IN CULO VERITAS

Purtroppo non ho più tempo per seguire il mio blog: da quando lavoro per Maggie (e grazie al fatto che l’egocentrismo fallocentrico di buona parte dell’imprenditoria italiana non prevede per nessuna ragione al mondo la concessione del part-time, seppur temporanea), non riesco più nemmeno a lavarmi le orecchie.
Di giorno in ufficio, di notte a scrivere, la vita dell’occlusione occupazionale mi porterà al TSO.
Ma non posso non trovare mezz’ora per scrivere della nostra vittoria: sì perché, nella Piccola Città di C., l’inceneritore (di cui avete letto così tanto sul questo blog) non si farà. Più che per comunicare la notizia (che è già di per sé sensazionale, perché è una delle poche volte in cui i cittadini vincono su economia e istituzioni), ne scrivo per mandarla in culo.
E guardate che dico “culo” a ragion veduta.
Voglio mandarla in culo a tutti quelli che mi criticano perché a quasi quarant’anni vivo ancora di sogni e di ideali. A quelli che continuavano a dire: “tanto non serve, tanto se vogliono lo fanno lo stesso”.
A quelli che non hanno combattuto e ora non dicono nemmeno grazie, perché la pelle l’abbiamo salvata anche a chi non se lo merita. Continua a leggere

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Unilever, CorSera e pessimi sistemi

Quando ho visto le millemila pagine che Style, il settimanale del Corriere, ha dedicato al green side della Unilever, mi sono chiesta se certi pezzi sono pagati dal committente (e quindi rientrano in un puro servizio pubblicitario a pagamento) o se sono invece frutto della libera iniziativa del giornalista che è convinto di scrivere un pezzo di informazione. Continua a leggere