Ritrovarsi vent’anni dopo

René Maltête

René Maltête

Ci chiamavano “La Corte dei Miracoli”, stavamo diventando donne in modo forse un po’ sgarruppato ma pieno di sorrisi, che forse è l’unico modo per diventar donne. Ci si prova, ci si inventa, e noi probabilmente lo facevamo in modo un po’ teatrale ma tanto divertente.
Eravamo quelle ficcate in un’aula di due metri per cinque, 12 ragazze in un rettangolo che dopo sei ore di lezione puzzava di presepe e di esseri umani in difficoltà.
Stavamo solo crescendo, tenendo un diario di bordo e condividendo una parte del percorso di vita che oggi, vent’anni dopo, ci ha portato in un bar di Piacenza per una di quelle rimpatriate che in genere fanno gelare il sangue ma che a noi è piaciuta ancora tanto.
Facebook stavolta è stato usato per il suo vero scopo: tenere in contatto gli ex compagni di classe, farli ritrovare.
Ci hanno scritto libri e fatto film sulla tristezza di queste occasioni, in cui normalmente adipe, calvizie e frustrazioni hanno la meglio su tutto: tutti impegnati a fingere vite mirabolanti nella prima ora e poi tutti a parlare per le sei successive esclusivamente delle malattie dei figli, della carriera scolastica dei figli e delle vacanze a Riccione coi figli, con quell’aria da occasioni perdute di chi avrebbe desiderato molto altro ma non lo dirà. Continua a leggere

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La grande delusione della piccola provincia.

Venerdì sera c’è stata la seconda presentazione di Giulietta, e anche questa volta le presenze hanno di gran lunga superato le mie aspettative. È sempre difficile far muovere le chiappe alla gente per andare a sentir parlar di libri: è difficile farglieli leggere, figuriamoci.
Ma nonostante di fronte a me abbia sempre trovato un numero di persone confortante (persino più confortante di quelle che ho contato alle presentazioni di scrittori famosi e affermati), ci sono state sempre delle assenze che urlavano. Dispiacendomi. Continua a leggere

Affittami.

Molte volte ho viaggiato da sola. Ho visto mostre, da sola. E sono andata pure a teatro, sola. Insomma, non sempre i nostri amici e fidanzati condividono le nostre passioni, e tutto sommato esiste un certo piacere ombroso nel godersi ogni cosa al proprio ritmo e senza rotture di palle (tipo l’imbarazzante marito al seguito con l’auricolare che trasmette le partire). Continua a leggere