Con la cultura si mangia e si esce dalla crisi

dalmatian

Oggi Liberos ha riportato un articolo di El Pais che racconta di come in Islanda la cultura sia stata utilizzata per salvare l’economia (tra le altre cose). L’Islanda è quel paese andato praticamente in bancarotta nel 2008, che ha lasciato fallire le banche senza pagarne i debiti ed è ripartito ponendo la cultura al centro del proprio programma di rinascita, anzichè le industrie di alluminio e di energia idroelettrica che stavano distruggendo il paese. Il punto di partenza sono stati i giovani, la musica, il cinema, le nuove tecnologie e il Ministero delle Idee (una roba che vien da commuoversi solo a pensarci). Si legge nell’articolo:

“La musica prima di tutto: l’80 per cento dei giovani (soprattutto residenti nei piccoli centri) suona uno strumento e impara il solfeggio. Questo si traduce in decine di gruppi con un pubblico internazionale. Se la maggior parte dei turisti è attratta dalle bellezze dell’isola, secondo un recente sondaggio il 70 per cento dei giovani si reca in Islanda per ascoltare la musica.”

Questo senza dimenticare teatri, scuole, letteratura (lo stato sostiene 60 scrittori).

Ora pensiamo a noi. L’Italia ha uno tra i più grandi patrimoni turistici, storici, artistici e culturali del mondo. DEL MONDO. Sì, MONDO.
Le statistiche ci dicono che siamo: Continua a leggere

I vostri viaggi visti da qui – Andata e Ritorno

Quest’estate, costretta a rimanere a casa, passando due settimane per lo più in posizione orizzontale sotto lo split dell’aria condizionata, mi sono potuta godere gli album fotografici che i miei contatti di Facebook pubblicavano man mano.
E se da una parte i piedi scalpitano e il cuore brucia di invidia per tutti i posti in cui non sono ancora riuscita ad andare, dall’altra provo un sottile godimento riflesso per quello che gli altri condividono sui social: esiste un potere emotivo e creativo anche solo nella contemplazione, soprattutto quando la narrazione fotografico-didascalica riesce a prendermi per mano.
Tra le quattro/cinque vacanze che mi hanno incuriosito, affascinato e fatto venire l’acquolina del desiderio, vi propongo alcuni scatti di tre di amici: due – sarà un caso? – sono artisti: Mara Brioni (fotografa) che è stata in Islanda, e Corrado Zeni (pittore) di ritorno da Borneo e Indonesia. Il terzo è Marco Mazzei, che con le sue settimane di twitt e di scatti mi ha prepotentemente fatto sentire con lui negli States: lungo la Route 66, da Chicago all’Arizona, per finire poi a Austin e New Orleans.
L’ingordigia di stimoli, l’incetta di immagini, odori, persone: un mondo fertile di scenografie, gravido di esperienze, tutte là fuori, più o meno pronte ad accoglierci.

Grazie a tutte quelle persone in grado di regalarci emozioni con le loro narrazioni a distanza, sotto qualsiasi forma esse siano.
Una riflessione: “dimmi dove viaggi e ti dirò chi sei”? Talvolta sì. Continua a leggere