Dal Festival del Giornalismo di Perugia una lezione di coraggio e dignità

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Qualche giorno fa la doccia fredda: l’edizione 2014 del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia non si farà.
Lo hanno dichiarato gli organizzatori sul sito dell’evento, ed è stato subito subbuglio generale.
Una delle migliori manifestazioni culturali italiane ha deciso di tirare i remi in barca per carenze di budget, ma i retroscena raccontano una storia più difficile da digerire: molto italiana nelle cause, potenzialmente rivoluzionaria negli effetti.
Nella conferenza stampa di stamane, Arianna Ciccone e Chris Potter hanno spiegato l’infinito teatrino del potere, la difficile gestione delle dinamiche dei finanziamenti pubblici e dei giochi di forza, i problemi insormontabili che si incontrano cercando – semplicemente – di far bene il proprio lavoro. Continua a leggere

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La cosa più difficile da spiegare ai ragazzi

Giovedì probabilmente inizierò a insegnare in una scuola privata di Milano. Una scuola dove si recuperano gli anni persi e le bocciature: sfida complicata.
Hanno chiamato me perchè l’approccio didattico accademico non ha funzionato: insegnerò scrittura e composizione. L’ITAGLIANO, insomma.
So che la sfida più difficile sarà quella di spiegarli perchè mai debbano imparare a scrivere correttamente, in un paese che propone figure di successo e riferimento che scrivono così:

 

 

 

 

 

 

Pendolari e Twitter: un buon matrimonio

Ci sono due tipi di emergenza: la catastrofe, l’evento imprevisto e sporadico da una parte, e l’emergenza cronica dall’altra.

Durante il workshop “Cronaca dell’emergenza e giornalismo partecipativo” che si è tenuto al Festival del Giornalismo di Perugia il 26 Aprile, Danilo Fastelli ha raccontato della copertura che il Tirreno ha dato al naufragio della Concordia e Diana Letizia di come il Secolo XIX si è occupato dell’alluvione di Genova: due eventi tragici che hanno colpito il nostro paese di recente e che le redazioni locali hanno affrontato anche grazie alle informazioni fornite dal basso e al contributo dei cittadini e dei lettori.
L’informazione partecipativa, se correttamente gestita, si rivela regolarmente un bacino di risorse preziosissime.
In questo post voglio proporre l’esperienza di Marianna Bruschi, una giornalista che per la Provincia Pavese dallo scorso dicembre si sta occupando di #trenipv, un progetto dedicato all’emergenza cronica dei pendolari che viaggiano con Trenitalia e Trenord, soprattutto sulla tratta Pavia-Milano. Continua a leggere

Le vostre vite su Twitter

Raccontare di sé in 140 caratteri non è semplice, e se i twitt hanno creato una sorta di linguaggio cinguettante che deve sapersi bastare (liberando in alcuni casi genialità insospettate), le bio di Twitter raccontano molto degli utenti – nel bene e nel male: in alcuni casi sono leggere, ironiche ed esilaranti, in altri sono grevi come rutti e maledizioni.
Tanto che ci sarebbe molto da dire.

(l’italiano invece non ti ha mai incuriosito, a quanto pare)

(ognuno ha i sogni che si merita)

(una personalità dellamadonna)

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Sempre più pazzi per i social network

Lavoro moltissimo, 18 ore al giorno, mi alzo dal computer giusto il tempo di dormire e di leggere qualcosa. Ultimamente anche per cucinare, e infatti sono entrata in crisi cronometrica. Chissà se quando mi scadrà il contratto per Maggie e ritornerò alle mie modeste 8 ore quotidiane mi rimarrà qualche amico.


In ogni caso, nel frattempo, la mia vita sui social – già intensa prima – si è notevolmente infittita, per necessità e s-virtù.
Ora poi se ne sono aggiunti un paio, e la situazione rischia di precipitare.

Prima di tutto Pinterest, che per gli amanti delle immagini è una vera droga: un network di condivisione di fotografie e video, a partecipazione prevalentemente femminile (70%), dove poter postare (“pinnare”) le proprie foto e “ripinnare” quelle degli altri inserendole nei propri album.
Un’ottima viralità per chi commercializza prodotti, ma fondamentalmente un luogo dove ci si scambia bellezza e frustrazione: la casa che non potrai mai pagarti, il vestito che non riuscirai mai ad indossare, l’oggetto che non riuscirai mai ad inventare, i luoghi in cui non ce la farai mai a viaggiare.

Io però ho creato anche un album dedicato alla dieta che sto seguendo (la famigerata Dukan), con tutti i piatti terrificanti che mi tocca cucinare per sopravvivere: una vera raccolta di orrori, in attesa che Monsieur Dukan le veda e mi faccia causa per la pessima pubblicità che gli faccio. Continua a leggere