Quando il Wedding Planner racconta la vostra storia d’amore

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Racconto storie per lavoro. Le racconto per me, per le aziende che chiedono il mio supporto, per le destinazioni che mi accolgono.
Lo faccio perché le storie hanno valore e potere, ed è per questo che mi è piaciuto subito il progetto di SeSolo Wedding. Loro sono tre ragazze lodigiane che lavorano soprattutto (ma non solo) tra Milano e la bassa padana, organizzando eventi e matrimoni. Hanno ideato diverse formule, ma la mia preferita è la “Green”: matrimonio eco-friendly, natura, ville e cascine, prodotti a Km0. Semplicità, sostenibilità, e uno stile eco-chic che mi piace un sacco.
C’è un concorso fotografico aperto, in premio la possibilità di vincere la consulenza SeSolo per l’organizzazione del proprio matrimonio, ma per i dettagli vi rimando al comunicato stampa incollato alla fine di questo post.
Vi voglio parlare piuttosto dello storytelling dei sentimenti che le ragazze di SeSolo propongono agli sposi. Grazie alla collaborazione con artisti locali (musicisti, canzonieri, artisti, poeti, illustratori), creano il racconto della storia d’amore che è stata capace di portare due persone sull’altare, scegliendosi per tutta la vita. Un tributo all’unicità di ogni relazione, la valorizzazione di un percorso che non sarà mai uguale a quello di qualcun altro.
Mi sono commossa vedendo e leggendo alcuni loro lavori, io che non amo le cerimonie e i traguardi preconfezionati. Mi sono entusiasmata al loro stile e alla bravura dello staff, io che con lo scetticismo ci ho fatto una filosofia.
Non dovremmo mai perderci il racconto di ciò che siamo e di ciò che stiamo costruendo con le persone che amiamo. Perché al di là di riti e celebrazioni, la nostra storia è il canovaccio che ci porteremo sempre appresso e dentro, in continua evoluzione con le scelte che facciamo – più o meno consapevolmente – ogni attimo della nostra vita. Continua a leggere

Desolazione BIT e allarme Milano a un anno dall’Expo

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Sono in preda allo sconforto.
Immaginatevi un donnino di 160 cm che parte alla volta di Rho Fiera con una valigia vuota a traino che ha tutta l’intenzione di riempire nel Paese dei Balocchi. Immaginatevi poi lo sgomento di quella stessa donna che, una volta arrivata a destinazione, vede una delle fiere più belle di Milano, la BIT, ridotta all’ombra di se stessa: 4 padiglioni riempiti a malapena, pochi eventi messi insieme così, nelle ultime settimane, fermento esterno inesistente.
Quando mi sono accorta della frastornante assenza di Stati Uniti, Francia, Spagna, Regno Unito, Danimarca, Germania, Austria e Paesi Scandinavi, mi sono sentita sparire dalle mappe insieme all’Italia. Mezzo mondo (gli assenti sono molti di più di quelli citati) non ci calcola più, ci ha tagliato fuori, pensa sia inutile investire qui.
A un anno dall’Expo, questo è un messaggio devastante per la città di Milano.
Non dico per l’Italia intera, perché al TTG di Rimini l’autunno scorso ho visto molto più fermento e partecipazione: questo significa che se in parte l’Italia non è una piazza appetibile perché gli italiani non hanno più soldi manco per campare, la reputazione di Milano sta messa ancora peggio.
Mi ricordo quando alla BIT c’erano 12 padiglioni (di cui uno interamente dedicato alle compagnie aeree), colori e bandiere, abiti e sapori provenienti da 25 continenti (sembrava che il mondo fosse così generoso!). Lungo il percorso tra un padiglione e l’altro c’erano ristoranti aperti, botteghini, bancarelle, venditori di gelati, cioccolato, salsicce, sushi e brezel.
Ora è il deserto. Continua a leggere

A Engy girano le ruote. E un po’ anche a me.

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Sabato 11 Gennaio sarà una giornata speciale per me.
Mi sveglierò alle 4 del mattino per andare a vedere l’alba sulle montagne trentine, perchè per Brand-it-up Travel passeremo tre giorni a vivere e raccontare le meraviglie di #trentinriviera, il sodalizio tra mare e montagna, l’amicizia tra due regioni bellissime del nostro Paese: Liguria e Trentino.
Poi prenderò dei treni e arriverò a Milano, giusto in tempo per rifugiarmi nella scatola lilla, un luogo del cuore, la libreria di Via Sannio dove abita la mia Giulietta.
Qui, da “Il mio Libro“, ritroverò persone speciali, e avrò il piacere di presentare il nuovo libro di Voltalacarta Editrici “Mi girano le ruote”, di Angela Gambirasio (QUI il suo blog).
Una storia che non si regge in piedi” si legge nel sottotitolo, ma più che altro una raccolta di pagine esilaranti e spiazzanti che, tra un sorriso e un’amarezza, insegnano molto. 
Un libro che smonta “
l’iconografia classica del disabile” e dissacra molti stereotipi attraverso episodi di vita quotidiana che Angela Gambirasio racconta con grinta ed intelligenza. Continua a leggere

Nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne io dico OXFAM

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Ho dedicato molte energie, molto fegato e molte parole alle donne. Un lavoro quotidiano dentro e fuori di me, perché la causa femminile è dura da portare avanti in pubblico, ma lo è ancora di più in privato, dove si scontra con meccanismi più difficili da combattere perché hanno a che fare con i sentimenti e l’identità.
Mentre qualcuno mi ricorda che anche i libri che ho scritto sono un buon modo di onorare questo giorno e tutti i giorni (grazie a Marcella Onnis), io voglio per una volta staccarmi dalle parole e passare direttamente ai fatti. Ultimamente sto scrivendo poco sul mio blog personale, ma oggi è il giorno giusto per un post.
Sono stata chiamata a partecipare alla cena di gala che Oxfam Italia ha organizzato per il 5 Dicembre al Palazzo del Ghiaccio di Milano come membro del Social Media Team proposto da Amplr. Sarà una serata di raccolta fondi che quest’anno avrà come special guest Patti Smith. Continua a leggere

La notte dei lettori lussuriosi

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21 Giugno, solstizio d’estate. Letti di Notte ha compiuto un anno.
La fantastica notte bianca ideata dalla casa editrice Marcos y Marcos e dal libraio di Piazza Repubblica di Cagliari ha riportato un’altra volta le parole per le strade, ad animare la città.
Una festa dedicata soprattutto alle librerie e alle case editrici indipendenti, che si trovano – più di altre – a dover far fronte a questi momenti duri per l’economia e la cultura di questo paese impoverito.
200 librerie, 25 biblioteche e 40 editori hanno aderito all’iniziativa con aperitivi, letture, giochi, musica, mostre, concorsi e workshop: i luoghi dei libri hanno rivendicato il domicilio dell’incontro, dell’energia, della vita e del tempo conviviale.
Ho scelto di celebrare questo evento alla libreria di Cristina di Canio, Il Mio Libro, che qualche mese fa ha ospitato la presentazione milanese di Giulietta. Tra reading, musica, torte, frutta fresca, gelato, vino e birra, siamo arrivati tonici alla tombola degli incipit: ogni cartella riportava sul dorso l’inizio di un grande classico, e in palio c’erano tutti i libri degli autori presenti in omaggio. Un bottino ghiotto di cui solo i lussuriosi della pagina possono capire la portata libidinosa. Continua a leggere

Moda italiana: emigrata pure lei

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by Valentina Fontanella

Ieri sera stavo giusto leggendo (e condividendo) l’articolo “Se hai vent’anni vattene dall’Italia” quando mi capita sotto gli occhi un pezzo che il FashionCamp ha dedicato a Veronica Crespi, una delle nostre  connazionali che è espatriata, andando ad occuparsi di moda etica oltralpe: Londra, per l’esattezza.
Una delle riflessioni di Veronica:

E’ un vero e proprio paradosso: l’Italia sarebbe il territorio ideale per un tipo di moda incentrata sulla qualità della fattura, e che ha il vantaggio (economico per chi produce, ed ambientale) di una filiera molto corta. Invece proprio noi, creatori dello stile, ci facciamo invadere dalla moda cheap & trendy delle grandi catene, che sono tutte straniere. Certo, ci sono sempre le grandi firme italiane, ma ormai ciò che importa è solo la griffe, che non è più necessariamente sinonimo di qualità, e soprattutto – la cosa peggiore, questa – non è più garanzia di Made In Italy. Proprio i nostri stilisti hanno portato la maggior parte della produzione all’estero e stanno così contribuendo all’avvizzimento della nostra industria manifatturiera. E’ qui che io insisto che siamo noi consumatori a dover reclamare il ritorno a ciò che il Made In Italy è stato e può ancora essere – per esempio smettendo di comprare cosette da poco da Zara & Co.”

Purtroppo qui in Italia ormai la situazione economica è talmente tragica che spesso non ci si può nemmeno permettere Zara. A fronte del tasso di disoccupazione e dell’infimo potere d’acquisto delle buste paga che rimangono, lo shopping ha assunto tutta un’altra faccia: quella che non ci saremmo mai aspettati e che ci costringe ad evitare i negozi. Continua a leggere

Giulietta a Milano

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© foto di Marco Torcasio

Giovedì scorso c’è stata la prima presentazione di Giulietta a Milano, alla libreria IL MIO LIBRO: un esordio accogliente in questa bellissima libreria di Porta Romana che conoscevo di fama, per il lavoro encomiabile e coraggioso che Cristina di Canio – la titolare – sta facendo da tempo. O è destino che io mi imbatta in donne eccezionali, oppure le donne eccezionali sono ovunque.
Simone Zeni ha piacevolmente introdotto la serata, che è poi si è conclusa con spaghetti cacio e pepe in un ristorantino della zona.
A tutti quelli che si fossero persi l’occasione di questa chiacchierata intorno a Giulietta e alla sua storia, ricordo che da Cristina Giulietta vi aspetta: e ha qualcosa di molto importante da dirvi. Continua a leggere

La febbre del sabato sera (e i disturbi alimentari)

InstallazioneUn tavolo bianco, apparecchiato per quattro. Nei piatti, uno specchio. Lo specchio riflette l’immagine di chi si siede per mangiare.
Chiunque sia passato davanti al Teatro Nazionale di Milano nell’ultimo mese avrà senz’altro visto questa installazione sui disturbi alimentari: che non abitano nel cibo, ma dentro noi stessi.

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Proprio al Teatro Nazionale, giovedì 17 gennaio 2013, il musical in scena “La febbre del sabato sera”devolverà parte degli incassi ad ABA, l’associazione impegnata nella prevenzione, nell’informazione e nella cura dei disturbi alimentari. Anoressia e bulimia fanno parte dei tanti problemi su cui non si può far cadere l’indifferenza, perché hanno una valenza sociale e culturale che coinvolge la concezione di bellezza che ognuno di noi si porta dentro, incatenata o con le ali.
Qui a seguire trovate il comunicato stampa dell’evento e, se siete a Milano, siate al Nazionale giovedì sera.

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Siate ai Filodrammatici, lunedì

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La giornata mondiale contro la violenza sulle donne è appena passata, ma le iniziative degne di nota continuano: il lavoro da fare è notevole, e non ci si può fermare.
I tagli che stanno coinvolgendo la maggior parte dei finanziamenti pubblici stanno rendendo impossibile la sopravvivenza di molte realtà importantissime: tra queste, i centri antiviolenza, che sono spesso l’unica speranza per molte donne e famiglie che si trovano davvero nella disperazione più totale.
Ecco che Lunedì 10 dicembre, al Teatro dei Filodrammatici di Milano, andrà in scena LIBERTA’ MINATA, uno spettacolo di Debora Mancini, con testi di Virginia Woolf; Anne Sexton; Sylvia Plath; Alda Merini; Patricia Highsmith; Artemisia Gentileschi; Ipazia; Caterina de Medici; Auung San Suu Kyi.

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Entrata a offerta libera minima di 15 Euro: un momento di incontro e di riflessione che è anche una raccolta fondi, organizzata da Cerchi d’Acqua e volta a tamponare il bisogno ingente di risorse che soffoca il lavoro di queste associazioni.
Associazioni che per molte donne rappresentano la sopravvivenza e la vita.
Se siete a Milano lunedì sera, siateci.

VFNO, le vetrine e i poveracci

LANA SUTRA - A project by Fabrica (per Benetton)

Dopo un agosto passato a languire sotto l’aria condizionata, settembre mi accoglie con una rinascita godereccia di cui voglio perdermi ben poco.
Così mi sono fatta un giro anche alla VFNO, e per il terzo anno consecutivo mi sono consumata le suole per le vie di Milano, sulle scale dei negozi e in coda sui marciapiedi.
Qualità della manifestazione in decisa regressione, soprattutto perché quest’anno la VFNO ha perso l’occasione di intonarsi al contesto, tradendo definitivamente la propria missione: aprire la città e avvicinare i cittadini comuni al mondo della moda. Continua a leggere