Gli sceriffi delle mutande

Succede sempre nella Piccola Città di C., e stavolta la notizia si tinge di rosso. La scorsa settimana, durante il consiglio comunale de 13 febbraio 2012, è stato approvato un articolo sul meretricio di strada (perché, lo ricordiamo, in Italia la prostituzione viene affrontata solamente come una problematica di decoro urbano e ordine pubblico: per il resto – trafficking, mafia, fisco, sanità, politica, esercizio in spazi privati – chissenefotte. Il titolo del capitolo di questa politica è: “Non siamo capaci di far nulla, quindi ci preoccupiamo solo di infilare la polvere sotto al tappeto in modo che almeno non si veda”).
Ci tengo a sottolineare che la prostituzione di strada nella Piccola Città di C. è inesistente, e questo la dice lunga sull’opportunità con cui la nostra amministrazione investe il suo tempo.
Ma vengo al punto (e perdonatemi l’uso spavaldo del verbo “venire” in questo contesto bollente): l’articolo – che potete leggere integralmente qui sotto – cita: “È fatto divieto in tutto il territorio comunale di contrattare e di concordare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada, o che per il loro atteggiamento, abbigliamento e modalità di approccio manifestino l’intenzione di esercitare prestazioni sessuali.
Come potete facilmente immaginare, la seconda parte di questo stralcio potrebbe dar adito a episodi imbarazzanti: le persone che per atteggiamento, abbigliamento e modalità di approccio manifestano l’intenzione di esercitare prestazioni sessuali sono moltissime e sono ovunque, soprattutto agli occhi degli altri. Quello che ci si domanda è quali siano gli indicatori oggettivi per identificare questi soggetti: una minigonna leopardata è sufficiente?
Oppure sono necessari più fattori, tipo minigonna giropassera + lingua che titilla la cannuccia del moijto in un locale del centro + occhio ammiccante? Le ciglia finte aggravano la situazione?

La polizia municipale verrà probabilmente dotata di righello

Sarebbe necessario avere una lista degli atteggiamenti / abbigliamenti / approcci che lorsignori dell’amministrazione comunale giudicano chiari e limpidi sentori di puttanaggio: perché qui rischiamo segnalazioni divertentissime alla polizia comunale, alcune di notevole scalpore nella “città alta”. Mi sento già il dito bollente: ho tre o quattro nomi piuttosto interessanti che mi tremano sulla lingua. Continua a leggere

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