un furgone d’epoca, un Fiat 900 del 1976 che non corre più di 70 chilometri l’ora, ribattezzato “Leggiu” (“Leggo” in siciliano).
Con la collaborazione di 32 piccoli editori, lo hanno riempito di 300 libri, hanno fissato 22 tappe e dato vita ad un tour lungo un mese che riportasse i libri alla gente, nelle piazze, nei paesi. Continua a leggere

La notte dei lettori lussuriosi

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21 Giugno, solstizio d’estate. Letti di Notte ha compiuto un anno.
La fantastica notte bianca ideata dalla casa editrice Marcos y Marcos e dal libraio di Piazza Repubblica di Cagliari ha riportato un’altra volta le parole per le strade, ad animare la città.
Una festa dedicata soprattutto alle librerie e alle case editrici indipendenti, che si trovano – più di altre – a dover far fronte a questi momenti duri per l’economia e la cultura di questo paese impoverito.
200 librerie, 25 biblioteche e 40 editori hanno aderito all’iniziativa con aperitivi, letture, giochi, musica, mostre, concorsi e workshop: i luoghi dei libri hanno rivendicato il domicilio dell’incontro, dell’energia, della vita e del tempo conviviale.
Ho scelto di celebrare questo evento alla libreria di Cristina di Canio, Il Mio Libro, che qualche mese fa ha ospitato la presentazione milanese di Giulietta. Tra reading, musica, torte, frutta fresca, gelato, vino e birra, siamo arrivati tonici alla tombola degli incipit: ogni cartella riportava sul dorso l’inizio di un grande classico, e in palio c’erano tutti i libri degli autori presenti in omaggio. Un bottino ghiotto di cui solo i lussuriosi della pagina possono capire la portata libidinosa. Continua a leggere

PalFest 2013: il potere della cultura contro la cultura del potere

Me in Palestine - 2012

Me in Palestine – 2012

Dal 2008 ogni anno in Palestina ha luogo il PalFest, il Festival della Letteratura Palestinese promosso da personaggi prestigiosi come Harold Pinter ed Emma Thompson, nato per supportare la cultura di quella terra e di quel popolo sotto assedio.

An annual, traveling cultural roadshow that crosses the military checkpoints keeping its audience divided

Lentamente, sottovoce, la letteratura ha cercato di ridisegnare un percorso, e di ridare voce a chi è stato derubato, sradicato, sterminato e messo a tacere.
In questi giorni leggo gli aggiornamenti dell’edizione 2013 su Facebook, e respiro l’atmosfera degli eventi attraverso i resoconti di Susan Abulhawa, la scrittrice che avevo intervistato l’anno scorso, poco prima di andare in Palestina.
Il PalFest ha luogo nelle meravigliose terre di Betlemme, Ramallah, Gerusalemme, Haifa, Nablus, e finalmente Gaza: un itinerario che attraversa anche i check-point, quei luoghi di cui anch’io ho sperimentato l’arroganza quando mi si negò l’autorizzazione a rientrare in Israele da Jerico.
Ancora una volta, la cultura è la risposta più bella e più efficace per l’identità, il dialogo, la rinascita.
Se non avete mai letto nulla di palestinese, vi consiglio “Ogni mattina a Jenin”, edito da Feltrinelli. E dato che il blog per il quale avevo intervistato Susan non esiste più, ripubblico qui il pezzo.
Con molto amore. Continua a leggere

Salone del libro di Torino, palle e diserzione

dog reading

Sono stata al Salone del Libro di Torino una volta sola, con una valigia vuota in mano.
Ero convinta di trovare offerte, promozioni e titoli speciali, come sempre accade in queste occasioni (Festival della Letteratura di Mantova incluso, ad esempio).
Dopo due ore sono uscita con la valigia ancora vuota e le palle girate: nessuno sconto, nessuna promozione, nulla di imperdibile.
A parità di prezzo, i libri li vado a comprare dal mio libraio di fiducia, che è pure esente da consigli marchettari.
Poi, dopo aver visto con i miei veri occhi verissimi un’intervista a Emanuele Filiberto di Savoia (true story) che parlava circondato da libri, io, la mia valigia vuota e le mie palle girate siamo andati da Eataly, e abbiamo risolto lo sconforto culturale con le prelibatezze del gusto.

festival torino
Oggi leggo questo articolo di Serino, e per quanto non sia d’accordo su tutto quello che dice (credo che tutti i tipi di lettori e di pubblico vadano soddisfatti), sono d’accordo con l’allarme che lancia, perché riguarda un po’ la deriva a cui molte cose del nostro paese si stanno avvicinando. Continua a leggere

Italia, io ti maledico

as i feel

Quest’anno l’AIRE (l’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero) registra un +30% di iscrizioni e, considerando che non tutti gli emigrati si registrano, si può ipotizzare una cifra almeno doppia: una percentuale mai registrata da quando esiste l’anagrafe. È sensato pensare che almeno 5 milioni di italiani tra i 20 e i 40 anni sia uscito dal paese e sicuramente non si tratta solo dei fantomatici “cervelli in fuga” che, andandosene, portano con sé molto di più di una scatola cranica con dentro roba buona.
Quest’anno non sono potuta andare al Festival del Giornalismo di Perugia, e mi sto (dolorosamente) limitando a vedere lo streaming di ciò che succede su Youtube. Guardando l’incontro “Storie di un’Italia che maledice” ho ritrovato tanto di me e di molti come me che questo paese lo hanno in qualche modo abbandonato: fisicamente o emotivamente.
Per quanto mi riguarda, tralasciando le considerazioni sul lavoro e sull’imprenditoria del sistema Italia che sto raccogliendo in un libro, il più preoccupante sintomo di morte è arrivato dalla rinuncia alla politica: io che l’ho sempre giudicata appassionante e che ho sempre partecipato attivamente al dibattito e alle iniziative, quest’anno per la prima volta in vita mia non ho espresso una preferenza alle urne. Non avevo più voglia di accontentarmi del meno peggio, non ho più voluto turarmi il naso e giocarmi la zero fiducia rimasta su un tavolo dove nessuno sapeva nemmeno lontanamente rappresentarmi: e non solo coi programmi elettorali, ma anche attraverso il “nulla di fatto” di chi ha già saputo (ampiamente) dimostrare la sua inettitudine sul campo. Continua a leggere

Incontrare Giulietta, dalla Sardegna alla Lombardia

(da Pina Bausch)

Tra poco riprenderemo con il tour di Giulietta.
Durante la maggior parte delle presentazioni, parleremo di donne, di sogni da realizzare, e di amore.
Ma ci saranno due occasioni in cui gli incontri saranno focalizzati sulla parte più dolorosa del mio libro: perché Giulietta è nata prima di tutto per creare un dibattito importante, regalare riflessioni, stimolare contributi.

23 Novembre 2012, Nuoro
Incontro con Elena Torresani (autrice di “Giulietta prega senza nome”) e il Dott. Salvatore Salis (Direttore dell’Hospice di Nuoro e autore di “Volaos che sunu sos puzones”)

15 Dicembre 2012, Casalpusterlengo (c/o All Cinema, in Via Gramsci)
“La dignità del dolore”
Incontro con Elena Torresani (autrice di “Giulietta prega senza nome”) e il Dott. Costa (Direttore dell’Hospice di Codogno, Lodi)

Spero di vedervi arrivare in tanti.

E finalmente Mantova.

Daniele Bresciani introduce Margaret Mazzantini

Mantova quest’anno ci ha accolto con un caldo quasi insopportabile, facendosi perdonare solo grazie alle parole che ha lasciato fluttuare in ogni angolo della città con orgogliosa noncuranza.
Abbiamo passato ore in coda, pagando lo scotto per aver perso le prenotazioni on-line, seduti sui sassi dei cortili di Palazzo Ducale, contemplando la bellezza dei palazzi intorno e perdendoci in chiacchiere bruciagola fino all’imbrunire.

Aspettando Margaret Mazzantini

È stato schiacciacuore ascoltare la Mazzantini parlare dei suoi libri: questa donna circondata da centinaia di lettori, che molti definiscono fredda e antipatica, a me risulta sempre capace di una poesia verbale rarissima e travolgente. E il mio cuore ha perso un battito sentendo che tra poco uscirà un film dedicato a “Venuto al mondo” e girato in parte a Sarajevo.

Ho trovato quasi tutto per errore, non ho mai pensato. Devi fidarti di ciò che non conosci”

“Sono tornata a casa da Sarajevo e ho pensato: non ce la posso fare, non ce la farò mai. Poi ho provato”

Parlando di Penelope Cruz, protagonista di “Non ti muovere” e del prossimo “Venuto al mondo”: “E’ capace di spogliarsi di tutto e di essere miserabile. Ama il fango”

Margaret Mazzantini, 10 settembre 2011, Festival della Letteratura di Mantova Continua a leggere

Restiamo umani?

Oggi ho solo alcune domande da porre.
Perché un conto è sapere che le cose sono successe, e stop. Un conto è leggere bene come sono successe. Dopo aver letto il libro di Vittorio Arrigoni “Restiamo Umani”, la mia prima domanda è: perché non c’è nessun responsabile israeliano (Olmert, Livni o chi per loro) imputato al tribunale internazionale dell’Aia per CRIMINI CONTRO L’UMANITA’? Continua a leggere

La fortuna non esiste. (un paio di palle).

La settimana scorsa, camminavo con mia madre all’alba per le campagne intorno al fiume Po, nell’unica ora del giorno in cui il caldo non tramortiva qualsiasi essere vivente dal sangue caldo.
Mia madre diceva: “Le borse non possono continuare a far girare soldi sul nulla, i derivati dovrebbero essere illegali: è necessario tornare all’economia reale, altrimenti qua va tutto a ramengo”.
Mia madre ha 60 anni, fa l’infermiera, guarda la TV generalista, talvolta legge i giornali, non si documenta in rete. Io, che pur usufruendo di fonti di informazione più complete, non so nulla di economia, non potevo far altro che darle ragione.
Tra noi ignoranti, ci si intende bene su certe cose. E se c’è un fatto di cui siamo certi, è che così non si può andare avanti. La sensazione è che il capitalismo sia fottuto.
Quella rivoluzione di cui tutti parlano, ma di cui pochi si dimostrano all’altezza, deve essere prima di tutto etica. Economia, politica, cultura, società, diritti: viene tutto dopo.
Guardando il film di Michael MooreCapitalism: a love story” mi viene uno schifo postumo anche un po’ mortificante, per non essermi accorta di nulla prima. Continua a leggere