La vita che trema

La vita che trema - Damiano Moretti Elena Torresani

Dopo molti mesi e infiniti intoppi, io e Damiano Moretti siamo finalmente riusciti ad autopubblicare il libro che racconta l’esperienza umana che ci è toccata nel tentativo di portare aiuto nelle terre del terremoto d’Emilia, insieme a molti altri ragazzi lodigiani.
La vita che trema” è un piccolo libro fotografico che raccoglie interviste e sentimenti, e che è nato con l’intento di fermare per sempre un vissuto che è servito a molti di noi.
Ma è soprattutto un libro che raccoglie fondi per la ricostruzione di San Possidonio, uno dei comuni colpiti dal sisma.
Avremmo voluto una pubblicazione ufficiale, attraverso una casa editrice, ma i tempi e i modi del mondo editoriale ci hanno fatto scegliere l’autopubblicazione, con tutti i dubbi del caso: ma i soldi occorrono subito, e dovevamo essere sul campo il prima possibile.
Per ora “La vita che trema” è acquistabile solo online sul sito de “Il mio libro” oppure alle presentazioni che andremo a fare se qualcuno avrà la bontà di invitarci e ospitarci. Continua a leggere

Il mio nome sulla carta

Woman Writer

Il mio nome sulla carta mi fa sempre un certo effetto. Sarà che sono nata 2.0, ma la carta mi dà sempre un’emozione particolare. Ieri mi è arrivata la copia della prima edizione di “Conversation”, edito da Prelios, dedicato alla Liveability. Per Prelios ho intervistato Ilaria Borletti Buitoni, la presidentessa del FAI, e Franco Arminio, poeta squisito e paesologo.
Come al solito grazie a chi crede in me. Grazie alle opportunità e benvenute soddisfazioni!

I tesori della Sardegna: piccoli editori, librai indipendenti, donne speciali

Questa volta è autunno.
I miei giorni sull’isola delle donne di sabbia e vento sono stati quattro, altrettante le presentazioni: un vero tour sardo che mi ha riempito occhi, pancia e cuore.
Ho iniziato con cornetto e cappuccio all’aeroporto di Alghero, per proseguire poi con un tagliere di formaggi e marmellate sarde in riva al mare, e spaghetti allo scoglio arricciabaffi.
Zuppa gallurese, panadas e seadas. Tagliata di manzo con gorgonzola e noci. Litri di digestivo.
Un giorno, a pranzo in un baretto sulla spiaggia, ho chiesto un’insalatina depurativa e mi hanno servito salsiccione, cipolle in agrodolce, melanzane all’aglio e carne di cavallo: un oste di carattere, non c’è che dire.

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Incontrare Giulietta, dalla Sardegna alla Lombardia

(da Pina Bausch)

Tra poco riprenderemo con il tour di Giulietta.
Durante la maggior parte delle presentazioni, parleremo di donne, di sogni da realizzare, e di amore.
Ma ci saranno due occasioni in cui gli incontri saranno focalizzati sulla parte più dolorosa del mio libro: perché Giulietta è nata prima di tutto per creare un dibattito importante, regalare riflessioni, stimolare contributi.

23 Novembre 2012, Nuoro
Incontro con Elena Torresani (autrice di “Giulietta prega senza nome”) e il Dott. Salvatore Salis (Direttore dell’Hospice di Nuoro e autore di “Volaos che sunu sos puzones”)

15 Dicembre 2012, Casalpusterlengo (c/o All Cinema, in Via Gramsci)
“La dignità del dolore”
Incontro con Elena Torresani (autrice di “Giulietta prega senza nome”) e il Dott. Costa (Direttore dell’Hospice di Codogno, Lodi)

Spero di vedervi arrivare in tanti.

Lezioni sarde

Sono stata in Sardegna, e non è che questa sia una notizia.
Un sacco di gente va e torna dalla Sardegna, continuamente.
Io però ci sono andata a conoscere le mie editrici, e a presentare Giulietta al Festival Figiurà di Sassari: esordio della sua rinascita editoriale.
E qui mi si è aperto un mondo: quello dei librai che dormono due ore a notte per leggere i libri che vendono e poter consigliare bene i propri clienti.

Quello dei giornalisti che leggono e si appassionano al tuo libro prima di intervistarti, e quando lo fanno hanno l’emozione negli occhi e nella voce.
Quello dei lettori che affrontano i 40 gradi di Scirocco per venirti a dire che hanno divorato il tuo libro, per comprarne tre o quattro copie da regalare, per farti sapere che quello che hai scritto è importante.

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Congratulazioni, Giulietta!

Il mondo è pieno di pazzi furibondi.
Io ho incontrato due furiose che in un paese di pessimi lettori, in un momento di crisi d’identità editoriale e in una fase di diffusa recessione economica, hanno deciso di aprire una casa editrice: Lulù e Silvia sono due kamikaze.
In più, hanno l’aggravante di essersi innamorate della mia Giulietta, e di averla voluta pubblicare nonostante fosse già da due anni sul mercato del book-on-demand on-line.
Le carte per la disfatta ci sono tutte.
Ma anche per la poesia: una roba struggente.
Sullo sfondo, l’isola di sassi e cristallo, le donne di terra e sogni, le parole forti e giuste.
Giulietta prega senza nome”, il mio secondo libro, è uscito ufficialmente per Voltalacarta Editrici il 2 luglio 2012, e l’ondata di emozioni e di entusiasmo è stata subito travolgente.
Il 27 luglio lo presenterò per la prima volta al Festival Figiurà, ai giardini pubblici di Sassari, ore 19: e so già che sarà amore.


Atterrerò ad Alghero il 26, correrò a sentire l’intervento di Michela Murgia e poi mi godrò la prima cena e la prima notte sarda dopo anni, non so ancora dove, ma so moltissimo perché.
Ad aspettarmi molte donne, una quattro ruote cabrio, il rapimento, e una promessa: “un posticino che non dimenticherai facilmente”.
Voglio tornare a casa con una valigia piena di cose che – felicemente – non saprò dimenticare. Continua a leggere

La grande delusione della piccola provincia.

Venerdì sera c’è stata la seconda presentazione di Giulietta, e anche questa volta le presenze hanno di gran lunga superato le mie aspettative. È sempre difficile far muovere le chiappe alla gente per andare a sentir parlar di libri: è difficile farglieli leggere, figuriamoci.
Ma nonostante di fronte a me abbia sempre trovato un numero di persone confortante (persino più confortante di quelle che ho contato alle presentazioni di scrittori famosi e affermati), ci sono state sempre delle assenze che urlavano. Dispiacendomi. Continua a leggere

Donne. E cattolicesimo?

Giulietta ha esordito nel mondo durante la notte più calda dell’anno, nelle lande sperdute, paludose e deserte della bassa padana. Saranno state le temperature e l’afa, ma uno stralcio della serata ha movimentato dibattiti sulla figura della donna nel cattolicesimo.
Una e-mail che mi è arrivata qualche giorno dopo il 16 luglio, riporta: “Mi faccio un appunto: avrei potuto, e forse dovuto, intervenire quando il Cristianesimo è stato tacciato come religione anti-donna e la Madonna è stata “squalificata”.
Mentre leggevo queste parole, ho tirato un sospiro di sollievo per il mancato intervento, che avrebbe trasformato probabilmente la serata dedicata a Giulietta in un inopportuno sinodo apostolico.
Riporto qui, da youtube, lo stralcio della polemica, in modo che ognuno possa valutare se l’immagine della Madonna è stata squalificata (e tutto il resto).

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L’esordio di Giulietta – Atto primo

Venerdì 16 luglio 2010, la data del debutto di Giulietta, fa un caldo che non ce lo si può nemmeno immaginare. Preparo un’insalata di riso, guardando il fumo dell’acqua che bolle schiacciarsi contro il muro di aria condizionata che domina i miei 50mq.

Quando Nadiolinda arriva sono ancora da soppalcare, ma tra gossip editoriali (come diavolo farà ad essere sempre così sul pezzo?) e pettegolezzi multimediali, stendiamo cipria e mascara sulle nostre facce distrutte dall’afa. Continua a leggere

Finalmente è nata.

Dopo tutti i rifiuti possibili, e dopo aver respinto anche due contratti di pubblicazione a pagamento, ho dato al mondo la mia Giulietta (una Giulietta senza Romeo) grazie all’auto-pubblicazione.
Senza essere riuscita a far invaghire qualche editor, che si prendesse la briga di sistemarle l’acconciatura, Giulietta arriva così ai lettori grezza, arruffata e zoppicante. Ma vera. Continua a leggere