Il 14 e il 15 settembre a Lodi ci sarà il
Festival Noir
, di cui ho già scritto sul blog di
Brand-it-up
.
Personalmente,
domenica 15 alle ore 9
terrò un workshop alla bellissima
Biblioteca Laudense
sulla narrazione legata alla vita e alla morte.
Il workshop è stato voluto dalle Onoranze Funebri Dubbini, una giovane impresa lodigiana che ha deciso di dare spazio al
racconto delle memorie
, perché il ricordo vive nell’insegnamento che le persone lasciano dietro di sé.
Durante l’ora a mia disposizione spiegherò come la
narrazione biografica
abbia importanza non solo per raccontare ciò che accade e a chi
sui giornali, nei libri e sui blog
, ma anche nella
cronaca nera
e in tutto ciò che riguarda la fine della vita.
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Eventi
Piacenza chiama, Giulietta risponde
Lo scorso 28 giugno ho festeggiato il mio 39esimo compleanno partecipando al NON-STOP Reading organizzato a Piacenza per raccogliere fondi per l’ Unione Italiana Ciechi : sei ore di letture ininterrotte organizzate da Irma Zanetti che sono state anche una bella occasione per incontrarsi, ascoltare, leggere, contaminare. Continua a leggere
La notte dei lettori lussuriosi
21 Giugno, solstizio d’estate.
Letti di Notte
ha compiuto un anno.
La fantastica notte bianca ideata dalla casa editrice
Marcos y Marcos
e dal libraio di Piazza Repubblica di Cagliari ha riportato un’altra volta le parole per le strade, ad animare la città.
Una festa dedicata soprattutto alle librerie e alle case editrici indipendenti, che si trovano – più di altre – a dover far fronte a questi momenti duri per l’economia e la cultura di questo paese impoverito.
200 librerie, 25 biblioteche e 40 editori
hanno aderito all’iniziativa con aperitivi, letture, giochi, musica, mostre, concorsi e workshop: i luoghi dei libri hanno
rivendicato il domicilio dell’incontro
, dell’energia, della vita e del tempo conviviale.
Ho scelto di celebrare questo evento alla
libreria di Cristina di Canio, Il Mio Libro
, che qualche mese fa ha ospitato la presentazione milanese di Giulietta. Tra reading, musica, torte, frutta fresca, gelato, vino e birra, siamo arrivati tonici alla
tombola degli incipit
: ogni cartella riportava sul dorso l’inizio di un grande classico, e in palio c’erano tutti i libri degli autori presenti in omaggio.
Un bottino ghiotto
di cui solo i lussuriosi della pagina possono capire la portata libidinosa.
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PalFest 2013: il potere della cultura contro la cultura del potere
Dal 2008 ogni anno in Palestina ha luogo il PalFest , il Festival della Letteratura Palestinese promosso da personaggi prestigiosi come Harold Pinter ed Emma Thompson, nato per supportare la cultura di quella terra e di quel popolo sotto assedio.
“ An annual, traveling cultural roadshow that crosses the military checkpoints keeping its audience divided ”
Lentamente, sottovoce, la letteratura ha cercato di ridisegnare un percorso, e di ridare voce a chi è stato derubato, sradicato, sterminato e messo a tacere.
In questi giorni leggo gli aggiornamenti dell’edizione 2013 su
Facebook
, e respiro l’atmosfera degli eventi attraverso i resoconti di
Susan Abulhawa
, la scrittrice che avevo intervistato l’anno scorso, poco prima di andare in Palestina.
Il PalFest ha luogo nelle meravigliose terre di
Betlemme, Ramallah, Gerusalemme, Haifa, Nablus, e finalmente Gaza
: un itinerario che attraversa anche i check-point, quei luoghi di cui anch’io ho sperimentato l’arroganza quando mi si negò l’autorizzazione a rientrare in Israele da Jerico.
Ancora una volta,
la cultura è la risposta più bella e più efficace per l’identità, il dialogo, la rinascita
.
Se non avete mai letto nulla di palestinese, vi consiglio “
Ogni mattina a Jenin
”, edito da Feltrinelli. E dato che il blog per il quale avevo intervistato Susan non esiste più, ripubblico qui il pezzo.
Con molto amore.
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Salone del libro di Torino, palle e diserzione
Sono stata al
Salone del Libro di Torino
una volta sola, con una valigia vuota in mano.
Ero
convinta di trovare offerte, promozioni e titoli speciali
, come sempre accade in queste occasioni (Festival della Letteratura di Mantova incluso, ad esempio).
Dopo due ore sono uscita con la valigia ancora vuota e le palle girate: nessuno sconto, nessuna promozione, nulla di imperdibile.
A parità di prezzo, i libri li vado a comprare dal mio libraio di fiducia, che è pure esente da consigli marchettari.
Poi, dopo aver visto con i miei veri occhi verissimi un’intervista a Emanuele Filiberto di Savoia (true story) che parlava circondato da libri, io, la mia valigia vuota e le mie palle girate siamo andati da
Eataly
, e abbiamo risolto lo sconforto culturale con le prelibatezze del gusto.
Oggi leggo
questo articolo di Serino
, e per quanto non sia d’accordo su tutto quello che dice (credo che tutti i tipi di lettori e di pubblico vadano soddisfatti), sono d’accordo con l’allarme che lancia, perché riguarda un po’ la deriva a cui molte cose del nostro paese si stanno avvicinando.
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Calzedonia e quei quarti di bue in passerella
La scena classica che a casa nostra anticipa il sonno prevede normalmente una donna che legge un libro e un uomo che guarda un film. La donna che legge il libro è spesso disturbata dagli spari o dalle urla dei morti ammazzati nel film proiettato sullo schermo, ma pazienza: prima o poi arriveranno le cuffie pure a casa nostra.
Ieri sera però abbiamo lavorato fino a tardi e ci siamo concessi dieci minuti di sfilata Calzedonia in TV: mentre
ci stupivamo del format ambizioso
scelto da Calzedonia e ci constatavamo
la bravura della regia
che riusciva a dare la giusta importanza a tutti i protagonisti (cantanti, modelli, pubblico, ballerini, coreografie), io sono rimasta basita dai modelli che sfilavano in passerella.
Non mi sono mai occupata di moda uomo, e soprattutto non mi sono mai occupata di beachwear, e non mi ero mai accorta che il tipo di maschio che piace veder sfilare fosse il modello “
quarto di bue
”.
Ora, non so se fosse un difetto di visualizzazione del nostro televisore, che ha uno schermo più adatto ad un cinematografo che ad un’abitazione di 70 mq, ma
quei corpi gonfi
mi sono sembrati una roba raccapricciante. Se sono lì, però, significa che piacciono parecchio, e alla maggior parte delle persone.
A me sembravano
caricature Michelin
senza alcun appeal estetico o erotico, una proiezione malsana di ciò che è pensato per essere bello e invece risulta innaturale e posticcio: e dire che conservato memoria di un’immagine maschile ben più “sottile” proposta da Calzedonia sui cataloghi. Che si siano dati una pompata giusto in occasione del summer show?
Un breve pensiero a quanto tempo sprecato si nasconda dietro a tutto quel gonfiore, per ricordarmi però subito dopo che del proprio tempo ognuno fa quel che vuole, per carità.
Personalmente quei corpi mi provocano un sentimento ambiguo, un insieme di tenerezza e tristezza, curiosità e repulsione: mi riportano più ai cadaveri a mollo nell’acqua che a qualche frontiera di desiderio.
Senza omettere poi che tutto quel gonfiore innaturale in alcuni casi porta a
movimenti sgraziat
i, e in tutti a un’imbarazzante sproporzione con
l’apparente vuotezza della mutanda
.
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Donne del lodigiano: una mostra dedicata a loro
Per 13 mesi della mia vita ho viaggiato per
incontrare donne di ogni nazionalità
che avessero una storia interessante da raccontare. Molte di loro le ho intervistate, alcune solo raccontate, ma ognuna era un esempio di vita, saggezza, lotta, talento o rinascita.
Per questo mi è subito piaciuta l’iniziativa “
La donna e oltre
”, organizzata da La Vie En Rose eventi: una mostra fotografica dedicata a donne note e meno note della provincia di Lodi
che in qualche modo si sono distinte per il loro lavor
o. Volti immortalati da Beppe Quintini in luoghi simbolo del lodigiano e accompagnati da stralci di storie che raccontano di loro.
Vite di provincia che spesso rimangono lontane dai riflettori, ma che per questo non sono certo meno importanti e potenti.
Dicono le organizzatrici: “
L’obiettivo principale è quello di portare alla luce personalità femminili legate alla provincia di Lodi che si sono distinte e che con il loro impegno contribuiscono in modi e in ambiti differenti allo sviluppo del territorio. Questa mostra è stata ideata per celebrare la donna e l’ambiente in cui vive e opera.
”
Onorata di essere stata invitata a partecipare.
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Festalibro e Crowd Funding
Lo dicevo in chiusura del mio
post precedente sulla cultura che può davvero dar da mangiare:
il crowd funding può essere una delle poche soluzioni per svincolarci dalle dinamiche assassine di chi non finanzia la cultura e vuole far morire questo paese nell’ignoranza di cemento, banche stitiche, fabbriche chiuse e cassa integrazione.
Oggi ho contribuito al
crowd funding di Festalibro
, un evento dedicato ai libri per bambini e ragazzi che si terrà
a Sassuolo il prossimo maggio
: l’ho fatto con 20 euro, nel mio piccolo è tutto ciò che posso, ma si accettano anche contributi da 2 euro, in modo che ognuno possa diventare sostenitore. Se l’obbiettivo non verrà raggiunto (in questo caso 2.000 euro) il denaro non vi verrà detratto: mancano solo 12 giorni.
Diamoci una possibilità, per favore.
Sosteniamo con qualche spicciolo, finchè possiamo, i progetti in cui crediamo e che possono ancora dare una chance a questo paese.
AGGIORNAMENTO 28 APRILE 2013: felicissima di aver ricevuto da Eppela la conferma che il traguardo è stato raggiunto!!!
La febbre del sabato sera (e i disturbi alimentari)
Un tavolo bianco, apparecchiato per quattro. Nei piatti, uno specchio. Lo specchio riflette l’immagine di chi si siede per mangiare.
Chiunque sia passato davanti al
Teatro Nazionale di Milano
nell’ultimo mese avrà senz’altro visto questa installazione sui disturbi alimentari: che non abitano nel cibo, ma dentro noi stessi.
Proprio al Teatro Nazionale,
giovedì 17 gennaio 2013
, il musical in scena “La febbre del sabato sera”devolverà parte degli incassi ad ABA, l’associazione impegnata nella prevenzione, nell’informazione e nella cura dei disturbi alimentari. Anoressia e bulimia fanno parte dei tanti problemi su cui non si può far cadere l’indifferenza, perché hanno una valenza sociale e culturale che coinvolge la concezione di bellezza che ognuno di noi si porta dentro, incatenata o con le ali.
Qui a seguire trovate il comunicato stampa dell’evento e, se siete a Milano, siate al Nazionale giovedì sera.
Siate ai Filodrammatici, lunedì
La giornata mondiale contro la violenza sulle donne è appena passata, ma le iniziative degne di nota continuano: il lavoro da fare è notevole, e non ci si può fermare.
I tagli che stanno coinvolgendo la maggior parte dei finanziamenti pubblici stanno rendendo impossibile la sopravvivenza di molte realtà importantissime: tra queste, i
centri antiviolenza
, che sono spesso l’unica speranza per molte donne e famiglie che si trovano davvero nella disperazione più totale.
Ecco che Lunedì 10 dicembre, al Teatro dei
Filodrammatici di Milano
, andrà in scena
LIBERTA’ MINATA
, uno spettacolo di Debora Mancini, con testi di Virginia Woolf; Anne Sexton; Sylvia Plath; Alda Merini; Patricia Highsmith; Artemisia Gentileschi; Ipazia; Caterina de Medici; Auung San Suu Kyi.
Entrata a offerta libera minima di
15 Euro
: un momento di incontro e di riflessione che è anche una raccolta fondi, organizzata da
Cerchi d’Acqua
e volta a tamponare il bisogno ingente di risorse che soffoca il lavoro di queste associazioni.
Associazioni che per molte donne rappresentano la sopravvivenza e la vita.
Se siete a Milano lunedì sera, siateci.