PalFest 2013: il potere della cultura contro la cultura del potere

Me in Palestine - 2012

Me in Palestine – 2012

Dal 2008 ogni anno in Palestina ha luogo il PalFest, il Festival della Letteratura Palestinese promosso da personaggi prestigiosi come Harold Pinter ed Emma Thompson, nato per supportare la cultura di quella terra e di quel popolo sotto assedio.

An annual, traveling cultural roadshow that crosses the military checkpoints keeping its audience divided

Lentamente, sottovoce, la letteratura ha cercato di ridisegnare un percorso, e di ridare voce a chi è stato derubato, sradicato, sterminato e messo a tacere.
In questi giorni leggo gli aggiornamenti dell’edizione 2013 su Facebook, e respiro l’atmosfera degli eventi attraverso i resoconti di Susan Abulhawa, la scrittrice che avevo intervistato l’anno scorso, poco prima di andare in Palestina.
Il PalFest ha luogo nelle meravigliose terre di Betlemme, Ramallah, Gerusalemme, Haifa, Nablus, e finalmente Gaza: un itinerario che attraversa anche i check-point, quei luoghi di cui anch’io ho sperimentato l’arroganza quando mi si negò l’autorizzazione a rientrare in Israele da Jerico.
Ancora una volta, la cultura è la risposta più bella e più efficace per l’identità, il dialogo, la rinascita.
Se non avete mai letto nulla di palestinese, vi consiglio “Ogni mattina a Jenin”, edito da Feltrinelli. E dato che il blog per il quale avevo intervistato Susan non esiste più, ripubblico qui il pezzo.
Con molto amore. Continua a leggere

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Ciao Rachel, donna di pace

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Olympia, 10 aprile 1979 – Rafah, 16 marzo 2003
Rachel non aveva nemmeno 24 anni quando è stata ammazzata dalle ruspe israeliane. Aveva lasciato gli Stati Uniti per andare ad operare con l’International Solidarity Movement come attivista di pace in Palestina.

Rachel_corrie 2

Il 16 marzo di 10 anni fa, indossando il giubbetto arancione degli operatori internazionali e armata solo di megafono, cercò di contrastare pacificamente e per parecchie ore l’avanzare delle ruspe israeliane che in quei luoghi sistematicamente demoliscono le case dei palestinesi con pretesti regolarmente infondati.
La casa in pericolo, quel giorno, era quella della famiglia di un medico a cui Rachel si era affezionata nella sua breve permanenza a Rafah: ma nè il giubbetto arancione nè il megafono la salvarono dal bulldozer che le passò sopra due volte. Continua a leggere

La favola del Natale 2012

Banksy

Banksy

Due settimane fa mi sono schiantata con la macchina contro un albero: la neve, le strade di campagna, le gomme invernali ancora da infilare. Non mi sono fatta nulla, ma bye bye tredicesima. Questo, tra le altre cose, ha significato pochi e piccoli regali ai miei cari, e niente per me.
Ma quando sono stata in Sardegna durante il mio ultimo tour di presentazione di Giulietta, alla libreria Emmepi di Macomer ho comprato tre libri (sebbene non avessi spazio in valigia, non ho resistito, come al solito): uno di questi era “Il viaggio di Vittorio”, scritto da Egidia Beretta Arrigoni.
Sulla copertina sta scritto: “Questo figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che, come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi”. Appena l’ho letto ho pianto. Continua a leggere

Israele e la sconfitta nelle sacocce d’Europa

In quest’estate di cataclismi e cambiamenti personali, la scrittura si fa loffia e la vita in rete rallenta. Ma non posso non parlare della Flotilla.
Nel panorama generale di assalto al potere marcio (dopo le rivoluzioni del Nord Africa e del Medio Oriente, l’Islanda, la Spagna, la Grecia, e in piccola parte ora un po’ anche noi in Italia), c’è una potenza che invece si rafforza ogni giorno che passa: Israele.
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