Con la cultura si mangia e si esce dalla crisi

dalmatian

Oggi Liberos ha riportato un articolo di El Pais che racconta di come in Islanda la cultura sia stata utilizzata per salvare l’economia (tra le altre cose). L’Islanda è quel paese andato praticamente in bancarotta nel 2008, che ha lasciato fallire le banche senza pagarne i debiti ed è ripartito ponendo la cultura al centro del proprio programma di rinascita, anzichè le industrie di alluminio e di energia idroelettrica che stavano distruggendo il paese. Il punto di partenza sono stati i giovani, la musica, il cinema, le nuove tecnologie e il Ministero delle Idee (una roba che vien da commuoversi solo a pensarci). Si legge nell’articolo:

“La musica prima di tutto: l’80 per cento dei giovani (soprattutto residenti nei piccoli centri) suona uno strumento e impara il solfeggio. Questo si traduce in decine di gruppi con un pubblico internazionale. Se la maggior parte dei turisti è attratta dalle bellezze dell’isola, secondo un recente sondaggio il 70 per cento dei giovani si reca in Islanda per ascoltare la musica.”

Questo senza dimenticare teatri, scuole, letteratura (lo stato sostiene 60 scrittori).

Ora pensiamo a noi. L’Italia ha uno tra i più grandi patrimoni turistici, storici, artistici e culturali del mondo. DEL MONDO. Sì, MONDO.
Le statistiche ci dicono che siamo: Continua a leggere

E finalmente Mantova.

Daniele Bresciani introduce Margaret Mazzantini

Mantova quest’anno ci ha accolto con un caldo quasi insopportabile, facendosi perdonare solo grazie alle parole che ha lasciato fluttuare in ogni angolo della città con orgogliosa noncuranza.
Abbiamo passato ore in coda, pagando lo scotto per aver perso le prenotazioni on-line, seduti sui sassi dei cortili di Palazzo Ducale, contemplando la bellezza dei palazzi intorno e perdendoci in chiacchiere bruciagola fino all’imbrunire.

Aspettando Margaret Mazzantini

È stato schiacciacuore ascoltare la Mazzantini parlare dei suoi libri: questa donna circondata da centinaia di lettori, che molti definiscono fredda e antipatica, a me risulta sempre capace di una poesia verbale rarissima e travolgente. E il mio cuore ha perso un battito sentendo che tra poco uscirà un film dedicato a “Venuto al mondo” e girato in parte a Sarajevo.

Ho trovato quasi tutto per errore, non ho mai pensato. Devi fidarti di ciò che non conosci”

“Sono tornata a casa da Sarajevo e ho pensato: non ce la posso fare, non ce la farò mai. Poi ho provato”

Parlando di Penelope Cruz, protagonista di “Non ti muovere” e del prossimo “Venuto al mondo”: “E’ capace di spogliarsi di tutto e di essere miserabile. Ama il fango”

Margaret Mazzantini, 10 settembre 2011, Festival della Letteratura di Mantova Continua a leggere

La peggio Lombardia

Ho giusto un conato di vomito da buttare sul blog. Anzi due.
Le tragiche premesse governative le sappiamo già e, se è vero che i segnali non vanno mai trascurati, ce lo si doveva aspettare che la merda arrivasse anche nelle realtà locali. Forse perché la merda, a dirla tutta, parte esattamente da lì. Così il cerchio in qualche modo si chiude. Continua a leggere

A Mantova, la cultura con le palle.

 

Mladen Penev

Ieri giornata campale: la Torresani addenta il Festival della Letteratura di Mantova, con Nikon al collo, padiglioni auricolari a parabola, penna carica e polpaccio agile.
Mantova annega in una folla di gente degna di Gardaland: il popolo della cultura clamorosamente c’è.
E non per vedere il faccione di Paperino dei Paperoni alias Lapo Elkann nel negozio Diesel come mi è capitato giovedì sera alla Vogue Fashion’s Night Out di Milano: no, decisamente tutto un altro tipo di calca.
Qui la gente fileggia e sgomiteggia per saziare ben altre curiosità.
Schiacciata dal tutto esaurito e dalle attese chilometriche, sono riuscita solamente a godermi tre eventi:

  • Matteo Corradini e Giusi Quarenghi: Come dio comanda (o domanda? Morsi di mistica ebraica
  • Ahmad Rafat: I figli della rivoluzione (il movimento iraniano dell’Onda Verde)
  • Corrado Bizzarri e Adolfo Ceretti: L’imputabilità della follia (in bilico tra criminalità e pazzia)

Bella giornata, sana gioventù, ottimo cibo e compagnia godibile: un’esperienza davvero piacevole.  E un’osservazione soltanto: nessun visitatore è stato avvistato al Festival con in mano “Libero” o “Il Giornale”.

 

Mladen Penev