Ciao Rachel, donna di pace

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Olympia, 10 aprile 1979 – Rafah, 16 marzo 2003
Rachel non aveva nemmeno 24 anni quando è stata ammazzata dalle ruspe israeliane. Aveva lasciato gli Stati Uniti per andare ad operare con l’International Solidarity Movement come attivista di pace in Palestina.

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Il 16 marzo di 10 anni fa, indossando il giubbetto arancione degli operatori internazionali e armata solo di megafono, cercò di contrastare pacificamente e per parecchie ore l’avanzare delle ruspe israeliane che in quei luoghi sistematicamente demoliscono le case dei palestinesi con pretesti regolarmente infondati.
La casa in pericolo, quel giorno, era quella della famiglia di un medico a cui Rachel si era affezionata nella sua breve permanenza a Rafah: ma nè il giubbetto arancione nè il megafono la salvarono dal bulldozer che le passò sopra due volte. Continua a leggere

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Restiamo umani?

Oggi ho solo alcune domande da porre.
Perché un conto è sapere che le cose sono successe, e stop. Un conto è leggere bene come sono successe. Dopo aver letto il libro di Vittorio Arrigoni “Restiamo Umani”, la mia prima domanda è: perché non c’è nessun responsabile israeliano (Olmert, Livni o chi per loro) imputato al tribunale internazionale dell’Aia per CRIMINI CONTRO L’UMANITA’? Continua a leggere

Israele e la sconfitta nelle sacocce d’Europa

In quest’estate di cataclismi e cambiamenti personali, la scrittura si fa loffia e la vita in rete rallenta. Ma non posso non parlare della Flotilla.
Nel panorama generale di assalto al potere marcio (dopo le rivoluzioni del Nord Africa e del Medio Oriente, l’Islanda, la Spagna, la Grecia, e in piccola parte ora un po’ anche noi in Italia), c’è una potenza che invece si rafforza ogni giorno che passa: Israele.
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