Facebook e i serpenti

Un giorno un’amica esce a fare una passeggiata per le campagne attorno a casa. Con lei, il suo smartphone.
Ad un certo punto fa un incontro inquietante, e decide di condividerlo con gli amici di Facebook.

Luca Canova, un segnalatore del Progetto Atlante, sottolinea l’importanza della segnalazione: il Saettone non si vedeva in zona da almeno 30 anni.

Atlante da anni ormai si occupa di fornire una mappatura di alcune specie animali e vegetali del nostro ecosistema. In generale si tratta di iniziative avviate da esperti che mirano a definire la distribuzione di animali o vegetali. Il Progetto Atlante Anfibi e Rettili mira a mappare la distribuzione, su scala nazionale, di anfibi (rane e rospi) e rettili (serpenti e lucertole).
Sviluppato su carta fino ad oggi, il progetto sta per sbarcare sul web attraverso una piattaforma sviluppata dall’Università di Pavia.
Avranno contemplato il possibile, importante contributo di segnalatori muniti di smartphone, studenti o normali cittadini che siano? Appoggiandosi magari ai social per costruire una community che produca anche sensibilizzazione e formazione?
Grandi potenzialità.

Io c’ero.

La convergenza planetaria favorevole agli idoli continua in questo autunno 2010 ricco di palpitazioni, e anche questa volta la pioggia scrosciante battezza gli incontri epocali.
Roberto Saviano è all’Università di Pavia, impossibile perderselo. Saviano val bene due ore di permesso, l’acqua-planning sull’asfalto inondato che sembra quasi surf , i capelli cotonati dall’umidità e la minaccia dell’influenza incombente.
Quattro ore di coda che mi valgono la pole position e la schiena distrutta, ma che fanno la differenza tra chi entra e chi resta fuori: 250 posti disponibili, di cui 150 riservati alla stampa e alle “autorità“.
I blogger non se li fila nessuno, e allora codeggio senza accredito insieme a quella che è una delle genti più belle d’Italia: il popolo di Saviano, quello che ancora ci crede e vuole dimostrarlo.
Tra unità cinofile, polizia, carabinieri, artificieri e squadre speciali, ci sentiamo assediati ma forti: e siamo tanti. Continua a leggere