Quando il sogno si fa difficile.

Ognuno deve decidere cosa farci con i propri sogni, soprattutto con quelli inesauditi.
Io ho avuto per tanti mesi il miraggio di poter pubblicare la storia di Giulietta, una donna che ha sognato molto, in vita sua. In sacoccia teneva tanti sogni quanti sbagli, nel petto un buco insaziabile e al guinzaglio un cane bianco dal pessimo carattere.
Camminava per le calli di Venezia col suo walkman dagli auricolari in gomma piuma blu, un rossetto fucsia nascosto nell’Invicta come un peccato e la lingua piena di bugie.

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Il popolo della notte, le discoteche della perversione.

Che i social network siano un luogo di spam furibondo è cosa nota.
Così come è risaputo che queste piattaforme vengono utilizzate per promuovere eventi, libri, mostre, spettacoli e molto altro, è anche semplice intuire che questo bombardamento ci rende anestetizzati dalle notifiche, come se fossimo gli esseri più desiderati della terra.
Per chi invita, scegliere l’immagine e il titolo giusto, che riescano in qualche modo ad attirare l’ormai basso livello di attenzione degli utenti, è fondamentale.
Se però dietro ad eventi culturali c’è di solito un ufficio stampa che fa piuttosto bene il suo lavoro (almeno qui a Milano), dietro le serate in discoteca ci sono spesso una manica di scappati di casa che cercano di riempire una lista fagocitando numeri e promettendo miraggi. Continua a leggere

Il corpo puzza.

C’è la protagonista di uno dei libri di Josè Saramago che fa Blimunda di nome, e ha il dono di vedere – quando è digiuna – attraverso le cose e attraverso i corpi.
Pessima visione, siamo d’accordo: cibi digeriti, vermi solitari, tumori e cancrene.
Era la Lisbona del 1700, ma non è che le cose oggi siano molto cambiate.
A parte l’igiene personale, ovviamente, il corpo continua ad essere una faccenda indecorosa.
Perché per cancellare le schifezze e gli odori di questa cosa viva e putrescente che ci portiamo appresso, impieghiamo un sacco del nostro tempo e delle nostre risorse economiche.
A partire dai piedi, che ce ne son certi che ridono sguaiati di fronte al talco mentolato e alle solette di lavanda, continuando ad emanare un fetore d’oltretomba all over. Continua a leggere

Beati coloro che non hanno visto

Lei era quella che diceva che i sentimenti tiepidi non servono.
Era quella che invidiava chi non aveva visto né sentito.
È quella che è stata arrestata, picchiata, avvelenata e poi uccisa: per la sua passione, per le sue parole, per la ricerca della verità e l’instancabile denuncia.
I suoi assassini (che hanno agito in pieno giorno, in città, e a volto scoperto) sono stati identificati: ma l’hanno scampata.
Perché in Russia funziona così ancora oggi: quando il mandante di crimini (contro l’individuo o contro l’umanità) è lo Stato centrale (e lo Stato Centrale è Vladimir Putin), tutto rimarrà insabbiato. Impunito. Continua a leggere