Io, la Sardegna e Instagram

Io, la Sardegna e Instagram

Una vacanza di lavoro, quella in Sardegna dell’estate 2013, vissuta molto attraverso Instagram. Due settimane vissute alla ricerca delle strutture ricettive da inserire nel nuovo blog della nostra agenzia dedicato ai viaggi e allo storytelling dell’accoglienza: prepariamo contenuti e itinerari per BRAND-IT-UP-TRAVEL, la nostra nuova creatura.
E intanto raccontiamo i luoghi, e iniziamo da una Sardegna che è tutt’altro che solo mare. Qui metterò qualche scorcio del mio racconto d’immagini su Instagram. A fine mese arriveranno le foto vere, i post, le storie. Continua a leggere

I vostri viaggi visti da qui – Andata e Ritorno

Quest’estate, costretta a rimanere a casa, passando due settimane per lo più in posizione orizzontale sotto lo split dell’aria condizionata, mi sono potuta godere gli album fotografici che i miei contatti di Facebook pubblicavano man mano.
E se da una parte i piedi scalpitano e il cuore brucia di invidia per tutti i posti in cui non sono ancora riuscita ad andare, dall’altra provo un sottile godimento riflesso per quello che gli altri condividono sui social: esiste un potere emotivo e creativo anche solo nella contemplazione, soprattutto quando la narrazione fotografico-didascalica riesce a prendermi per mano.
Tra le quattro/cinque vacanze che mi hanno incuriosito, affascinato e fatto venire l’acquolina del desiderio, vi propongo alcuni scatti di tre di amici: due – sarà un caso? – sono artisti: Mara Brioni (fotografa) che è stata in Islanda, e Corrado Zeni (pittore) di ritorno da Borneo e Indonesia. Il terzo è Marco Mazzei, che con le sue settimane di twitt e di scatti mi ha prepotentemente fatto sentire con lui negli States: lungo la Route 66, da Chicago all’Arizona, per finire poi a Austin e New Orleans.
L’ingordigia di stimoli, l’incetta di immagini, odori, persone: un mondo fertile di scenografie, gravido di esperienze, tutte là fuori, più o meno pronte ad accoglierci.

Grazie a tutte quelle persone in grado di regalarci emozioni con le loro narrazioni a distanza, sotto qualsiasi forma esse siano.
Una riflessione: “dimmi dove viaggi e ti dirò chi sei”? Talvolta sì. Continua a leggere

Almeno un libro in valigia

Vi vedo, attraverso i social network, partire e tornare, mandare messaggi dalle spiagge, dal lago o dalle vie dello shopping e dal lungomare delle bancarelle, sfidando il caldo disumano, mentre io rimango barricata nel mio regno vampiresco fatto di persiane abbassate e aria condizionata, in attesa del fresco della Francia del Nord.
Partire senza un libro da leggere, però, porta una sfiga della madonna – non dimenticatelo – e allora lancio nell’etere alcuni consigli per il tempo ozioso che vi attende, sotto l’ombrellone o all’ombra di un corbezzolo.
Appuntatevi prima di tutto due nomi: Emmanuele Bianco e Sacha Naspini.
Due giovani scrittori che è doveroso leggere.

I cariolanti, di Naspini, è un libro vivo, intrigante, fecondo.
Bastiano – il protagonista – è l’eroe negativo per eccellenza, il bambino cannibale per necessità, l’adulto assassino per istinto, a compimento dell’imprinting sanguinario spiccio ed elementare.
Una vittima senza colpe, vessillo dell’innocenza del male, che si trasforma nel carnefice inconsapevole ma lucido, coerente, avveduto.
Mediocrità animale senza scampo o arte ancestrale di sopravvivenza? Dove inizia la responsabilità individuale, incuneata in quella sociale, storica, antropologica?

 

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