Perchè ho detto che SONO POVERA a tutta l’Italia

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Sì, più o meno a tutta l’Italia, dato che il post de L’Isola dei Cassintegrati dove dichiaro la mia povertà è finito in home-page su L’Espresso.
Michele Azzu e Marco Nurra avevano già dato spazio ad un pezzo della mia storia (QUI), ma poi il 3 gennaio ho letto QUESTO articolo, e dalla tastiera mi è uscito un commento:

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Ecco perchè, quando i ragazzi de L’Isola me lo hanno chiesto, ho deciso di metterci la faccia.
Perché la povertà non è una vergogna, ma una situazione in cui in alcuni casi ci si trova senza responsabilità alcuna. Sono ben altre le persone che dovrebbero provarla, la vergogna.
Quelli, ad esempio, che hanno detto: “Non vi abbiamo pagato perché non avevamo i soldi” e il giorno stesso arrivano in azienda con una dueposti nuova di fiamma, chiudono una Spa con milioni di euro di debiti e riaprono una Srl con denari caduti dal cielo di nostrosignore. Continua a leggere

Cassintegrazione felice: la mia storia da L’Isola dei Cassintegrati a Cosmopolitan

isola dei cassintegrati

Dopo essere stata raccontata sul blog dell’Isola dei Cassintegrati, ospitato da L’Espresso, la storia della mia cassintegrazione felice è finita anche su Cosmopolitan di Ottobre.
Ringrazio Michele Azzu, Marco Nurra, Annalisa Piersigilli e tutti coloro che hanno reso possibile la diffusione di un punto di vista diverso rispetto alla pura disperazione: spero che la forza, l’impegno e la speranza riescano in qualche modo ad averla vinta sul dramma che sempre più persone stanno vivendo e che è ormai un dramma sociale di portata devastante.
Cerchiamo di trovare vie d’uscita, non rassegnamoci alla sconfitta, apriamo le nostre vite ad esperienze e a cambiamenti che magari ci sembrano improponibili, ma magari potrebbero anche salvarci la pelle. Continua a leggere

La lotta di classe capovolta: oggi i ricchi fanno la guerra ai poveri

La lotta di classe capovolta: oggi i ricchi fanno la guerra ai poveri

Oggi ho deciso di celebrare il mio 11 settembre segnalando alcuni pezzi interessanti che ho letto in questi giorni: direttamente o indirettamente, legano questo anniversario (che è il quarantesimo del golpe cileno grazie al quale Pinochet cacciò Allende ed avviò il lungo periodo della dittatura militare e dei desaparecidos) alla volontà di analizzare la nostra storia economica e sociale di oggi.
Siamo in un momento storico in cui il ceto medio-alto si nutre come un parassita del ceto medio-basso e del suo torpore, con un opportunismo senza scrupoli che non pare avere nemmeno la lungimiranza di tenere l’ospite in vita per poter continuare a nutrirsene. Continua a leggere