Schifosissimi Bravi Ragazzi

Non è la prima volta che affronto il tema dei “bravi ragazzi”, ma è una categoria (come quella delle “belle persone”) che infiamma ogni ipocrisia possibile.
Ultimamente mi sono ripetutamente trovata ad esprimere la mia assenza di stima per uomini giudicati comunemente dei “bravi ragazzi”, appunto, e sono stata aspramente criticata (talvolta solo con silenzi piccati o con sguardi pieni di sdegno). Cercherò quindi di spiegare qui cosa guida il mio atteggiamento critico.
Personalmente, un uomo devoto e innamorato, serio, mentalmente dinamico, socialmente presentabile, simpatico, divertente, non è per niente un bravo ragazzo se è un razzista o un omofobo.
Se tra un bacio alla sua donna e un gelato ai suoi figli mi dice che “froci e negri” li metterebbe tutti a “far da combustibile nei forni”, io non lo giudico per niente un bravo ragazzo, ma uno schifo d’uomo.
Ed è inutile che mi si dica: “Ma sai che scherza, non sarebbe capace di far male a una mosca”: io non la giudico per niente un’attenuante, proprio per la grande responsabilità che ogni parola (non solo pensata, ma anche detta a voce alta) porta con sé.
Un marito premuroso e padre impeccabile che attacca una malattia venerea alla sua donna, per me non è un brav’uomo: per quanto sua moglie si convinca di essersi infettata nella toilette dell’Autogrill, per me rimane una merda o un cretino (tendenzialmente le due qualifiche convivono).
Ovviamente ognuno pesa le persone e calibra la stima in base alla propria personalissima scala di valori, ma personalmente non basta non aver commesso un omicidio o pagare le tasse per godere del mio benvolere. E tra un minimo sindacale di tollerabilità e il massimo livello di stima, esistono gradini intermedi di passabilità che non sempre mi strappano applausi, soprattutto se si tratta di persone che ruotano intorno al mondo dei miei affetti.

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31 thoughts on “Schifosissimi Bravi Ragazzi

  1. Condivido al 100% il tuo giudizio sui cosiddetti “bravi ragazzi”, soprattutto su quelli che vanno a messa la domenica e che mia nonna definiva lapidariamente “mangia ostie e caca diavoli”!
    Ciao, buona notte e buona domenica.

  2. Pungente, ma brillante come sempre. Condivido ma non generalizzo… Anche per me le “brave persone” non possono e non devono avere atteggiamenti che non sono umanamente ( e meno che meno cristianamente, per chi crede) accettabili. Purtroppo poi c’è troppa gente che la domenica viene a scambiare il gesto di pace nelle chiese ed appena esce tratta a calci chi stà facendo l’elemosina , non perchè povero ma perchè di colore !!!!! Anche se ce ne tanta che ci crede e soprattutto capisce quel gesto. P.S. comunque scateni sempre le curiosità più subdole in quanto il pensiero corre subito a tentare di immaginare chi sono i protagonisti dei tuoi scritti …. Roberto

  3. Partirei dal fondo quando scrivi: “Ovviamente ognuno pesa le persone e calibra la stima in base alla propria personalissima scala di valori”
    Ho la sensazione che anche le personali scale di valori di ognuno di noi siano globalizzate da tanto mi paiono standardizzate nelle espressioni nelle reazioni, nei comportamenti, indipendentemente dai valori etici di facciata, sbandierati o presunti che siano.
    Tristemente vero, comunque
    besos

      • Io non so se tu ne sai qualcosa e, se ne sai qualcosa, in che termini lo sai. Per quanto mi riguarda, credo che la vita che conduciamo, gli amici che ci scegliamo, le lotte che portiamo avanti, devono essere la testimonianza degli ideali che di cui ci facciamo promotori. Se la nostra vita a livello pratico non ne è testimonianza, gli ideali e la paventata resistenza sono solo carta da culo.

  4. Va tutto bene finchè non si diventa ciechi, Elena.
    E troppe certezze accecano, non permettono di vedere oltre.
    Ed i conti si tirano alla fine
    e, permettimi, quella sugli amici – o i partners, perchè no – che ci scegliamo è davvero una bruttu frase, per quanto mi riguarda.

    • Per me no, per me non è affatto una brutta frase, anzi, è un bellissimo traguardo: perchè le amicizie che mi sono scelta sono tutte amicizie con cui condivido gli ideali e le lotte. Le mie frequentazioni sono perfettamente in linea con ciò in cui credo: la mia era un’affermazione assolutamente positiva.
      Mi dispiace davvero che tu la trovi brutta: io la giudico una conquista, oltre che una dimostrazione.
      Non ho fatto menzione ai partner, non so perchè lo faccia tu, avrai i tuoi motivi.
      E temo che tu confonda la cecità con l’avere gli occhi bene aperti, puliti da quell’ipocrisia fetente secondo la quale io devo sorridere quando tra compari si scherza sul “cravattino” con cui si sgozzano i “negri” per “intrattenere” un’amica che sta partendo per una missione umanitaria in Congo.

      • beh ognuno è libero di scegliersi i traguardi e le conquiste che vuole, ovvio.
        continuo a non trovare positiva la tua affermazione sulla scelta degli amici. La trovo discriminante a prescindere.
        Ne ho avuti molti di amici con cui condividevo ideali e lotte, a parte quelli che sono morti o sono vecchi rincoglioniti disillusi come me, han fatto quasi tutti carriera, anche in tv e la maggior parte adesso votano per silvio o umberto.
        Forse perchè avevano il sederino della bambagia, forse perchè avevano in progetto di emergere e seguivano l’onda, forse perchè hanno avuto culo.
        Nel bene e nel male posso solo dire che almeno non sono cambiato e che, parafrasando una frase del film Zabriskie Point di antonioni, sono ancora davvero pronto a morire, ma non di noia.
        E ribadisco, i conti si fanno sempre alla fine.
        In quanto all’amica che sta in Congo, posso solo rivolgerle un pensiero sincero ed affettuoso, perchè è certamente una persona che vive senza ipocrisie, che si è scelta una strada difficile, dura ed alla quale va tutto il mio rispetto ed affetto per il suo coraggio per quello che fa e per come lo fa.

      • La mia non è affatto una “discriminante a prescindere”: io frequento, e scelgo. Mai scelto (o depennato) amici a prescindere. E, ti dirò, magari una frase razzista e omofoba la digerisco ancora. Magari anche due. Poi però alla decima decido, lucidamente e consapevolmente, che quella persona non rientra tra quelle con cui io voglio passare il mio tempo. Sono scelte, come dici tu: e io scelgo in base alla mia scala di valori.
        Per quanto riguarda l’amica in Congo, sono contenta che tu le rivolga questi bei pensieri: il problema, vedi, è che io ti ricordo tra quel gruppo di compari che rideva raccontandole del “cravattino”, qualche sera prima che lei partisse.
        Io ero lì, non me ne sono andata perchè dovevo parlarle, ma – almeno – non ho riso. Non ho riso per niente. Non so come mai. Proprio non mi veniva.
        Come dici tu, ognuno nella vita è libero di scegliersi i traguardi che vuole.

  5. ah che delusione….. mettere le cose sul piano personale è sempre una sconfitta, soprattutto quando lo si fa in modo pretestuoso e fuori contesto, per aver ragione a tutti i costi, come fai tu.
    di quello che scrivi non commento oltre, magari ne riderò a breve con la diretta interessata raccontandoglielo, come ne abbiamo riso con lei a suo tempo.
    Del resto di me sai poco o nulla, certi giudizi valgono come una scorreggia nell’universo, per usare il tuo linguaggio.
    Del resto c’è chi magari fa battutacce del genere senza peraltro che queste rappresentino il suo pensiero o la sua coscienza e chi invece, magari, nel pieno delle proprie presunte pulsioni umanitarie si preoccupa in primis di verificare che laggiù in Africa ci sia la piastra per il phon.
    Au revoir, ma anche no

  6. “Anche no” io lo sto dimostrando da tempo, mi pare, come ogni altra cosa: le mie scelte le ho già fatte tempo fa, e le ho portate avanti, proprio perchè sono altre le cose di cui rido con gli amici: ben prima di questo scambio chiarificatore. Perchè i conti, sai, non si fanno solo alla fine, ma anche giorno per giorno. E se la tua battutona sul phon (hai chiesto l’aiuto da casa?) voleva in qualche modo risolvere e pareggiare il giochino goliardico sui “negri sgozzati”, temo che tu faccia un favore a te stesso smettendo di scrivere.

  7. Elena sono basita. Ti pensavo persona assai più intelligente. Permettersi giudizi dettati da ottusità che tu chiami “ideali”, ergendosi a giudice senza averne le capacità me lo sarei aspettato da altri(compresa me), non da te. Da quel che capisco,il messaggio subliminale è a me riferito. Ma se tanto non sopporti la mia amicizia, basta dirlo sai. Se avere amici con cui condividi “ideali e lotte” dimenticandosi chi veramente ti è vicino quando le lotte son quelle della vita beh, evidentemente tu hai capito tutto e io nulla. Ma poco male, pensavo di essere io l’ottusa e integralista del gruppo. Noto con dispiacere invece che quella che non vede oltre il proprio naso, che in questo periodo e colorato di rosso domani chissà, sei tu. E la battuta della piastra, purtroppo, non è una battuta. E tu lo sai. Qua la chiudo e credo anche per un pò, ma mi permetto di dirti che è troppo facile scrivere senza ammettere repliche da nessuno, su un proprio blog e invitando la gente a smettere perchè non è della tua stessa idea (qualcuno lo chiamava totalitarismo). Ti faresti probabilmente tu un favore se ritornassi sul pianeta terra. E con tutto l’affetto che ho per te, ti auguro di vivere ancora molto tempo in questo idilio idealista e di non farti troppo male un giorno …

    • Eccolo l’aiuto da casaaaa! Lo sapevo! hahhahaah 😀
      Dunque, andiamo con ordine:
      1 – “Da quel che capisco, il messaggio subliminale è a me riferito”.
      No, per niente. Non capisco questa fissazione di tirare in mezzo te (lo ha fatto prima lui, lo stai facendo tu da sola adesso). Forse avevi voglia (o bisogno) di dire la tua e dovevi legittimare il tuo “soccorso”, ma di fatto avevo già ribadito che il partner (quindi tu) non era chiamato in causa. Quindi, per quanto riguarda il vaneggiamento numero uno sugli amici di battaglie e gli amici della vita, Stefano non è nè uno nè l’altro, e quindi tutto il tuo discorso viene a decadere.

      2 – Potrei fermarmi qui, per decenza rispetto a tutto quello che ne viene a seguire, ma questa tragedia Shakespeariana sta generando un traffico interessante sul mio blog e questo è sempre figo. Quindi continuo.

      3 – “giudizi dettati da ottusità che tu chiami “ideali”.
      Io sono contro la discriminazione razziale e l’odio razziale. Temo che questi siano davvero ideali (guarda, ne sono quasi quasi certa): se per te il rifiuto dell’odio razziale è “ottusità”, credo che le domande non debba essere io a pormele. Per quanto riguarda i giudizi, confermo che io trovo bizzarro (se non inaccettabile) che un uomo di sinistra (o forse qualsiasi uomo? bè, non mi spingo a tanto) rida convivialmente di fronte alle “battute” sui “negri sgozzati” (se è questo quello che intendi come “giudizio”, ma è forse l’unica cosa che possa assomigliare ad un giudizio che trovi nel botta e risposta tra me e StefanoAkaSteve). Ma d’altra parte l’ho già espresso ampiamente nel post che stiamo commentando, quindi non sto a ripetermi.

      4 – La piastra.
      Nelle mie valutazioni di partire in missione (valutazioni tuttora esistenti, ma finora inattuate per circostanze che non dipendono dalla mia volontà), le considerazioni e le curiosità che potevo farmi levare da chi in missione ci è già stato, erano ovviamente piuttosto ampie: dalle vaccinazioni, ai trasporti, alla coabitazione, alla sicurezza e anche ad amenità come libri da leggere, connessione internet, deodorante, piastra e mascara. In un dialogo “sano” al massimo si ride su questa cosa, magari per sdrammatizzare la proiezione di una vita che andrebbe completamente ribaltata. In un dialogo terrificante come questo tu infili addirittura un “purtroppo”. Cosa significa? Che il fatto di informarsi sulle condizione pratiche di vita quotidiana in missione renda lo spirito umanitario meno importante? Se io chiedo informazioni anche su come mi laverò in missione significa che l’aiuto che potrei dare là vale niente?
      È questo l’argomento che avete per mettere in discussione me?

      5 – “è troppo facile scrivere senza ammettere repliche da nessuno, su un proprio blog e invitando la gente a smettere perchè non è della tua stessa idea”.
      Gli unici commenti che sono stati mai cancellati sul mio blog sono quelli contenenti insulti o bestemmie. Per il resto ci sono tutti, quindi ogni replica è ammessa. Io non ho invitato SteveAkaStefano a smettere perché la pensa in modo diverso da me, ma “per fare un favore a se stesso” (vista l’insussistenza delle sue tesi di supporto, o tentate tali) : era un consiglio, e la divergenza di idee non c’entra assolutamente nulla (basta LSD, dai)

      6 – “ti auguro di vivere ancora molto tempo in questo idillio idealista e di non farti troppo male un giorno”.
      A parte il malaugurio implicito, che con l’affetto che dici di provare per me a bocca piena e dita fiere ha poco a che fare (amore e iattura, un binomio improponibile), nel mio idealismo non c’è nessun idillio: l’essere contraria all’odio razziale è profondamente doloroso in questa terra. Purtroppo, se nel tempo libero posso scegliere di non frequentare gente razzista che auspica addirittura la riapertura dei forni crematori, in certe circostanze non posso evitarlo (sul lavoro, ad esempio). Quindi il mio idealismo (che dovrebbe essere un valore comune a tutti gli uomini, e non un ideale) è più o meno dolore quotidiano.
      Se mai dovessi diventare razzista un giorno, avrei vita molto più semplice.

      7 – Tralascio “ottusa – integralista – che non vede a un palmo dal suo naso – che deve tornare sul pianeta terra “ perché i punti che ho affrontato sopra dimostrano quanto poco valore abbiano. Ma mi voglio soffermare sulla parola “rosso”. Ancora una volta, il tristissimo stupro che la mitologia berlusconiana ha fatto alla nostra lingua e al nostro cervello. Questa confusione tra progressista e comunista, questa assimilazione tra l’essere di sinistra e l’essere “rosso”: quando finirà questa violenza lessicale?
      Forse il giorno in cui si smetteranno anche di chiamare i delitti “passionali” o “d’onore” quando si ammazza una donna? Povera la nostra lingua, poveri i nostri errori pretestuosi.

      Ora posso andare a farmi il bagno, però, per favore: basta con la droga, alla tua età ti fa prendere davvero lucciole per lanterne.

  8. Uno spasso, dalla prima all’ultima riga.
    Vi prego, che qualcun altro intervenga, magari ancora in soccorso di chi ha terminato le argomentazioni ‘serie’ e si attacca alle sciocchezze, addirittura menando gramo e augurando nefandezze: roba che nemmeno all’asilo!!!
    Torres, se non ci fossero razzisti, fascitelli, nazi-cazi e legaioli vari dovresti scrivere solo ‘d’amore e di altre avventure’: dovresti essere grata a questa gente che ti dà così tanti spunti per continuare il blog!!!

  9. Ilaria o ci è o ci fa. passerò la giornata a rifletterci su…ma anche no,
    visto e considerato che la sig.na Torresani ci ha spiegato in maniera esauriente che ci è e ci fa in egual misura. Insomma uno di quei casi umani che non vorresti mai ti si presentassero il lunedi mattina. Mi chiedo se le parole del post andrebbero ulteriormente commentate, con cagate pazzesche quelle che ho letto nei commenti. Apparte che se qualcuno ha la coda di paglia e si sente in pieno diritto di commentare/giustificare, lasciatemelo dire…siete proprio delle brutte persone.
    Destra, sinistra cazzi e mazzi che siano…fate schifo. PUNTO

  10. Riflettere su alcune frasi in questi commenti mi rende triste ma fiducioso. Solo ora, quando il berlusconismo si avvia al pensionamento, riusciamo a vedere i reali danni che ha causato. Giovani menti completamente stuprate da concetti come “sinistra = comunismo” o “magistratura = sinistra” o “. Abbiamo superato un altro ventennio. Ora sta a noi costruirci sopra una nuova “costituzione”.
    Un po’ fuori argomento ma non avrei altro da aggiungere ad un articolo del genere se dovessi restare “sul pezzo”.

      • Credo che il razzismo sia indipendente dal vecchio pensiero politico “destra/sinistra”. Non ci si deve aspettare che una persona che vota PDL sia razzista e omofoba e non ci si deve aspettare che una persona che vota PD non lo sia. Certo da una persona che vota lega me lo aspetterei, ma quello è un intero partito basato su razzismo, ipocrisia e omofobia.
        Siamo tutti sulla stessa barca.

      • Sì Marco, io ho parecchi amici di destra che, grazie al cielo, non sono razzisti. Ma scoprire che alcuni esponenti di sinistra lo sono mi fa rabbrividire. Forse mi abituerò (forse eh) ma continuerò sicuramente ad essere petulante e a non ridere di fronte a certe cose. 😀

  11. Certo i famosi filantropi che danno tutto alla chiesa, perchè critiani e cattolici convinti, quelli che pregano per essere tutti uguali e poi appena possono insultano chiunque diverso da loro………………..
    onestamente Elena queste persone mi fanno pena, sono falsi persino con loro stessi.
    Come il padano che giustifica chi ruba i soldi alla regione lombardia o come il sinistroide che è favorevole alla modifica dell’articolo 18…. un po di coerenza magari, no!?!?!?

    Io continuerò sempre a non amare queste persone, ma cerco di non perdere tempo nel spiegare cose inutilmente.
    Anche perchè che capiscano solo ciò che vogliono lo si vede chiaramente dai commenti qui sopra.
    E’ pura realtà, purtroppo.

    • Un po’ come chi vota PDL e giustifica un (ex) presidente del consiglio che fa festini, di dubbio gusto, a casa sua solo dicendo “è la sua vita privata”, come se il premier di una nazione potesse avere una vita privata come gli pare senza impatto su quella pubblica. Ripeto, abbiamo superato un ventennio difficile (un altro), ora dobbiamo ricostruire affinché non avvenga più.

  12. @Elena (rispondo qui)
    Questo perché si crede che sul lato sinistro della barca ci sia una certa superiorità intellettuale. Credo non sia così da molto tempo. E il fatto che anche a sinistra ci siano scandali di mafia e corruzione fa capire che non esiste un lato pulito, esiste un lato meno sporco (forse). Io ho imparato a parlare con una persona senza appiopparle una posizione politica, anche perché non credo nella politica (quella odierna). Gli ideali invece sono senza tempo e si insinuano a prescindere da qualsiasi idea di partito. Poi parliamoci chiaro: in italia chi vota un certo partito conoscendone tutti i retroscena e i reali valori e obbiettivi credo sia un 10% della popolazione. Quindi fare qualsiasi ragionamento basato sulla appartenenza politica è un errore di base secondo me.

    • Marco, non è per presunta superiorità intellettuale, ma semplicemente perchè i valori della sinistra dovrebbero basarsi soprattutto sulla tutela dei diritti. Tutto il resto, per carità…. (anche se, in linea di massima, dove c’è gran cultura e pochi diritti il fallimento pare doppio).

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