Il popolo della notte, le discoteche della perversione.

Che i social network siano un luogo di spam furibondo è cosa nota.
Così come è risaputo che queste piattaforme vengono utilizzate per promuovere eventi, libri, mostre, spettacoli e molto altro, è anche semplice intuire che questo bombardamento ci rende anestetizzati dalle notifiche, come se fossimo gli esseri più desiderati della terra.
Per chi invita, scegliere l’immagine e il titolo giusto, che riescano in qualche modo ad attirare l’ormai basso livello di attenzione degli utenti, è fondamentale.
Se però dietro ad eventi culturali c’è di solito un ufficio stampa che fa piuttosto bene il suo lavoro (almeno qui a Milano), dietro le serate in discoteca ci sono spesso una manica di scappati di casa che cercano di riempire una lista fagocitando numeri e promettendo miraggi. Continua a leggere

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