Io vi maledico

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Da venerdì dentro di me ci sono un dolore e un grido.
Scrivo queste righe per non morire di asfissia e di rumore, dopo giorni di silenzio e rabbia.
Oggi vorrei che fossero vere tutte le leggende e le superstizioni che, lungo la storia, hanno vestito le donne da streghe. Oggi vorrei chiamarle tutte a raccolta, quelle torturate o arse sui roghi e quelle che l’hanno scampata.
Mi piacerebbe che la mitologia della Grande Madre si facesse carne, flusso e magia, e che scendesse sopra gli uomini, che entrasse loro dentro.
Parlo di noi che viviamo in sincrono con la luna e le maree, noi che abbiamo imparato a sentire per sopravvivere, parlo di noi che abbiamo la biologia e la chimica di chi deve accudire, conservare, proteggere e tramandare, ed esattamente per questo abbiamo avuto in dono l’empatia.
Parlo soprattutto di me, che non condivido l’uccisione di un colpevole, figuriamoci cosa mi provoca l’esecuzione di un innocente.
Parlo di me che vi maledico, voi vermi che spargete sangue senza colpe, voi codardi che spezzate vite disarmate. Che siate terroristi o Presidenti, Papi o militari, che stiate obbedendo o ordinando, io vi maledico augurandovi vite lunghe in cui improvvisamente arrivino coscienza ed empatia.
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