La macellazione

La sua storia l’avevo già letta su mille giornali. Poi il mese scorso mi sono trovata all’aeroporto di Dubai a dover riempire le ore d’attesa per il volo di ritorno, e mi sono infilata in libreria per dare sfogo alla mia abituale compulsività. Trovo la sua foto stampata sulla copertina di un libro, il suo libro. La sua vita. Lo compero senza indugio.
Ieri comincio ad immergermi nelle sue fantastiche pagine, che raccontano di deserti e nomadi, di bestiame e tende, di ricerca d’acqua e aride semplicità da mille e una notte sotto una sole somalo che io posso soltanto immaginare con desiderio. Pagine di struggente poesia, e una vita tanto lontana dalla nostra che sembra non poter essere nemmeno reale, e che esercita forse anche per questo un fascino esotico travolgente e puro.
Ma la storia di Waris la conoscevo, sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento della rabbia, quella bruttezza attesa che a pagina 62 mi si sbatte in faccia con il titolo “Becoming a woman”. Continua a leggere