A Perugia è Festival

È una mattina distrutta dalla morte di Vittorio Arrigoni quella in cui parto per il Festival del Giornalismo di Perugia: il mio venerdì 15 aprile comincia funesto, e decido di esorcizzarlo portandomi in viaggio “Il bene ostinato”, il libro di Paolo Rumiz che racconta dei profeti silenziosi di oggi e delle loro missioni.
Arrigoni è morto a 36 anni, da combattente, da militante: lui c’era sul suo sogno, e ben pochi possono dire altrettanto. Ma l’amarezza non scema.
Dopo quattro ore di macchina, Perugia mi accoglie con una scritta spray sul muro di una chiesa: “L’unica chiesa che illumina è quella che brucia”. Il benvenuto urticante di questa città sublime e viva mi intima di rimanere coi sensi allerta e, dopo una guanciola di manzo stracotta nel Rosso di Montefalco, mi butto tra le genti giovani e multietniche del centro storico. Continua a leggere

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