Unilever, CorSera e pessimi sistemi

Quando ho visto le millemila pagine che Style, il settimanale del Corriere, ha dedicato al green side della Unilever, mi sono chiesta se certi pezzi sono pagati dal committente (e quindi rientrano in un puro servizio pubblicitario a pagamento) o se sono invece frutto della libera iniziativa del giornalista che è convinto di scrivere un pezzo di informazione. Continua a leggere

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Lettera aperta al Presidente Pietro Foroni

Buongiorno Presidente,

le scrivo in privato perché è proprio lì che la sua lettera di stamane sul Cittadino mi ha colpito: nel privato.
Da quattro mesi dedico la maggior parte del mio tempo libero alla lotta contro l’inceneritore, sottraendo ore, serate, week-end interi alla mia famiglia, ai miei affetti, alle mie passioni.
L’ho dovuto fare, sa Presidente, perché non c’era nessun altro a farlo in vece mia.
Faccio parte del Comitato CasaleRespira, quello stesso comitato che lei, nella sua lettera (come in altre occasioni), non si nemmeno degnato di citare e di ringraziare.
Basta poco, tante volte, per fare bella figura, ma ne basta ancora meno, in altri casi, per farne una pessima.
Perché sa, noi tutti ce lo ricordiamo bene il suo comunicato stampa sul sito della Provincia. Parole che ancora bruciano, perché hanno tutto il sapore della solitudine di una città tradita dai suoi governanti che dovrebbero di fatto invece proteggerla e tutelarla.
La informo, nel caso questa sfumatura le sfugga, che a noi cittadini delle vostre scaramucce tra guelfi e ghibellini importa poco: delle diatribe politiche, dei tiri alla fune (in cui i leghisti, tra l’altro, non eccellono) o dei salti acrobatici tra una ripicca e una rivendicazione, tutti infervorati ad appuntarsi per primi sul petto tronfio la medaglia del miglior vitello della contea. Continua a leggere

Diario di un comitato – Puntata sulla pubblica umiliazione

Oggi è una giornata meravigliosa. Dopo 4 mesi di riunioni tecniche, tavole rotonde, incontri di sensibilizzazione, serate passate a confrontarsi, week-end dedicati alla raccolta firme con ogni condizione metereologica, comunicati stampa e discussioni aperte sul web, è arrivato il giorno in cui tutto il tempo sottratto alla nostra vita privata e tutta la nostra fatica hanno iniziato ad avere un senso.
È stato difficile, a tratti difficilissimo, affrontare quotidianamente il torpore della gente, la disinformazione strumentale, l’ostilità delle istituzioni (ricordo ancora il comunicato stampa bruciante del Presidente della Provincia Foroni che negava l’esistenza del progetto Elcon), le accuse gratuite e infondate, il cinismo della rassegnazione. In diversi momenti ho avuto voglia di mollare, senza mai nascondere lo sconforto per il clima che ci avvolgeva: lo scoraggiamento di Don Chisciotte di fronte a quei maledetti mulini a vento. Con le mie viscere avrei desiderato un inceneritore personalizzato per tutti gli stolti, gli obbedienti e gli incuranti che un impianto nocivo se lo meritavano sotto al culo. Continua a leggere

A new shopping experience

Sono tutta eccitata: oggi ho fatto il mio primo shopping consapevole a impatto zero.
Quest’estate ho scoperto che il mio verduraio di fiducia ha chiuso i battenti, e mi sono trovata un po’ spaesata: era l’unico dal quale potevo comprare l’anguria a scatola chiusa (e l’anguria per me è una questione serissima). Quindi mi sono ridotta a comprare frutta e verdura al supermercato, con fortuna molto oscillante ed esperienze a tratti stucchevoli, soprattutto per quanto riguarda cetrioli, meloni e pesche.
Così mi sono decisa a seguire il consiglio di mammà, e a rifornirmi alla Valle degli Orti che sta esattamente sotto casa mia, proprio sulla ciclabile dove io e Mister Magoo passeggiamo tutti i giorni come due innamorati. Superato il tabù iniziale di dover dire al bel maschione che mi serviva “Mi raccomando, i cetrioli li voglio piccoli e duri. Mi piacciono solo così”, ho anche dovuto accettare che scegliesse lui per me, mentre io aspettavo seduta tra il fogliame e le zanzare.
Quando è tornato con quello che aveva raccolto per me, pesandolo e dicendomi quanto gli dovevo, mi si è sganciata la mascella. Continua a leggere

L’orco della Piccola Città di C.

Jill Greenberg


Questa sera non ho voglia di scrivere molto: vorrei solo farvi ascoltare una canzone. Mi rivolgo soprattutto agli abitanti della Piccola Città di C. che hanno realizzato, come me, di avere come primo cittadino un orco.

Jill Greenberg

Ma non uno di quelli che con rutti, principesse rapite e buoni sentimenti ti strappano la simpatia, come Shrek. Un orco vero, di quelli che ai bambini non piacciono per niente.
Pare infatti (sebbene le voci non siano confermate) che ieri il sindaco della Piccola Città di C. abbia chiamato i vigili urbani per far cacciare dei bambini che stavano giocando al parco, accompagnati dalle loro mamme: pare che, con il loro scorazzare, mettessero sotto stress il verde pubblico. Continua a leggere

Le quarantenni

Non voglio fare la fine di Muccino, che racconta ogni stagione della vita man mano che invecchia. Però c’è da dire che, con l’approssimarsi dei 40, sto iniziando a vedere i punti deboli della fascia COUGAR. Il tasto dolente sono le emozioni.
A quarant’anni in linea di massima le donne hanno rapporti stabili e consolidati, sposate o conviventi che siano, con figli o senza: vivono amori di lunga data, pagano il mutuo, lasciano spesso la vita in folle e si godono quello per cui hanno lottato tutta l’adolescenza.
Peccato che, più o meno consciamente, talvolta avvertano una forte carenza emotiva, desiderando quelle passioni forsennate, quel brivido per l’ignoto, quelle sbandate chimiche da cui vent’anni prima scappavano magari a gambe levate in cerca di accasamento e stabilità.
E accadono cataclismi. Continua a leggere

Obbedienza: effetti collaterali

Il greggeChi mi segue sa che nella Piccola Città di C. si sta lottando contro un inceneritore per rifiuti chimici e farmaceutici (anche se tecnicamente è qualcosa di diverso). A dispetto di ogni dichiarazione pubblica e di ogni presa di distanza ufficiale, la giunta cittadina (Lega + PDL) non sta facendo un fico secco per ostacolarne l’insediamento, facendo in modo di fatto che la procedura di autorizzazione proceda liscia e spedita. È toccato quindi a noi cittadini prendere in mano la situazione e formare un comitato contro tutto questo.
A dire il vero, inizialmente l’iniziativa comitato era partita da alcuni esponenti del PD, poi tagliati fuori con denti e artigli dai cittadini che volevano un comitato apolitico: una volta avutolo, depurando il direttivo da ogni esponente di partito, questi stessi cittadini si sono dileguati nel nulla, lasciando l’organizzazione in braghe di tela. Motivo??? Continua a leggere

Generazioni fallite (passate e future)

Gregor Gaida, Lateral (2007)

Giusto ieri stavo sfogliando Arte di maggio e mi sono imbattuta in Lateral, la scultura di Gregor Gaida che rappresenta un uomo che scompare: un’opera dalla grande potenza narrativa.
Ci ho rivisto la mia generazione, quella dei ‘60/’70: una delle generazioni fallite che hanno contribuito a creare il mondo brutto nel quale ci troviamo a vivere.
Quella dei nostri genitori è stata la generazione dei muli: grandi lavoratori, buoni risparmiatori, sono stati gli ultimi a riuscire nell’eroica impresa dell’accantonamento del gruzzolo. Peccato si siano lasciati fare di tutto: cementificazioni, industrie, inquinamento, distruzione ambientale, sviluppo urbano irrazionale. Senza alcuna ambizione di potersi contrapporre alla piovra statale, hanno accettato le assunzioni di favore, le raccomandazioni, le politiche sindacali scellerate, la tutela dei fannulloni. Continua a leggere

Non siamo a Cougar Town

Nel mondo esistono tanti piccoli mondi, in cui alcune volte veniamo risucchiati.
Nella Piccola città di C. c’è un fiume che scorre lento, così come si addice ad un corso d’acqua delle grandi pianure. E intorno al fiume, una passeggiata deliziosa circondata da alberi, caprette e orti.
Intorno alla passeggiata, prima che cali la sera e la ciclabile si riempia di baby gang, ruota una piccola comunità di proprietari di cani, runners, nonnini che passano la giornata camminando avanti e indietro. Ci si conosce tutti, e ci si conosce normalmente per cane: Zeus, Dana, Moretto, Birin, Leone, Thomas, e così via. Che quando li incontri senza cane stenti quasi a riconoscerli. Continua a leggere

Invoco il patentino di voto

Sto pranzando sulle sponde di un isolotto del fiume Po, quando un amico – discutendo della questione mediorientale – mi dice: “Certo che finchè vanno avanti a scannarsi tra sciiti e sunniti non potranno andare molto lontano”. “Beh, se pensi che nella nostra Piccola città di C. non riusciamo ad essere d’accordo nemmeno su una questione elementare come un inceneritore, puoi ben capire quali ragioni ben più valide abbiano i mediorientali per scannarsi”.
Già, perché la questione dell’inceneritore sta scaldando molti culi, nella Piccola città di C.: si è formato un comitato di cittadini determinati e volenterosi, le istituzioni se la sonnecchiano astutamente aspettando che si faccia troppo tardi per evitare il disastro, il Sindaco è partito con le visioni. Si salvi chi può. Continua a leggere