Emigrare dove

hit the road 3

Tutti l’abbiamo sentito dire fino alla nausea dopo aver appreso i risultati delle ultime politiche: “Emigriamo!”
Del resto, uno stato che vota al 30% le stesse persone che lo hanno condotto nella merda in cui si trova dimostra uno spirito suicida difficile da accettare. Se questo rigurgito d’indignazione civile si associa poi ad una crisi economica che non promette di finire, un mercato del lavoro che ogni giorno genera disoccupazione e disperazione, un’eurozona che sceglie l’austerity a tutti i costi sacrificando i diritti dei deboli e lasciando intoccati i privilegi dei forti, la voglia di andarsene rischia di dilagare.
Sì, ma andarsene dove?

hit the road
Questa cartina (grazie a Davide Scalenghe che me l’ha inoltrata) mostra le zone del mondo in (grave) recessione e quelle in crescita economica: andarsene da un paese in profonda crisi verso un altro che è più o meno nella stessa situazione non ha molto senso. Certo, non tutti stanno politicamente a pezzi come noi, quindi – in caso di ripresa – hanno più speranze di farcela, e di farcela velocemente. Continua a leggere

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Ho smesso di inviare curriculum

banksy1

Ho lo stesso stipendio da 13 anni.
13 anni fa ero una signora. Oggi faccio la spesa al discount e non riesco più a viaggiare, faccio fatica a pagare le bollette e mantenermi la macchina è un peso.
Nell’azienda per la quale lavoro sono una dei cinque sopravvissuti a due ondate di cassa integrazione, ma ormai tutti sappiamo di avere i giorni contati, a meno che qualche misericordioso e improbabile investitore estero non arrivi a salvarci il culo.
Un mese fa ho anche smesso di inviare curriculum, e di candidarmi inutilmente a posizioni professionali per le quali sono o troppo qualificata, o troppo retribuita, o troppo a tempo indeterminato.
Di fronte ad un potere d’acquisto quasi inesistente dei nostri stipendi, le retribuzioni diminuiscono: una vergogna immonda.
E allora ho smesso questa attività estenuante di ricerca di un lavoro d’ufficio. Non che io sia choosy eh: mi sono candidata pure per la stalla, offrendomi come inseminatrice di vacche in un’azienda di Cavatigozzi.
Sono stanca di buttare il mio tempo setacciando Monster o Infojob, e perseguitando gli uffici di selezione alla ricerca di un posto decente e, a conti fatti, inesistente.
Ho deciso di buttarmi in una nuova avventura, sfruttando tutta la mia esperienza nel blogging, nel marketing, e nel social media management: si chiama Brand-it-up. Continua a leggere