Verso il 2030: il lavoro sarà migrazione, tecnologia, specializzazione

Miroslav Sasek

Miroslav Sasek

Nelle nostre mani, oggi, abbiamo dati (alcuni inconfutabili) che ci danno elementi importanti per prevedere quello che sarà il mercato del lavoro tra 15 anni.
Un panorama che interessa la mia generazione, ma soprattutto i giovani che ora sono in età scolare e dovranno fare i conti con un mercato molto diverso da quello attuale.
La scarsa natalità che si sta registrando in molti Paesi (non solo in Occidente, ma anche in Cina a causa della regola del figlio unico) porterà ad una crisi della forza lavoro laddove l’economia si sarà mantenuta sana e viva: a compensazione, sarà necessario attrarre professionisti e manodopera dall’estero.
Ma quali professionisti, quale manodopera?
Il ruolo rivoluzionario che la tecnologia sta avendo in questa fase dell’economia mondiale, imporrà (come in parte sta già facendo ora) una formazione sempre più alta della forza lavoro: operai specializzati, ingegneri, ricercatori, professionisti del digitale, tutti con almeno una lingua straniera nel proprio bagaglio professionale. Continua a leggere

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Emigrare dove

hit the road 3

Tutti l’abbiamo sentito dire fino alla nausea dopo aver appreso i risultati delle ultime politiche: “Emigriamo!”
Del resto, uno stato che vota al 30% le stesse persone che lo hanno condotto nella merda in cui si trova dimostra uno spirito suicida difficile da accettare. Se questo rigurgito d’indignazione civile si associa poi ad una crisi economica che non promette di finire, un mercato del lavoro che ogni giorno genera disoccupazione e disperazione, un’eurozona che sceglie l’austerity a tutti i costi sacrificando i diritti dei deboli e lasciando intoccati i privilegi dei forti, la voglia di andarsene rischia di dilagare.
Sì, ma andarsene dove?

hit the road
Questa cartina (grazie a Davide Scalenghe che me l’ha inoltrata) mostra le zone del mondo in (grave) recessione e quelle in crescita economica: andarsene da un paese in profonda crisi verso un altro che è più o meno nella stessa situazione non ha molto senso. Certo, non tutti stanno politicamente a pezzi come noi, quindi – in caso di ripresa – hanno più speranze di farcela, e di farcela velocemente. Continua a leggere