Con la cultura si mangia e si esce dalla crisi

dalmatian

Oggi Liberos ha riportato un articolo di El Pais che racconta di come in Islanda la cultura sia stata utilizzata per salvare l’economia (tra le altre cose). L’Islanda è quel paese andato praticamente in bancarotta nel 2008, che ha lasciato fallire le banche senza pagarne i debiti ed è ripartito ponendo la cultura al centro del proprio programma di rinascita, anzichè le industrie di alluminio e di energia idroelettrica che stavano distruggendo il paese. Il punto di partenza sono stati i giovani, la musica, il cinema, le nuove tecnologie e il Ministero delle Idee (una roba che vien da commuoversi solo a pensarci). Si legge nell’articolo:

“La musica prima di tutto: l’80 per cento dei giovani (soprattutto residenti nei piccoli centri) suona uno strumento e impara il solfeggio. Questo si traduce in decine di gruppi con un pubblico internazionale. Se la maggior parte dei turisti è attratta dalle bellezze dell’isola, secondo un recente sondaggio il 70 per cento dei giovani si reca in Islanda per ascoltare la musica.”

Questo senza dimenticare teatri, scuole, letteratura (lo stato sostiene 60 scrittori).

Ora pensiamo a noi. L’Italia ha uno tra i più grandi patrimoni turistici, storici, artistici e culturali del mondo. DEL MONDO. Sì, MONDO.
Le statistiche ci dicono che siamo: Continua a leggere

Scandalo MiArt

Comincio dalla fine, giusto per non perdere tempo.
Sono andata dall’usciere chiedendo: “15 euro ed è tutto qui? O ci sono padiglioni nascosti che mi sono persa?”
Perché se già l’anno scorso il MiArt non aveva riservato niente di particolare, quest’anno ha regalato la sorpresa di una tristezza infinita: non solo per il numero degli espositori, visibilmente decimato, ma anche per la qualità dei pezzi esposti.

Blu&Joy

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A bocca aperta – anche questa è arte

(scritto il 20 marzo 2008, in preparazione dell’uscita de “L’inferno di Eros”)
In questi giorni sto abusando parecchio delle gentilezze dei miei amici. Consigli, supporti, contributi (se poi ci fosse qualcuno che volesse anche darmi soldi, non disdegno).
Oggi per esempio ho inviato loro 14 frasi del mio libro da valutare, per poter poi scegliere quale tra queste usare come vessillo, simbolo e forse epitaffio da dare alla casa edirice.
Beh, sono rimasta a bocca aperta. Che tra l’altro non è mai una bella cosa.
Quello che mi ha stupito di più è quanto di loro ci fosse nella scelta che hanno fatto.
E non sto parlando solo di scelta stilistica, ma anche, e soprattutto, di contenuto.
Allora è proprio vero che l’Eros va a pescare nella nostra parte più profonda, e che il nostro gusto si orienta moltissimo verso l’identificazione che vi troviamo.
Questo mi ha fatto capire quanto mi sia piaciuto presentare in questo libro quattro lati differenti dell’erotismo e del sesso, perché so che persone molto diverse tra loro troveranno la loro chiave in qualche pagina, la loro impronta in qualche passaggio.
Dalla frase che una persona sceglie si possono capire tante cose. Continua a leggere