Io odio il cancro

Io odio il cancro

Ci sono pensieri che non mi ci stanno nella testa, e il cancro è uno di questi. Non mi ci stanno sebbene ci abbia scritto un libro, e abbia passato gli ultimi due anni della mia vita a presentarlo in giro per l’Italia: un esercizio di esorcismo personale, una risposta alle mille domande che una risposta, di fatto, non ce l’hanno.
Nelle librerie, nelle biblioteche, nelle piazze, ci sono state persone che – a presentazione terminata – mi sono venute a raccontare la loro storia dolorosa, una lotta alcune volte finita bene, ma in molte altre conclusasi in un modo disperante.
Mi ricordo ancora di una bellissima donna sarda vestita di verde, che mi porse la sua copia di Giulietta e mi disse: “Scrivimi una dedica per mia figlia. Glielo farò leggere quando sarà guarita”.
Sua figlia aveva vent’anni, e non è mai guarita. Continua a leggere

La fine delle cose (ovvero: le palle si dimostrano al tramonto)

Ho sempre detto che è la fine delle cose ad interessarmi di più.
Gli inizi sono intriganti dal punto di vista narrativo: con i neurotrasmettitori a palla e tutta la fregola degli esordi, è sempre facile creare scenari coinvolgenti, spiaccicati su panorami irripetibili pieni di frasi ad effetto, nani, ballerine e fuochi d’artificio.
Anche se c’è chi è capace di essere noioso e banale anche all’inizio delle cose che crea e che vive, in linea di massima siamo piuttosto bravi a farci ricordare. Continua a leggere