Sono come la Milady di Vecchioni: non ho voce e canto. Ma a volte entro in crisi d’identità, e mi capita di sentirmi
Melman di Madagascar
. O la figlia del Barone Rampante, quella nata sul ciliegio il 28 Giugno 1974.
Detesto sudare, e di riflesso rifuggo ogni attività fisica che mi porti a farlo.
Per questo motivo mi sono dedicata ad attività a basso impatto aerobico.
Sono autrice, produco contenuti per le aziende e mi occupo di comunicazione e strategie digitali.
Dopo anni passati a lavorare per alcune multinazionali, ho deciso di muovermi in spazi più flessibili e aperti e mi sono dedicata alle piccole e medie imprese.
Ho sviluppato
progetti di storytelling aziendale e di prodotto
nel campo della moda, del Real Estate, del design, del turismo. L’ho fatto anche per un’azienda di pompe funebri, ed è stato forte.
QUI
il mio profilo Linkedin.
Sul mio blog personale troverete solo i pensieri sbadati che mi vengono mentre mi asciugo i capelli, porto fuori il cane o cammino per la campagna cercando di smaltire (invano) i carboidrati in eccesso.
Su Globetellers, il magazine di viaggi che ho creato con il mio compagno, qualche dettaglio in più sul lavoro che facciamo .
Scrivetemi a: info [at] globetellers.com
Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.
Complimenti per quel che scrivi e quel che pensi.
Mi presento sono Josè Pascal (figlio del fù Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).
Volevo invitarti a visitare il mio blog ed eventualmente collaborare.
Se ogni giorno vorrai una lettera mi invierai a inparolesemplici@elenatorresani.com
buona giornata e a presto spero
Ti ho trovato incappando per caso in Aftersix mentre ero alla ricerca di un’immagine, ci ho navicchiato un po’ perché non lo conoscevo (penso di aver incontrato Stefano Barazza nei miei trascorsi professionali) e poi ho curiosato nelle tue pubblicazioni. Come sei graffiante, incazzosa e provocatoria, scrivi bene, giurerei che sei del primo lustro dei Settanta. La presentazione di Giulietta è molto invitante.
A presto!
Chi arriva qui per la prima volta trova un angolo di scrittura che non chiede permesso e non si scusa di esistere. Il tono è quello di una donna cosciotta che ha imparato a stare al mondo con ironia e con una certa ostinazione, senza indossare maschere troppo comode. Le pagine raccolgono pensieri, letture, piccole ossessioni quotidiane e quella voglia di dire le cose come stanno, anche quando il risultato è scomodo. Non c'è un programma da rispettare né una linea editoriale rigida: c'è solo la voce di chi scrive, con le sue crepe e le sue certezze.
L'immagine della lotta contro i mulini bianchi accompagna tutto il sito come una specie di insegna affettiva. Non si tratta di eroismo, quanto piuttosto della testardaggine di chi continua a fare la propria parte anche sapendo che il vento non sempre gira a favore. Ogni articolo è un piccolo assalto, una presa di posizione leggera ma non superficiale, che nasce dal bisogno di mettere in parole ciò che altrimenti resterebbe un brontolio interiore. Chi legge riconosce in questo atteggiamento qualcosa di familiare, quella testa dura che tutti portiamo addosso e che a volte ci salva.
Il riferimento alla Milady di Vecchioni racconta bene il paradosso di questa scrittura: non avere voce eppure cantare lo stesso. È un modo per dire che si può comunicare anche partendo da una posizione defilata, da una timidezza che non si arrende e che trova nella pagina scritta il proprio palcoscenico. Così i testi alternano momenti di sfogo a passaggi più raccolti, quasi sussurrati, dove l'ironia lascia spazio a una malinconia gentile. Non è un caso che il lettore venga invitato a fermarsi, a leggere con calma, ad ascoltare quel canto che non ha bisogno di volume per farsi sentire.
Le crisi d'identità sono un altro tema ricorrente, affrontate sempre con autoironia e senza drammi eccessivi. Sentirsi a volte come un personaggio spaesato, capitato per errore in un film che non è il proprio, è un'esperienza che accomuna molte persone e che qui diventa materia narrativa. L'autrice non si prende troppo sul serio e proprio per questo riesce a risultare credibile, trasformando il disorientamento in un pretesto per raccontare il mondo da una prospettiva obliqua. Ne viene fuori un ritratto sincero, fatto di contraddizioni accettate e di piccole battaglie quotidiane combattute con leggerezza.
Il richiamo alla figlia del Barone Rampante suggerisce un altro elemento importante: il desiderio di guardare le cose dall'alto, di salire tra i rami per osservare la vita con uno sguardo diverso. La scrittura diventa allora un ciliegio immaginario da cui scorgere i dettagli che sfuggono a chi resta a terra. Da lassù si vedono meglio le assurdità del mondo adulto, le convenzioni che nessuno mette in discussione, le piccole gioie che meritano di essere raccontate. È un invito a prendere le distanze, a respirare, a scegliere con cura le parole prima di lasciarle andare.
C'è poi una dichiarazione di antipatia sincera verso la fatica fisica, verso il sudore e tutto ciò che comporta uno sforzo corporeo prolungato. È una confessione che strappa un sorriso e che serve a definire il carattere di chi scrive meglio di qualsiasi biografia ufficiale. L'attività preferita resta quella mentale, il ragionamento lento, la lettura sdraiata, la conversazione che si allunga senza orari. Da questa pigrizia rivendicata nasce una scrittura riflessiva, che non ha fretta di arrivare al punto e che si concede digressioni, parentesi e piccole deviazioni felici, proprio come una chiacchierata tra amici.
Il blog è anche un quaderno di letture, un luogo dove i libri diventano pretesti per parlare di sé e del mondo. Le recensioni non si limitano a giudicare, ma raccontano l'esperienza del leggere, le sensazioni che restano dopo l'ultima pagina, i personaggi che continuano a girare per la testa. C'è attenzione per le storie che sanno graffiare, per le voci fuori dal coro, per gli autori capaci di dire cose scomode con eleganza. Chi passa di qui spesso trova uno spunto per la prossima lettura, oppure il desiderio di riprendere in mano un libro lasciato a metà.
I commenti dei lettori sono parte integrante di questo spazio, e spesso diventano il pretesto per nuove riflessioni. C'è chi arriva per caso, chi curiosando tra le pubblicazioni riconosce un tono familiare, chi si ferma a lasciare due righe di complimenti o una battuta complice. Ogni intervento aggiunge un tassello a una conversazione che non ha fretta di concludersi, e che anzi si nutre di rimandi, ricordi condivisi e piccole complicità. È un modo gentile di stare insieme a distanza, fatto di parole scritte con cura e di quella disponibilità che rende piacevole tornare.
Nel complesso il sito è uno spazio editoriale semplice e curato, dove il contenuto viene prima di tutto il resto. La grafica essenziale, i colori caldi e le linee sottili lasciano respiro al testo e invitano alla lettura senza distrazioni. Non ci sono effetti speciali né artifici, ma una scelta precisa di sobrietà che rispecchia il carattere di chi scrive: diretto, ironico, un po' ruvido in superficie e profondamente umano sotto. Chi cerca una voce autentica, capace di far sorridere e di far pensare nello stesso momento, trova qui un posto dove tornare volentieri, un articolo alla volta.
Sì, sono del primo lustro dei ’70
:))
Grazie Mosè
:))
Parteciperò alla prossima presentazione del tuo secondo libro.
Il primo mi ha entusiasmata.
Attendo con ansia…
…nel mio Privé, che ha regole severissime e del quale, al momento, sono l’unico socio…
A presto
Laura
Grazie Laura, ti aspetto…. :))
sono capitato qui per caso
e ci sono rimasto un bel po’ passando parte del pomeriggio sdraiato sul tuo divano, ora mi leggo uno dei tuoi libri
grazie
michele
Felicissima
🙂
Ciao, sono arrivato qui per caso, ma devo dire di aver trovato veramente un bel blog, belli articoli, tornerò a trovarti! E poi, da goloso, la foto di questa sezione (“about”) è sensazionale! Vieni a trovarmi sul mio blog, mi farebbe molto piacere.
Giacomo
http://ultimafila22.wordpress.com/
Grazie Giacomo, volentieri
🙂
Che bella scoperta il tuo blog. Grazie, ne avevo bisogno.
Bel blog, una bella scoperta!
In seguito al tuo post sui nostri prodotti, di cui ringrazio ancora, ho girato un po’ il blog. Bello. Complimenti!
Non ho un blog, sono troppo impegnato a leggere quelli degli altri.
Ciao Elena, ho letto la tua storia di vita sull’isola dei cassaintegrati e vorrei farne un articolo anche per il sito e web radio che ho fondato (ovviamente mettendo un link alll’isola). Non riuscendo a trovare un tuo indirizzo mail diretto, mi sono permessa di lasciare questo commento, che puoi tranquillamente cancellare se non sei interessata all’articolo e/o se non è attinente alla pagina “Chi sono” 🙂
ciao o salve se posso darti del tu. Mi chiamo Antonio, da Trieste. Sei una persona che dice quello che pensa. Posso chiederti quanti anni hai? io ho quaranta. Sono dipendente del comune di Trieste con un contratto a tempo indeterminato. Cordiali saluti. Antonio.
Ciao Elena, ho approfittato di un classico Liebster Award per nominarti.
Indipendentemente dalla “catena”, credo che il tuo blog meriti di essere sempre più conosciuto (ammesso che ne abbia bisogno!).
Spero che arrivino presto altri post da Londra! Ciao!
https://lexpensatorelaowai.wordpress.com/2015/06/10/un-altro-liebster-award/
Grazie Stefano, lusingata 🙂