Lavorare in ufficio fa male

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Da 7 mesi non lavoro più in un ufficio né per un capo, ma da casa e per i miei clienti, o per me stessa.
Sto lavorando molto, molto più di quanto avessi previsto inizialmente, più che altro per dare maggiore solidità all’attività di freelance: credibilità, portfolio, contatti, formazione, sono elementi che richiedono un investimento di tempo ed energie notevole, soprattutto in un sistema economico in grave crisi come quello italiano. Nell’ottica poi di preparare Brand-it-up e Brand-it-up Travel sia alla possibilità di restare qui che a quella di espatriare, la tipologia di variabili in campo si amplia moltissimo.
Lavorare molto, ma lavorare da casa, ha però degli enormi vantaggi: primo fra tutti, l’assoluta libertà di gestione del tempo.
Gli appuntamenti possono essere fissati a piacimento, le incombenze risolte senza l’incubo di orari e chiusure, il lavoro svolto anche di sera, se di mattina si è stati fuori per commissioni o impegni.
La cosa migliore, tuttavia, credo che sia la quasi perenne assenza della sveglia. Il corpo, alla mattina, si sveglia quando meglio crede. Alcune volte alle 6.30, altre alle 9. Continua a leggere

Cassintegrazione felice: la mia storia da L’Isola dei Cassintegrati a Cosmopolitan

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Dopo essere stata raccontata sul blog dell’Isola dei Cassintegrati, ospitato da L’Espresso, la storia della mia cassintegrazione felice è finita anche su Cosmopolitan di Ottobre.
Ringrazio Michele Azzu, Marco Nurra, Annalisa Piersigilli e tutti coloro che hanno reso possibile la diffusione di un punto di vista diverso rispetto alla pura disperazione: spero che la forza, l’impegno e la speranza riescano in qualche modo ad averla vinta sul dramma che sempre più persone stanno vivendo e che è ormai un dramma sociale di portata devastante.
Cerchiamo di trovare vie d’uscita, non rassegnamoci alla sconfitta, apriamo le nostre vite ad esperienze e a cambiamenti che magari ci sembrano improponibili, ma magari potrebbero anche salvarci la pelle. Continua a leggere

Le bellezze piacentine

Si dice che le persone che si frequentano molto tendano poi ad assomigliarsi, e io credo che succeda anche tra le persone e gli oggetti. Il mio Tom Tom è sgarruppato quanto la proprietaria, e più di una volta mi ha fatto avventurare in percorsi piuttosto improbabili.

pecore

Ieri dovevo andare a Ponte Dell’Olio per la presentazione di Giulietta, e il percorso per arrivarci è stato qualcosa di molto vicino al perdersi. Un’avventura pericolosissima, perchè il piacere di riscoprire la campagna piacentina ha rischiato più di una volta di farmi precipitare in un canale per le bellezze che mi capitava di scorgere ai margini della strada.

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Una campagna in teoria così simile alla nostra, distante dal lodigiano solo una manciata di chilometri, eppure così diversa e tanto più capace di conservare le proprie bellezze architettoniche e paesaggistiche.
Dopo una così imprevista e piacevole scampagnata sono arrivata alla Cooperativa Agricola Sociale I Perinelli, dove alcuni amici mi aspettavano per sentirmi raccontare di Giulietta, mangiare qualcosa insieme e goderci il tramonto in collina. Continua a leggere

Cassa integrazione e felicità

elena torresani castelsardo

La vita talvolta ti porta a desiderare moltissimo qualcosa che avevi giudicato il peggio che ti potesse capitare. Ho sempre creduto che l’ammortizzatore sociale fosse l’anticamera del fallimento e della disperazione, un tracollo personale e sociale da scongiurare a qualsiasi prezzo.
Crescere negli anni ’80 ha significato per me scegliere di essere un perito aziendale rinunciando al liceo classico, sognare di diventare una manager anziché assecondare le mie passioni letterarie. L’imperativo era far più soldi possibili, diventare produttivi presto e mantenere il curriculum testosteronico.
Ho lavorato come un asino per tutta la vita, facendo spesso due lavori e non smettendo mai di studiare.
Ma magari poi arriva il momento in cui lo scollamento tra la vita orientata al pagamento del mutuo e ad un certo stile di vita si stacca con prepotenza dalla vita che hai sempre sognato. E questo momento magari arriva proprio quando la società che ti ha cresciuto tradisce se stessa e non è più nemmeno all’altezza di garantire i sogni dopati e fasulli che aveva indotto e preteso.
Le vacche magre rivelano tutta la menzogna di un sistema orientato all’arricchimento smodato di pochi attraverso il rincoglionimento di tutti, rivelano la mediocrità di una classe dirigente incompetente, incapace, vigliacca e senza etica nella migliore delle ipotesi.
Dopo una lunga attesa, tanti trapianti di fegato e mesi vissuti nell’incertezza è arrivata la cassa integrazione.
Nel mio caso “cassa integrazione” significa una situazione economica tragica anche a causa degli stipendi che il mio datore di lavoro si è preso il lusso di non pagare ai suoi dipendenti (potendolo fare ad oltranza per legge, tra l’altro).
Ma “cassa integrazione” oltre a “pane e cipolle” significa anche una libertà tanto attesa. Continua a leggere

Piacenza chiama, Giulietta risponde

Elena reading

Lo scorso 28 giugno ho festeggiato il mio 39esimo compleanno partecipando al NON-STOP Reading organizzato a Piacenza per raccogliere fondi per l’Unione Italiana Ciechi: sei ore di letture ininterrotte organizzate da Irma Zanetti che sono state anche una bella occasione per incontrarsi, ascoltare, leggere, contaminare. Continua a leggere

La vita che trema, in Feltrinelli

Foto di Damiano Moretti - Tutti i diritti riservati

Foto di Damiano Moretti – Tutti i diritti riservati

La vita che trema” ha un ISBN, e una distribuzione tramite le librerie Feltrinelli: dalla settimana prossima, sarà ordinabile in tutti i punti vendita Feltrinelli d’Italia, e acquistabile sul sito www.lafeltrinelli.it oltre che su Il mio libro.
E’ un libro che destina i ricavi di vendita alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma, e per questo speriamo che riceva il maggior supporto possibile: da parte di chi fa comunicazione, per diffondere il messaggio, e da parte di chi ha la possibilità di organizzare eventi e presentazioni perchè ci ospiti per raccontare l’esperienza che sta alla base di questo piccolo ma intenso reportage.

Foto di Damiano Moretti - tutti i diritti riservati

Foto di Damiano Moretti – tutti i diritti riservati

Per il momento abbiamo la prima data: il 16 marzo 2013, a Casalpusterlengo (LO): il luogo da cui tutto è nato.
Ecco il comunicato stampa, per chiunque abbia la bontà di condividerlo e diffonderlo. Cartella fotografica a disposizione dei media su richiesta.

 

COMUNICATO STAMPA

“Era il 3 giugno 2012 quando siamo andati per la prima volta a portare aiuto alla gente d’Emilia colpita dal terremoto.
Era domenica, e gli elicotteri volavano senza sosta sopra le nostre teste, nel cielo giallo, pesante. L’aria era collosa, umida, e le parole strozzate in gola rendevano ancora più, difficile respirare. Questo libro racconta dell’incontro, della scoperta, e del desiderio di rinascita.” Continua a leggere

La vita che trema

La vita che trema - Damiano Moretti Elena Torresani

Dopo molti mesi e infiniti intoppi, io e Damiano Moretti siamo finalmente riusciti ad autopubblicare il libro che racconta l’esperienza umana che ci è toccata nel tentativo di portare aiuto nelle terre del terremoto d’Emilia, insieme a molti altri ragazzi lodigiani.
La vita che trema” è un piccolo libro fotografico che raccoglie interviste e sentimenti, e che è nato con l’intento di fermare per sempre un vissuto che è servito a molti di noi.
Ma è soprattutto un libro che raccoglie fondi per la ricostruzione di San Possidonio, uno dei comuni colpiti dal sisma.
Avremmo voluto una pubblicazione ufficiale, attraverso una casa editrice, ma i tempi e i modi del mondo editoriale ci hanno fatto scegliere l’autopubblicazione, con tutti i dubbi del caso: ma i soldi occorrono subito, e dovevamo essere sul campo il prima possibile.
Per ora “La vita che trema” è acquistabile solo online sul sito de “Il mio libro” oppure alle presentazioni che andremo a fare se qualcuno avrà la bontà di invitarci e ospitarci. Continua a leggere

Finalmente è nata.

Dopo tutti i rifiuti possibili, e dopo aver respinto anche due contratti di pubblicazione a pagamento, ho dato al mondo la mia Giulietta (una Giulietta senza Romeo) grazie all’auto-pubblicazione.
Senza essere riuscita a far invaghire qualche editor, che si prendesse la briga di sistemarle l’acconciatura, Giulietta arriva così ai lettori grezza, arruffata e zoppicante. Ma vera. Continua a leggere