Ognuno deve decidere cosa farci con i propri sogni, soprattutto con quelli inesauditi.
Io ho avuto per tanti mesi il miraggio di poter pubblicare la storia di
Giulietta
, una donna che ha sognato molto, in vita sua. In sacoccia teneva tanti sogni quanti sbagli, nel petto un buco insaziabile e al guinzaglio un cane bianco dal pessimo carattere.
Camminava per le calli di Venezia col suo walkman dagli auricolari in gomma piuma blu, un rossetto fucsia nascosto nell’Invicta come un peccato e la lingua piena di bugie.
Mese: marzo 2010
Il popolo della notte, le discoteche della perversione.
Che i social network siano un luogo di spam furibondo è cosa nota.
Così come è risaputo che queste piattaforme vengono utilizzate per promuovere eventi, libri, mostre, spettacoli e molto altro, è anche semplice intuire che questo bombardamento ci rende anestetizzati dalle notifiche, come se fossimo gli esseri più desiderati della terra.
Per chi invita, scegliere l’immagine e il titolo giusto, che riescano in qualche modo ad attirare l’ormai basso livello di attenzione degli utenti, è fondamentale.
Se però dietro ad eventi culturali c’è di solito un ufficio stampa che fa piuttosto bene il suo lavoro (almeno qui a Milano), dietro le serate in discoteca ci sono spesso una manica di scappati di casa che cercano di riempire una lista fagocitando numeri e promettendo miraggi.
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Il corpo puzza.
C’è la protagonista di uno dei
libri di Josè Saramago
che fa Blimunda di nome, e ha il dono di vedere – quando è digiuna – attraverso le cose e attraverso i corpi.
Pessima visione, siamo d’accordo: cibi digeriti, vermi solitari, tumori e cancrene.
Era la Lisbona del 1700, ma non è che le cose oggi siano molto cambiate.
A parte l’igiene personale, ovviamente, il corpo continua ad essere una faccenda indecorosa.
Perché per cancellare le schifezze e gli odori di questa cosa viva e putrescente che ci portiamo appresso, impieghiamo un sacco del nostro tempo e delle nostre risorse economiche.
A partire dai
piedi
, che ce ne son certi che ridono sguaiati di fronte al talco mentolato e alle solette di lavanda, continuando ad emanare un fetore d’oltretomba all over.
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Beati coloro che non hanno visto
Lei era quella che diceva che i sentimenti tiepidi non servono.
Era quella che invidiava chi non aveva visto né sentito.
È quella che è stata arrestata, picchiata, avvelenata e poi uccisa: per la sua passione, per le sue parole, per la ricerca della verità e l’instancabile denuncia.
I suoi assassini (che hanno agito in pieno giorno, in città, e a volto scoperto) sono stati identificati: ma l’hanno scampata.
Perché in Russia funziona così ancora oggi
: quando il mandante di crimini (contro l’individuo o contro l’umanità) è lo Stato centrale (e lo Stato Centrale è Vladimir Putin), tutto rimarrà insabbiato.
Impunito.
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