Il coraggio di chiedere aiuto, e le scelte felici.

Mi sono ritrovata che avevo 27 anni, e chiacchieravo in un bar con un gruppo di amiche.
È venerdì sera: parlare di uomini e di sesso davanti ad un moijto è fin troppo facile.
Vanessa conosce molta della mia storia personale, e finalmente mi sbatte sul tavolo la frase: “Il tuo è il tipico atteggiamento delle donne che sono state maltrattate o abusate”. Finalmente qualcuno l’ha detto.
“Lo so”, rispondo.
Vanessa ha scoperchiato un pentolone infernale: quello della doverosa presa di coscienza.
Il mio specchio interiore mi restituisce un’immagine bugiarda, e capisco che 27 anni facendo finta di niente, e sempre sottovalutando, sempre sbagliando, sono già fin troppi.
Riesco a trovare un centro che si occupa e si prende cura, gratuitamente, di donne che hanno subito maltrattamenti, violenze, abusi, di ogni genere e in ogni frangente. Prendo il coraggio, quello che ti viene quando decidi che vuoi essere felice, e fisso un appuntamento. Non vi sto a raccontare la tragedia interiore di trovarsi di fronte alla propria miseria, e di doverne parlare. Ma vi racconterò di quello che succede in centri come questo. Continua a leggere